Biodiversità Ritratta: Nabokov entomologo a Roma

Fino al 15 novembre il Museo Civico di Zoologia di Roma racconta la biodiversità, la tassonomia e il lavoro entomologico di Vladimir Nabokov attraverso esemplari, fotografie e documenti.
Lo scrittore Vladimir Nabokov fu anche un appassionato e competente entomologo. La mostra Biodiversità Ritratta. Tipi da cartellino rosso. L’immortalità secondo Vladimir Nabokov, visitabile fino al 15 novembre 2026 al Museo Civico di Zoologia di Roma, intreccia questi due aspetti della sua attività.
Curata da Francesco Sacco, l’esposizione prende le mosse da A Discovery, poesia pubblicata da Nabokov sul New Yorker nel 1943. Il testo immagina la scoperta e la descrizione di una nuova farfalla, destinata a sopravvivere nel proprio nome scientifico e in un esemplare conservato in museo.
Dal nome scientifico al cartellino rosso
Il titolo della mostra richiama gli esemplari “tipo”, cioè gli organismi di riferimento sui quali si basa la descrizione scientifica di una nuova specie. Nelle collezioni naturalistiche questi reperti sono accompagnati da cartellini che registrano informazioni essenziali come il luogo di raccolta, la data e il nome del ricercatore.
Tre pannelli didattici introducono la nomenclatura linneana, il significato dei tipi e la ricchezza delle specie conosciute. Al centro del percorso si trovano esemplari delle collezioni entomologiche del museo e sedici fotografie ad alta definizione, in formato 100 per 70 centimetri. Ogni immagine è corredata dal nome scientifico, dai dati di raccolta e conservazione e dalle informazioni sulla tecnica fotografica e sull’ingrandimento.
Nabokov tra letteratura ed entomologia
Tra il 1942 e il 1948 Nabokov lavorò al Museum of Comparative Zoology dell’Università di Harvard, studiando e ordinando collezioni di farfalle. La mostra ricorda questa attività attraverso libri e documenti e propone anche il video Il dèmone di Vladimir Nabokov, con Fabio Traversa e Jan Stöckel.
Il percorso restituisce così la tassonomia come una pratica scientifica fondata sull’osservazione, sul confronto e sulla conservazione degli esemplari, ma anche come un modo per dare un nome e una storia alla biodiversità. Le relazioni tra collezioni, tassonomia ed evoluzione sono oggi rese ancora più ricche dalle tecniche di analisi molecolare applicate ai reperti museali.
Come visitare la mostra
Biodiversità Ritratta è aperta fino a domenica 15 novembre 2026 al Museo Civico di Zoologia, in via Ulisse Aldrovandi 18 a Roma. Il museo è visitabile dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; il lunedì è chiuso.
Tutte le informazioni sono disponibili nella pagina ufficiale della mostra.
In apertura: Phyllonorycter cerrutiella, paratipo. Immagine: Museo Civico di Zoologia di Roma.