Il gene regolatore del ciclo dello zolfo

L’annuncio arriva da Mary Ann Moran, ecologa marina della University of Georgia che insieme ai suoi collaboratori pubblica i risultati della sua ricerca sulle pagine di Science. Negli ultimi anni il team ha identificato come possibile regolatore del ciclo dello zolfo il plancton batterico marino appartenente a due gruppi denominati Roseobacter (come Silicibacter pomeroyi, abbondante lungo le coste) e SAR11

L’annuncio arriva da Mary Ann Moran, ecologa marina della University of Georgia che insieme ai suoi collaboratori pubblica i risultati della sua ricerca sulle pagine di Science. Negli ultimi anni il team ha identificato come possibile regolatore del ciclo dello zolfo il plancton batterico marino appartenente a due gruppi denominati Roseobacter (come Silicibacter pomeroyi, abbondante lungo le coste) e SAR11 (come Pelagibacter ubique, che si trova principalmente in oceano aperto). Nello studio attuale si riporta una dettagliata analisi del  genoma di questi due gruppi, e delle diverse vie metaboliche che influenzano la quantita’ di zolfo nelle acque e nell’atmosfera.

L’atmosfera si arricchisce di composti solforati principalmente attraverso la trasformazione del propionato di dimetisolfonio (DMSP), abbondante nelle acque oceaniche, in dimetilsolfossido (DMS) e altri composti: il DMS, in particolare, e’ un composto solforato importantissimo per il clima, in quanto capace di regolare la quantita’ di precipitazioni favorendo la formazione degli aerosol e quindi delle nuvole. Con il sequenziamento del genoma di questi microorganismi planctonici, sono stati individuati i geni responsabili del mantenimento del ciclo del DMSP: un gene regolatore, in particolare, e’ in grado di impedire la conversione di DMSP in DMS, sottraendo cosi’ zolfo dall’atmosfera e lasciandolo disponibile nelle acque oceaniche per la rete alimentare.

Questa ricerca, finanziata dalla Divisione di Bioscienze Molecolari e Cellulari della prestigiosa istituzione americana National Science Foundation, costituisce un mattone fondamentale nella comprensione del contributo, ad oggi del tutto sconosciuto, del batterioplancton  marino al ciclo biogeochimico globale dello zolfo.

Paola Nardi