Padova, città della scienza. Due musei da non perdere

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L’Orto Botanico e il Museo della Natura e dell’Uomo sono tappe obbligate per tutti gli appassionati di scienze naturali

Quando si pensa a Padova vengono subito in mente la Cappella degli Scrovegni, la Basilica di Sant’Antonio o Prato della Valle. Eppure, per chi ama la scienza, la città offre un patrimonio altrettanto straordinario. Padova è una delle capitali europee della storia della scienza, sede di una delle università più antiche del continente, dove insegnò Galileo e dove, nei secoli, sono nati luoghi che hanno cambiato il modo di osservare e studiare il mondo.

Se dovessimo consigliare soltanto due tappe a chi visita la città, sceglieremmo senza esitazione l’Orto Botanico dell’Università di Padova e il Museo della Natura e dell’Uomo. Due luoghi diversi, ma complementari, che raccontano la biodiversità, la storia delle collezioni scientifiche e il lungo percorso della conoscenza.

L’Orto Botanico, dove nasce la botanica moderna

Fondato nel 1545, l’Orto Botanico di Padova è il più antico orto botanico universitario del mondo ad aver conservato la sua sede originaria ed è oggi Patrimonio UNESCO. Nato come Hortus simplicium per coltivare le piante medicinali utilizzate nella formazione dei medici, è diventato nei secoli un punto di riferimento internazionale per la ricerca botanica e lo scambio di conoscenze.

La visita all’Orto è già di per sé affascinante, con l’antico giardino rinascimentale, racchiuso dalle sue mura circolari, che dialoga con il moderno Giardino della Biodiversità, un sistema di serre che accompagna il visitatore attraverso i diversi biomi del pianeta.

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Ma la vera sorpresa è il Museo Botanico. Non è una semplice raccolta di reperti, ma un racconto della costruzione della conoscenza scientifica. Attraverso erbari storici, semi, modelli botanici, strumenti di ricerca e l’affascinante ricostruzione di un’antica farmacia, il visitatore scopre come i botanici abbiano osservato, classificato e studiato il mondo vegetale nel corso dei secoli.

La narrazione segue le vicende di esploratori, naturalisti, ricercatrici e ricercatori, mostrando come le collezioni siano nate, cresciute e continuino ancora oggi a essere strumenti fondamentali per la ricerca. Gli erbari conservano infatti una memoria preziosa della biodiversità del passato e permettono di comprendere come gli ecosistemi siano cambiati nel tempo, offrendo dati indispensabili per studiare gli effetti della crisi climatica e della perdita di biodiversità. L’allestimento è moderno, coinvolgente e adatto sia agli adulti sia ai bambini. Si esce con la sensazione di aver compreso non solo le piante, ma anche il lavoro della scienza.

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Un viaggio nella storia della Terra e dell’umanità

Il Museo della Natura e dell’Uomo è stato inaugurato dall’Università di Padova nel 2023 come nuova casa delle sue straordinarie collezioni scientifiche. Il museo riunisce oltre 200.000 reperti provenienti dalle storiche collezioni universitarie di mineralogia, geologia, paleontologia, zoologia e antropologia, costruite in oltre tre secoli di ricerca.

Il percorso accompagna il visitatore lungo un grande viaggio nel tempo e nello spazio: dalla formazione del pianeta alla comparsa della vita, dall’evoluzione degli organismi fino alla storia della nostra specie e delle culture umane. Fossili spettacolari, scheletri, minerali, animali, reperti antropologici e ricostruzioni si alternano a installazioni multimediali e pannelli interattivi, creando un equilibrio raro tra rigore scientifico e capacità narrativa. Non si ha mai l’impressione di attraversare una semplice esposizione di oggetti. Ogni reperto diventa parte di una storia più ampia che aiuta a comprendere l’evoluzione della Terra e il posto che occupiamo al suo interno. È uno di quei musei capaci di coinvolgere pubblici molto diversi. I bambini rimangono affascinati dagli animali e dai fossili, mentre gli adulti trovano continui spunti di approfondimento. È un museo che riesce davvero a trasformare le collezioni scientifiche in strumenti per raccontare la scienza.

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Una città da vivere attraverso la scienza

Visitare questi due musei significa scoprire una Padova diversa, dove la storia dell’Università continua a dialogare con la ricerca contemporanea. Si attraversano quasi cinque secoli di scienza, dalle prime collezioni botaniche rinascimentali alle sfide attuali della biodiversità, dell’evoluzione e della sostenibilità. Per chi visita la città, l’Orto Botanico e il Museo della Natura e dell’Uomo sono forse il modo migliore per capire perché Padova possa essere considerata, ancora oggi, una delle grandi città europee della scienza.

Foto: di Chiara Ceci