La credenza nel cervello

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Lo studio è stato proposto su PNAS da un gruppo di neurologi e psicologi di vari istituti americani: Dimitrios Kapogiannis, Aron K. Babey, Michael Su, Giovanna Zamboni, Frank Krueger e Jordan Grafman.Finora poco era noto poco dei fondamenti neurali della religiosità. Le analisi si erano concentrate soprattutto concentrate sui fenomeni più straordinari, quali l’iperreligiosità in pazienti con epilessia del lobo […]

Lo studio è stato proposto su PNAS da un gruppo di neurologi e psicologi di vari istituti americani: Dimitrios Kapogiannis, Aron K. Babey, Michael Su, Giovanna Zamboni, Frank Krueger e Jordan Grafman.

Finora poco era noto poco dei fondamenti neurali della religiosità. Le analisi si erano concentrate soprattutto concentrate sui fenomeni più straordinari, quali l’iperreligiosità in pazienti con epilessia del lobo temporale e le esperienze mistiche collegate ad una diminuita attività del lobo parietale.

La presente analisi, invece, propone una cornice integrata, tra neuroscienze e scienze cognitive, nella quale inquadrare lo scomodo tema della credenza religiosa. Al fine di testare la rilevanza, in questo campo, delle teorie evoluzionistiche sullo sviluppo cognitivo è stato prodotto un modello della complessità della credenza religiosa. L’analisi ha rivelato la presenza di tre dimensioni cognitive della credenza religiosa: 1) Il livello di coinvolgimento di Dio percepito; 2) l’emozione percepita di Dio; 3) la conoscenza religiosa a livello dottrinale ed esperienziale.

Queste tre dimensioni trovano il loro posto nella Teoria della Mente, dimostrando che specifiche componenti della credenza religiosa sono mediate da reti neurali già ben conosciute che riguardano i processi semantici astratti, l’immaginazione, l’interpretazione degli intenti e delle emozioni. Supportando così modelli psicologici evoluzionistici, che interpretano la credenza religiosa in termini di funzioni cognitive dal valore adattativo.

Il modello, viene precisato, si riferisce alla credenza religiosa dei membri della moderna società occidentale. Religioni tribali o orientali potrebbero implicare processi diversi, suggerendo una differente esperienza religiosa e forse un’origine indipendente dei diversi tipi di religione. Tuttavia, lo studio dimostra che, indipendentemente dall’esistenza di un dio, le credenze religiose possono essere studiate sperimentalmente.

Credeteci o meno.

Giorgio Tarditi Spagnoli


Riferimenti:
Dimitrios Kapogiannis, Aron K. Barbey, Michael Su, Giovanna Zamboni, Frank Krueger and Jordan Grafman. Cognitive and neural foundations of religious belief. PNAS, Vol. 106 no. 12: 4876-4881 doi: 10.1073/pnas.0811717106