Al MUSE di Trento apre il Parlamento della Biodiversità: 186 specie prendono la parola
Fino al 6 giugno 2027, un allestimento immersivo e partecipativo invita a immaginare un parlamento in cui anche animali, piante, funghi e microrganismi possano far sentire la propria voce
Come cambierebbero le nostre decisioni sull’ambiente se anche le altre specie viventi potessero partecipare al dibattito? È la domanda da cui nasce Il Parlamento della Biodiversità, il nuovo allestimento del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, visitabile dal 17 ottobre 2026 al 6 giugno 2027.
Nello spazio MUSE Agorà prende forma un’assemblea parlamentare molto particolare: al posto dei rappresentanti politici siedono quelli dei diversi ambienti del pianeta. Un esperimento che invita il pubblico a considerare la conservazione della biodiversità dal punto di vista delle specie che ne sono direttamente interessate.
Un parlamento con 186 specie
L’allestimento comprende 93 postazioni e 186 specie, rappresentate attraverso esemplari naturalizzati, sagome e illustrazioni. Le delegazioni sono organizzate in nove grandi biomi, dalle foreste pluviali alle regioni polari, dagli oceani alle alte montagne. A queste si aggiungono tre rappresentanze trasversali: gli organismi migratori, le specie estinte e Homo sapiens.
Tra i protagonisti figurano un okapi, esposto per la prima volta al MUSE grazie alla collaborazione con il Parco zoologico di Falconara, un narvalo e un tricheco, collocato nell’atrio del museo. Non mancano specie meno familiari, come il mostro di Gila e il cocco di mare, una palma delle Seychelles che produce semi dal peso eccezionale.
Sono rappresentati anche piante e funghi, mentre una riproduzione del tilacino, marsupiale estinto nel Novecento, dà voce alle specie che abbiamo già perduto.
Il pubblico può sedersi tra i banchi dell’assemblea e ascoltare le richieste delle diverse delegazioni. Attraverso uno schermo centrale e una mappa interattiva, gli organismi presentano simbolicamente mozioni, denunce e proposte, affrontando le principali minacce alla biodiversità.
Dalla COP17 al museo
Il progetto è stato inaugurato in occasione della COP17 sulla biodiversità, la conferenza delle Nazioni Unite in programma a Yerevan, in Armenia, dal 19 al 30 ottobre 2026.
Al centro dei negoziati internazionali c’è anche la verifica dei progressi nell’attuazione del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, l’accordo adottato nel 2022 che stabilisce 23 obiettivi per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.
Il Parlamento della Biodiversità porta questi temi all’interno del museo, affrontandoli attraverso cinque commissioni tematiche. L’obiettivo non è soltanto illustrare le minacce che interessano gli ecosistemi, ma invitare a riflettere su come le esigenze delle altre forme di vita possano essere considerate nelle decisioni umane.
Un cambio di prospettiva che riguarda anche il modo in cui pensiamo alla conservazione: come abbiamo raccontato su Pikaia, le aree protette non sono isole, e tutelare le specie significa anche preservare le relazioni ecologiche da cui dipendono.
Un’assemblea aperta al pubblico
Il Parlamento della Biodiversità non è pensato come un’esposizione da osservare passivamente. Visitatori e visitatrici sono invitati a prendere posto tra le delegazioni e a confrontarsi con punti di vista differenti da quello umano.
Durante i mesi di apertura, l’allestimento sarà inoltre accompagnato da incontri e attività per approfondire i temi della conservazione, delle relazioni tra specie e delle responsabilità collettive nei confronti degli ecosistemi.
Informazioni per la visita
- Dove: MUSE – Museo delle Scienze, Corso del Lavoro e della Scienza 3, Trento.
- Quando: dal 17 ottobre 2026 al 6 giugno 2027.
- Orari: da martedì a venerdì 10–18; sabato, domenica e festivi 10–19; lunedì chiuso.
- Ingresso: con biglietto del museo.
Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sulla pagina ufficiale del Parlamento della Biodiversità.
Immagine in apertura: Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento.