Archaeozoic Park

Queste accrezioni sedimentarie calcaree e laminate sono dovute all’attività di microrganismi in biofilm, come i cianobatteri o alghe verdi-azzurre. Si formano strato per strato nelle acque poco profonde, nell’arco di millenni. Oggi sono estremamente rari, ma dovevano essere comuni nelle condizioni estreme caratteristiche della Terra primordiale. Le stromatoliti sono infatti i resti fossili più antichi a noi pervenuti, risalenti a

Queste accrezioni sedimentarie calcaree e laminate sono dovute all’attività di microrganismi in biofilm, come i cianobatteri o alghe verdi-azzurre. Si formano strato per strato nelle acque poco profonde, nell’arco di millenni. Oggi sono estremamente rari, ma dovevano essere comuni nelle condizioni estreme caratteristiche della Terra primordiale. Le stromatoliti sono infatti i resti fossili più antichi a noi pervenuti, risalenti a circa 3 miliardi e 450 milioni di anni fa, nel periodo Archeano, quando erano prodotte probabilmente da forme primordiali di clorofite, le attuali alghe verdi. Si diffusero poi ampiamente, diversificandosi, soprattutto durante il periodo Precambriano.

Il recente ritrovamento in Argentina è stato condotto presso il lago Socompa, i cui livelli di sale sono maggiori di 135 parti per milione, così come altissimi sono i livelli di nitrato. Date queste condizioni e l’altitudine a cui si trova il lago, l’ossigeno nell’atmosfera scarseggia ed i livelli di radiazione ultravioletta salgono al 165% rispetto a quelli sul livello del mare: “un ambiente simile a quello in cui le stromatoliti si svilupparono originariamente”, ha dichiarato la microbiologa Maria Eugenia Farias, a capo del team.

Questa importantissima e rara scoperta può aiutarci a comprendere meglio i cicli geochimici tipici della vita primordiale sulla Terra, e ci consentirà di studiare i meccanismi di riparazione del DNA di questi organismi, che devono necessariamente essere molto efficienti date le condizioni in cui essi vivono.

Ilaria Panzeri


Recensioni:
Ana Belluscio. High window on the past. Nature, 17 settembre 2009. doi:10.1038/news.2009.924