Gli elefanti sono consapevoli del proprio corpo

Un test cognitivo sviluppato per i bambini è stato riadattato per dimostrare che gli elefanti sono in grado di comprendere quando il proprio corpo è un ostacolo allo svolgimento di un’attività

Gli elefanti sono considerati animali sociali di grande intelligenza (Pikaia ne ha parlato qui), capaci di cooperazione ed empatia (Pikaia ne ha parlato qui). Secondo gli etologi, queste caratteristiche sarebbero legate alla capacità di riconoscere se stessi come un’entità distinta rispetto agli altri animali, capacità che solitamente viene investigata tramite il test di riconoscimento allo specchio.

Il comportamento di un animale di fronte allo specchio è giudicato di auto-riconoscimento se l’animale attraversa una serie di fasi, nella prima delle quali tratta la propria immagine come se fosse un individuo estraneo della propria specie. La maggior parte degli animali non progredisce oltre questa fase, mentre gli altri cominciano a mostrare una gestualità diretta al proprio corpo, come l’ispezione di zone difficili da vedere o l’osservazione ravvicinata del proprio volto. Per rendere la valutazione più oggettiva, si è stabilito che un animale è in grado di distinguere a se stesso allo specchio quando riesce a toccare un segno tracciato dallo sperimentatore sulla sua testa.

Relativamente poche specie hanno dimostrato questa abilità al di fuori degli umani, tra cui i grandi primati (ma non quelli piccoli), i delfini, le gazze (Pikaia ne ha parlato qui) e appunto gli elefanti. Tuttavia la validità del test è stata messa in discussione, poiché non sarebbe significativa per quelle specie che fanno meno affidamento sugli stimoli visivi. Inoltre alcuni ricercatori affermano che non sarebbe un buon indicatore della capacità di empatia o di altri comportamenti complessi, e arrivano a mettere in dubbio il suo stesso legame con la consapevolezza di sé.

Per questo motivo, due ricercatori appartenenti all’associazione benefica Think Elephants International hanno adattato agli elefanti un’attività inizialmente progettata per i bambini, e che dovrebbe misurare la consapevolezza corporea dei soggetti. In questa attività, i ricercatori hanno legato un bastone con una corda a un tappetino di gomma. Agli elefanti era poi richiesto di salire sul tappetino e raccogliere il bastone per poi passarlo a uno sperimentatore che si trovava in piedi di fronte a loro. Per riuscire a passare il bastone, gli elefanti avrebbero dovuto prima scendere dal tappetino.

I risultati dell’esperimento, pubblicati in un articolo apparso sulla rivista Scientific Reports, hanno mostrato che gli elefanti hanno un elevatissimo grado di consapevolezza corporea. I soggetti dell’esperimento sono scesi dal tappetino in media 44 volte su 48, molte di più rispetto alla situazione di controllo in cui il bastone non era legato al tappetino (3 volte su 48).

Secondo gli autori dello studio, questo risultato ha implicazioni profonde. Gli elefanti sono in grado di riconoscere se stessi come entità separata in relazione all’ambiente circostante e di rendersi conto del ruolo del proprio corpo come ostacolo nel compimento dell’azione. Questo è coerente con le altre considerazioni sull’intelligenza degli elefanti e sul loro comportamento sociale, incluso l’atteggiamento verso i propri simili in difficoltà.

Comprendere le capacità cognitive delle altre specie può aiutarci a sviluppare un miglior equilibrio, per esempio, nei conflitti tra uomo e animali, nei territori dove questi subiscono una perdita di habitat a causa della colonizzazione umana, e a sviluppare soluzioni sostenibili.


Fonte:
Rachel Dale & Joshua M. Plotnik, Elephants know when their bodies are obstacles to success in a novel transfer task, Scientific Reports 7, 46309 (2017), doi: 10.1038/srep46309

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