“Ascoltare il mondo”: il suono nella storia della vita e nella nostra esperienza quotidiana
Dall’udito come strumento di sopravvivenza al valore del silenzio: Julian Treasure esplora il mondo sonoro e la sua influenza sulle nostre vite. La recensione di Valerio Calzolaio
Arabidopsis e cambiamento climatico: l’evoluzione osservata sul campo
Una rete internazionale ha seguito per cinque anni l’evoluzione di popolazioni sperimentali di Arabidopsis thaliana in 30 siti con climi diversi. Lo studio mostra quanto rapidamente possa agire la selezione naturale, ma anche dove l’adattamento incontra i suoi limiti
Intelligenze animali: esplorare le altre menti con David Baracchi
Il docente di Zoologia ed Etologia e direttore del Laboratorio di Ecologia Cognitiva e Comportamentale all’Università degli Studi di Firenze ripercorre nel suo libro decenni di studi e scoperte nell’ambito delle scienze cognitive e della neuroetologia
Bioarcheologia: la prof.ssa Beatrice Demarchi svela i segreti delle biomolecole antiche
La prof.ssa Beatrice Demarchi è la protagonista della nuova intervista di “L’evoluzione non ha genere”. Abbiamo parlato di bioarcheologia e delle collezioni antropologiche accademiche.
Le farfalle più belle sono più protette. E le altre?
Un’indagine su 492 specie europee mostra che le farfalle considerate più belle ricevono più attenzione e sono sovrarappresentate negli strumenti di tutela, mentre molte specie oggi minacciate ne restano escluse.
Il mondo perduto del dodo
Come vedeva, annusava e percepiva il mondo il dodo? Un nuovo studio pubblicato sul Zoological Journal of the Linnean Society ricostruisce il mondo sensoriale di due celebri uccelli estinti delle isole Mascarene
La conquista della terraferma? Forse non cominciò affatto con la metamorfosi di un girino!
I primi tetrapodi potrebbero non essere mai stati “girini”: una nuova ricerca sui fossili di Mazon Creek suggerisce che i primi vertebrati a quattro arti si sviluppassero direttamente, senza attraversare una fase larvale e una metamorfosi simili a quelle degli anfibi moderni. La scoperta aggiunge un nuovo tassello alla storia della conquista della terraferma.
Stambecchi e cacciatori nelle Alpi, 13.000 anni fa
Presso il sito paleolitico di Riparo Dalmeri (TN) 13.000 anni fa le popolazioni di Homo sapiens cacciavano una popolazione di stambecco oggi estinta. Rispetto agli stambecchi attuali, questi individui probabilmente non riuscirono ad adattarsi alle nuove condizioni ambientali. La loro estinzione è probabilmente legata alla pressione esercitata dalla caccia dei gruppi umani e ai rapidi cambiamenti climatici e ambientali verificatisi tra la fine del Pleistocene e l’inizio dell’Olocene
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