Il gene della farfalla e della cavalletta

Lo hanno scoperto, e pubblicato recentemente su PNAS, alcuni ricercatori della University of Washington, Seattle, diretti dal biologo Deniz Erezyilmaz. Il fattore di regolazione denominato broad (br), sarebbe infatti responsabile dello sviluppo delle ninfe degli insettiemimetabolici (a sviluppo diretto), ma anche dello stadio di crisalide negli insetti olometabolici come le farfalle: questi ultimi subiscono una trasformazione molto profonda prima di […]

Lo hanno scoperto, e pubblicato recentemente su PNAS, alcuni ricercatori della University of Washington, Seattle, diretti dal biologo Deniz Erezyilmaz. Il fattore di regolazione denominato broad (br), sarebbe infatti responsabile dello sviluppo delle ninfe degli insetti
emimetabolici (a sviluppo diretto), ma anche dello stadio di crisalide negli insetti olometabolici come le farfalle: questi ultimi subiscono una trasformazione molto profonda prima di raggiungere lo stato di organismo adulto. In insetti quali mosche e falene, broad si esprime unicamente durante il passaggio larva-pupa, mentre tra gli insetti che non presentano uno stadio pupale, come ad esempio le cavallette, broad si esprime per tutti gli stadi ninfali, durante i quali l'insetto si modifica lievemente e gradatamente: e' come se l'evoluzione avesse comportato, circa 300 milioni di anni fa la restrizione della durata dell'espressione di questo gene, determinando la nascita del processo di metamorfosi da insetti dotati di sviluppo diretto.Studiando Oncopeltus fasciatus, un emittero emimetabolico, i ricercatori hanno inoltre dimostrato che se si sopprime l'attivita' di broad, le ninfe si sviluppano comunque fino all stadio adulto, ma alcune strutture, come le ali, restano molto al di sotto delle dimensioni normali. Broad, dunque, non conduce allo stadio adulto, ma permette di compiere tutti i corretti stadi ninfali, con le piccole ma costanti modifiche che questi comportano. Se, invece, all'insetto si somministra un ormone giovanile, e si inseriscono in questo modo degli stadi ninfali sovrannumerari "artificiali", broad continua ad esprimersi. E' la prima volta che la storia di questo fattore di regolazione viene studiata cosi' dettagliatamente negli insetti emimetabolici.Cosa succederebbe se Homo sapiens avesse il gene broad, e questo venisse soppresso durante il suo sviluppo? Beh, potebbe tranquillamente crescere fino a raggiungere due metri d'altezza, ma manterrebbe le proporzioni corporee di un neonato, con un'enorme testa e gambe tozze......

 

Paola Nardi