In viaggio al fianco di Darwin: le farfalle tra osservazione, scienza e memoria storica
Questo è un viaggio sulle tracce delle farfalle, che parte dal monte Musinè e arriva fino a Darwin, intrecciando scienza, memoria e osservazione della natura. Converso e Soffiantino raccontano come un incontro casuale e un po’ di curiosità possano trasformarsi in conoscenza e consapevolezza, fino alla necessità di proteggere la biodiversità.
Titolo: Il sentiero di Darwin: sulle tracce di una farfalla.
Autrici: Cristina Converso, dottore forestale presso Arpa Piemonte e Carlotta Soffiantino, illustratrice.
Postfazione di: Simona Bonelli, professoressa associata di Zoologia presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università Di Torino.
Editore: Graphot Editrice
Anno di pubblicazione: 2025
Numero di pagine: 80
Codice ISBN: 979 – 12 – 80629 – 72 – 2
Avete mai avuto la fortuna di fare un incontro che, anche se totalmente inatteso e del tutto inaspettato, vi ha aperto strade che non avreste mai pensato di poter percorrere? Il sentiero di Darwin: sulle tracce di una farfalla è un libro divulgativo che nasce proprio questo. Un incontro che diventa una conoscenza, poi si trasforma in amicizia e, infine, diventa anche collaborazione con Simona Bonelli, professoressa associata di Zoologia dell’Università di Torino.
Definire quest’opera un “libro scientifico-divulgativo” sulle farfalle sarebbe riduttivo. La storia della scienza, l’osservazione naturalistica e la ricerca sul campo ne costituiscono sicuramente il cuore, ma il racconto si snoda anche tra meraviglia, memoria, storica ed esperienza personale. La scienza non rimane separata dalla vita di chi la racconta: entra nel modo stesso di guardare e raccontare il mondo.
Il viaggio dell’autrice
Il punto di partenza del viaggio dell’autrice Cristina Converso, accompagnata dalle bellissime illustrazioni ad acquarello di Carlotta Soffiantino, è il monte Musinè, un sito Natura 2000 della Val di Susa, in Piemonte. È qui che avviene il primo incontro con le vere protagoniste del libro: le farfalle. Un incontro destinato a far nascere una nuova curiosità e a dare forma a un percorso di scoperta, nel quale l’autrice impara progressivamente a guardare con occhi diversi ciò che ha intorno. Da quell’incontro, infatti, le farfalle sembrano comparire un po’ ovunque: lungo i sentieri, nei paesaggi che attraversa, persino nel giardino di casa. Ma, forse, non sono affatto le farfalle a essere diventate più numerose: è stata la protagonista ad aver imparato a vederle.
“[…] Tra le tante opere sui lepidotteri, potrebbero offrirti una chiave di lettura su quanto siano stati fondamentali per l’evoluzione animale e umana le lettere di Charles Darwin, per nostra fortuna era molto prolifico con gli amici, ai tempi si scriveva moltissimo. Le trovi online sul sito dell’Università di Cambridge, le hanno digitalizzate tutte con un progetto dedicato.”
Da quel momento, grazie alla lettura della corrispondenza di Charles Darwin e della sua Autobiografia, comincia il percorso di scoperta naturalistica del “sentiero di sabbia”. Converso ci racconta le farfalle a partire dalla propria esperienza, dal ruolo che progressivamente assumono nella sua vita e dalle domande che la loro silenziosa e piccola presenza suscita nella sua esperienza quotidiana. E lo stesso sguardo si allarga anche Soffiantino, alla sua esperienza legata a questi piccoli animali e al modo in cui possono entrare nella vita di chiunque, compresa la sua.
La curiosità dell’autrice porta il lettore a scoprire altri luoghi del Piemonte, percorrendo sentieri, conoscendo monti e vallate al fianco di creature che facilmente passano inosservate. Il libro non parla soltanto di sistematica e ricerca naturalistica: racconta un modo di stare nella natura in una vita frenetica come quella dei giorni d’oggi. In quest’ottica, il territorio piemontese non è soltanto lo sfondo della narrazione, ma è il luogo nel quale nasce una domanda e nel quale quella domanda trova continuamente nuove occasioni per crescere.
“Apprese che la percezione della natura è aprirsi all’esistenza di altro, oltre e più grande dell’individuo, è rivelazione in cui tutto scompare e non esiste separazione.”
Charles, oltre lo scienziato
È proprio tramite questa nuova curiosità che Converso arriva a Darwin, ma, anche in questo caso, l’autrice sceglie una prospettiva diversa da quella di una semplice biografia scientifica.
Darwin non è presentato soltanto come il grande scienziato che ha cambiato il modo di comprendere l’evoluzione biologica. Attraverso le lettere e i ricordi del naturalista, scopriamo passo per passo anche la sua dimensione più personale: quella di uomo, prima di tutto, e poi la sua parte più dolce, quella di padre. Darwin non viene dipinto solamente tramite i suoi lunghissimi viaggi e le sue scoperte, ma anche tramite le sue relazioni, i suoi affetti e la sua famiglia, ed è proprio grazie a questa dimensione più intima che il libro riesce a restituire una figura che la storia della scienza rischia spesso di rendere distante, quasi monumentale e, a volte, priva di quella dimensione umana che invece le sue pagine riescono a far emergere.
