Anche le seppie sono capaci di autocontrollo

Un recente studio dimostra che la seppia comune è capace di controllarsi, resistendo ad una ricompensa di cibo in vista di un’altra, migliore, ma posticipata nel tempo. Un’abilità che potrebbe essere utile all’animale per cacciare

Si dice che l’occasione faccia l’uomo ladro, ma non è poi così vero. Assieme a scimpanzè, corvi e poche altre specie di vertebrati, siamo dotati di autocontrollo. Un’abilità fondamentale per la sopravvivenza, che ci permette (almeno il più delle volte) di resistere ad una tentazione in favore di una ricompensa migliore, ma ritardata nel tempo. Un indizio di intelligenza, alla base di abilità complesse come la pianificazione del futuro.

Ora anche la seppia comune (Sepia officianalis), già nota per le sue notevoli capacità di cognizione (Pikaia ne ha parlato qui), si aggiunge a questo esclusivo club. Lo rivela uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B.

Sei esemplari di questa specie sono stati sottoposti ad una serie di prove. Messi all’interno di una vasca, avevano la possibilità di dirigersi verso due differenti camere, entrambe trasparenti affinché il contenuto fosse visibile. In una delle due, a cui era sempre possibile accedere, si trovava un pezzo di carne di gambero, la preda identificata come meno appetibile; nell’altra c’era invece un gamberetto vivo, alimento preferito, ma disponibile solo dopo un certo intervallo di tempo, che aumentava man mano che le prove si susseguivano.

Schema dell’esperimento

Prima del test i ricercatori avevano addestrato gli animali all’esperimento, per essere certi che comprendessero alcuni passaggi fondamentali della prova: una delle due prede (la più appetibile) sarebbe stata disponibile solo dopo un certo tempo e, una volta scelto uno dei due premi, l’altro non sarebbe stato più disponibile. In qualsiasi momento, gli individui avevano la possibilità di interrompere l’attesa e dirigersi verso la meno accattivante carne di gambero. L’esperimento è simile al cosiddetto “Marshmallow test” , in cui si chiede a dei bambini di scegliere se ricevere subito un dolcetto o se riceverne due, ma aspettando più tempo.

I risultati sono stati notevoli: tutte le seppie aspettavano la preda più appetibile per un intervallo di tempo che varia tra i 50 ed i 130 secondi, dimostrando la loro capacità di controllarsi per ottenere la ricompensa migliore. In termini di tempo, la capacità di attesa è analoga a quella già riscontrata nei vertebrati.

La sfida ora è capire come mai in questa specie si sia sviluppata questa capacità. Nei mammiferi, per esempio, si pensa che l’autocontrollo potrebbe favorire lo sviluppo di abilità sociali. Per un individuo può cioè essere utile rinunciare ad una gratificazione in favore di un conspecifico, perché il favore potrebbe essere ricambiato nel futuro, aumentando le chance di sopravvivenza. Nella seppia questo ragionamento non avrebbe senso, dato che la specie vive molto poco (circa 2 anni) e ha interazioni sociali con i conspecifici pressoché nulle.

Una possibile spiegazione è suggerita dalle loro abitudini alimentari. Le seppie, abili a mimetizzarsi, passano la maggior parte del loro tempo immobili, confuse con il substrato per difendersi dai predatori e nascondersi alle prede, attivandosi per cacciare solo in pochi, ben precisi momenti. In questo senso, sapersi controllare potrebbe portare ad una strategia di caccia più proficua, privilegiando prede migliori in un lasso di tempo più dilatato.

Gli esemplari con più autocontrollo hanno conseguito migliori risultati nei test cognitivi. L’ipotesi è che ci sia una correlazione tra migliori capacità di apprendimento e sviluppo di funzioni mentali complesse, come saper compiere scelte diverse in base al contesto. Non è un caso che, durante l’esperimento, gli individui finissero per preferire la preda meno appetibile al crescere dei tempi di attesa. È la prima volta che si trova questa relazione tra autocontrollo e sviluppo cognitivo in animali diversi dai primati, regalandoci un ulteriore, affascinante approfondimento sulle incredibili capacità dei molluschi cefalopodi.

Riferimenti: Schnell AK, Boeckle M, Rivera M, Clayton NS, Hanlon RT. 2021 Cuttlefish exert self-control in a delay of gratification task. Proc. R. Soc. B 288: 20203161. https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rspb.2020.3161

Immagini: Magnefl, CC-BY-SA-3.0 via Wikimedia CommonsSchnell AK, Boeckle M, Rivera M, Clayton NS, Hanlon RT. 2021 Cuttlefish exert self-control in a delay of gratification task. Proc. R. Soc. B 288: 20203161.