L’idea più potente

Così Richard Dawkins, scrive al Council for Secular Humanism, in The Power of Darwin. Il potere di un’idea è dato dal “rapporto esplicativo” = ciò che l’idea spiega / ciò che l’idea presuppone per spiegare. Nel caso della grande idea di Darwin = la complessità e diversità della vita / la sopravvivenza non casuale.La selezione naturale è la grande idea.

Così Richard Dawkins, scrive al Council for Secular Humanism, in The Power of Darwin.

Il potere di un’idea è dato dal “rapporto esplicativo” = ciò che l’idea spiega / ciò che l’idea presuppone per spiegare. Nel caso della grande idea di Darwin = la complessità e diversità della vita / la sopravvivenza non casuale.

La selezione naturale è la grande idea. Essa spiega tutto ciò che vediamo nei viventi, poiché essa, generazione dopo generazione rende l’improbabilità realtà. La scalata del “monte improbabile” diviene quindi possibile, ed il risultato sono le forme che troviamo sulla vetta dell’adattamento. L’illusione del progetto è quello che percepiamo.

Il progetto intelligente è esattamente l’antitesi di una teoria potente: esso si propone di spiegare la complessità e la diversità della vita, il suo numeratore, tanto quanto la selezione naturale. Tuttavia il suo denominatore è enorme: essa presuppone l’esistenza di un’entità estremamente complessa, indimostrabile e capace di progettare tutto. Non ci sorprende che il suo rapporto esplicativo sia pressoché inesistente.

Ovunque vi sia variazione ed eredità, esiste selezione, poiché le risorse sono limitate: il risultato è l’evoluzione. I presupposti della grande idea di Darwin sono così pochi che se esistessero altre forme di vita al di fuori della Terra, pur essendo inimmaginabilmente strane, mostrerebbero una qualche versione di evoluzione per selezione.

L’illusione che qualcosa di complesso possa essere spiegato solamente da un’idea altrettanto complessa è stata fugata. Un’altra scienza storica, la cosmologia, avanza le sue domande complesse. I perché delle leggi fisiche e dell’universo stesso attendono ancora il loro Darwin.

Giorgio Tarditi Spagnoli