“Charles uscì di casa, si incamminò lungo il sentiero di sabbia che aveva percorso tante volte e arrivò fino al giardino recintato di Annie, colse una giunchiglia appena sbocciata, la portò alle labbra e la baciò.”
Ma il sentiero della Converso non si limita a percorrere i passi di Darwin, perché attorno alla figura del naturalista ruotano anche quella Maria Sibylla Merian, Joseph Dalton Hooker, Alfred Russel Wallace, Henry Walter Bates, Henri Mestral e altri naturalisti che, in epoche e luoghi differenti, hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della conoscenza naturalistica.
Lo sguardo dell’artista: le illustrazioni
Al percorso che segue la storia di Darwin e il battito d’ali delle farfalle (animali sì piccoli, ma emblematici e capaci di far nascere domande e curiosità anche nello stesso Darwin) si aggiunge quello di Carlotta Soffiantino, l’illustratrice del libro. Se è Converso a ripercorrere le tappe della vita di Darwin e a raccontare il proprio percorso di scoperta delle farfalle, Soffiantino restituisce i luoghi del racconto, gli animali che li abitano e le suggestioni che ne emergono attraverso lo sguardo di una artista che ha come motto:
“[…] il colore fonte di vita, gioia degli occhi“.
Nella lettura delle pagine, si incontrano così diversi modi di osservare la natura: quello scientifico, regalatoci dalla professoressa Bonelli, quello personale, della Converso, e quello artistico, della Soffiantino. È forse anche per questo che il volume riesce a mantenere l’equilibrio tra storia della scienza e racconto umano, mostrando come osservare, conoscere e rappresentare la natura possano diventare modi, diversi ma complementari, di avvicinarsi alla stessa realtà
Dalla curiosità alla conservazione
Il racconto delle due autrici piemontesi, partito dal monte Musinè e arrivato, attraverso i viaggi e le scoperte intorno al mondo dei lepidotteri, fino alla storia della conoscenza naturalistica, ritorna infine nel territorio dal quale il viaggio era cominciato. Ed è ancora una volta la professoressa Simona Bonelli, ormai diventata per Converso non soltanto una guida, ma anche un’amica, a introdurla a un nuovo modo di guardare alle farfalle: quello della loro conservazione e del monitoraggio.
“Con la passione che la contraddistingue mi aveva parlato di un progetto di monitoraggio dei lepidotteri su scala nazionale che coinvolgeva sia le istituzioni che i cittadini su base volontaria. […] Così avevo trascorso il resto della serata a leggere del progetto BMS, Butterfly Monitoring Scheme, uno schema di monitoraggio per avvicinare gli appassionati a sensibilizzare sul tema della tutela dei lepidotteri.”
È così che entra nel racconto l’eBMS, European Butterfly Monitoring Scheme, riportando l’attenzione sul valore del monte Musinè, un territorio nel quale le farfalle diventano oggetto di ricerca. Nel libro, si ricorda inoltre come l‘Italia, grazie alla particolare varietà dei suoi climi e dei suoi ambienti, ospita una straordinaria ricchezza di lepidotteri: sono circa 290 le specie di farfalle presenti sul territorio nazionale, 93 delle quali nella regione climatica della Pianura Padana. Numeri che aiutano a comprendere quanto sia importante conoscere ciò che abbiamo intorno e, soprattutto, accorgersi di ciò che rischiamo di perdere.
“Posso solo dirti che ho fatto delle scoperte curiose che mai mi sarei aspettata da creature così piccole e silenziose.”
È probabilmente proprio questa frase a racchiudere meglio lo spirito del libro: quelle che all’inizio sembrano semplicemente piccole creature incontrate lungo un sentiero diventano, pagina dopo pagina, una porta d’accesso a un mondo molto più ampio: quello della ricerca, della storia naturale, delle persone che hanno dedicato la propria vita a studiarle e dei luoghi che ancora oggi ne custodiscono la presenza. In questo percorso si incontrano anche tre modi diversi di guardare la natura: quello della ricerca scientifica, quello della scrittura e quello dell’illustrazione. È dall’incontro tra questi sguardi che nasce un libro capace di raccontare le farfalle senza separarle dalle persone, dai luoghi e dalla storia che le circondano, arrivando infine a mostrare anche ciò che oggi possiamo fare concretamente per conoscerle e proteggerle.
E quale sia, alla fine, il sentiero di sabbia che unisce Darwin, le farfalle e tutti gli altri protagonisti di questa storia, sarà il libro stesso a raccontarlo.
Per scoprirlo, non resta che seguirne le tracce.
Laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli studi di Pavia, si iscrive al corso di laurea magistrale in Biodiversità ed Evoluzione Biologica alla Statale di Milano. Amante del mare e della fotografia è da sempre appassionata di letteratura e divulgazione scientifica.
