Due secoli di zoologia e società: la Zoological Society of London compie 200 anni

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Dalle collezioni vittoriane alla conservazione globale, la storia di un’istituzione che ha trasformato il modo di conoscere e proteggere la biodiversità.

Nel 2026 la Zoological Society of London (ZSL) celebra i suoi duecento anni di storia, un anniversario che va oltre la semplice ricorrenza istituzionale e offre l’occasione per riflettere su come si sia costruita la conoscenza zoologica moderna e su come questa abbia influenzato il rapporto tra esseri umani e natura. Fondata nel 1826, la ZSL nasce in un momento in cui le scienze naturali stanno diventando sempre più organizzate in istituzioni, musei e società scientifiche, contribuendo a definire nuovi modi di osservare e classificare il mondo vivente.

Il bicentenario è stato al centro del simposio internazionale The Zoological Society of London at 200: Science, Society, and the Natural World, organizzato la scorsa settimana dal Society for the History of Natural History (SHNH) presso la sede della ZSL a Londra. L’incontro ha riunito storici della scienza, zoologi e conservatori per analizzare il ruolo della ZSL nella costruzione della zoologia moderna e nella nascita della conservazione della biodiversità.

Dalle origini vittoriane allo zoo come istituzione scientifica

La ZSL viene fondata nel 1826 da Sir Stamford Raffles e altri naturalisti londinesi in un contesto in cui scienza, collezionismo e impero erano profondamente intrecciati. Già nel 1828 nasce lo Zoo di Londra a Regent’s Park, inizialmente concepito come spazio di ricerca e raccolta scientifica prima ancora che come attrazione pubblica. Nel 1829 la società ottiene il Royal Charter, una carta concessa dalla monarchia britannica che ne riconosce ufficialmente lo status istituzionale e ne consolida il ruolo scientifico. Nel corso dell’Ottocento lo zoo diventa un centro fondamentale per la zoologia europea. Strutture come il Reptile House e il primo acquario pubblico trasformano la gestione delle collezioni animali in un vero laboratorio scientifico. Allo stesso tempo, figure come Richard Owen contribuiscono a consolidare la zoologia comparata, mentre naturalisti come Charles Darwin visitano lo zoo per osservare con attenzione le collezioni della ZSL come fonte di dati per le teorie evolutive. Parallelamente, lo zoo assume anche una forte dimensione culturale e popolare, diventando un luogo in cui la conoscenza scientifica si intreccia con spettacolo e immaginario pubblico.

Dalla zoologia alla conservazione globale

Nel XX secolo la ZSL evolve ulteriormente, passando da istituzione collezionistica a centro di ricerca e conservazione. Con la fondazione dello Whipsnade Zoo nel 1931, un grande zoo “aperto” fuori Londra dedicato anche alla conservazione, e dell’Institute of Zoology negli anni Sessanta, un centro di ricerca scientifica specializzato nello studio degli animali e della biodiversità, l’attività della ZSL si orienta sempre più verso la ricerca e la tutela delle specie. Oggi la ZSL coordina progetti di conservazione in tutto il mondo e rappresenta un fattore chiave nelle scienze della biodiversità. Il simposio SHNH ha messo in evidenza proprio questa trasformazione, mostrando come un’istituzione nata nell’Ottocento abbia saputo ridefinire il proprio ruolo nel contesto della crisi ecologica contemporanea.

Archivi, dati e nuove tecnologie

Un tema centrale del bicentenario riguarda il valore delle collezioni scientifiche e degli archivi storici della ZSL. Questi patrimoni vengono oggi riletti attraverso strumenti digitali e tecnologie di analisi avanzata, che permettono di integrare dati storici e contemporanei nello studio della biodiversità. Digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno cambiando il modo in cui i ricercatori accedono e interpretano le informazioni, aprendo nuove possibilità per la ricerca zoologica e la conservazione, con un il ruolo crescente di IA e digitalizzazione nello studio della biodiversità.

Cultura e immaginazione della natura

La storia della ZSL non è solo scientifica, ma anche culturale. Lo zoo è stato per quasi due secoli un luogo di immaginazione, narrazione e rappresentazione della natura. Questo intreccio tra scienza e cultura continua ancora oggi, anche attraverso forme espressive contemporanee. In occasione del bicentenario, il Poet Laureate Simon Armitage  ha dedicato una bellissima poesia all’anniversario, “The Moon and the Zoo”, un gesto che si inserisce in una lunga tradizione in cui la ZSL ha ispirato non solo scienziati, ma anche artisti e scrittori.

Un anniversario tra celebrazione e riflessione

Il bicentenario della ZSL è anche un’occasione per interrogarsi criticamente sulla storia delle istituzioni scientifiche. Le origini ottocentesche della società, legate al contesto coloniale, invitano a una rilettura attenta del modo in cui la conoscenza zoologica si è formata e diffusa. Allo stesso tempo, la traiettoria recente della ZSL mostra una forte evoluzione verso la conservazione globale e la risposta alla crisi della biodiversità, confermando la capacità delle istituzioni scientifiche di trasformarsi nel tempo.

A duecento anni dalla sua fondazione, la ZSL rappresenta un osservatorio privilegiato sulla storia della zoologia e sul rapporto tra scienza e società. Dal mondo vittoriano alle reti globali della conservazione contemporanea, la sua evoluzione racconta anche la trasformazione del modo in cui comprendiamo e proteggiamo la biodiversità.