Le piante non sono animali verdi. Evoluzione, narrazione e responsabilità della comunicazione nel saggio di Marco Ferrari
Intelligenti e altruiste: le piante lo sono davvero? Il biologo e giornalista Marco Ferrari smonta le attuali mitologie sul regno vegetale nel suo nuovo libro.
Autore: Marco Ferrari
Editore: Bollati Boringhieri
Anno edizione: 2026
Pagine: 240 p.,
EAN: 9788833944661
In Puglia, lo scorso aprile, forti raffiche di vento hanno causato la caduta di numerosi alberi in diverse città e, purtroppo, incidenti mortali. Mentre parlavamo dell’accaduto, un mio amico, visibilmente turbato, ha ipotizzato una possibile ribellione della comunità vegetale, sempre più costretta in confini limitati dalla progressiva cementificazione. Non una lacunosa progettazione e gestione del verde urbano, non la particolare intensità di un evento meteorologico, ma una rivolta intenzionale delle piante. Questo è solo uno dei possibili risultati della diffusione capillare e incauta di un certo tipo di metafore e narrazioni, che ha fatto breccia nell’immaginario del pubblico non specialista. Sono racconti sul mondo vegetale che, soprattutto negli ultimi anni, hanno dato origine a un’informazione non basata sui fatti, complici la complessità di alcuni temi, il fascino degli aspetti indagati e una trattazione pop più attenta al consenso che al rigore scientifico. Il biologo e giornalista Marco Ferrari approfondisce questi temi nel suo saggio Le piante non sono animali verdi. L’intelligenza vegetale alla prova dei fatti (Bollati Boringhieri, 2026).
Nascita ed evoluzione del regno vegetale
Nel libro di Ferrari sembra emergere una struttura in tre atti, che dialogano costantemente e sono tenuti insieme dal filo conduttore della teoria dell’evoluzione, dell’accuratezza e della cura del linguaggio. Nella prima parte vengono introdotti i personaggi: le piante. È un viaggio nel passato remoto della Terra, dall’origine della vita alla separazione tra regno animale e regno vegetale, fino alla comparsa delle Angiosperme. L’autore scrive:
«Da una parte corpi con un capo e una coda, che si muovono alla ricerca del cibo, ma con una struttura praticamente fissa. Dall’altra corpi flessibili, composti da parti semiautonome, fissi al suolo ma molto più rispondenti alle condizioni ambientali. La modularità e l’uniformità tra i singoli distretti del corpo non impediscono però anche agli organismi modulari di avere alcune parti “specializzate”».
Possono, quindi, le piante possedere capacità tipiche degli animali, legate profondamente a una storia evolutiva che ha intrapreso una direzione così diversa?
Intelligenza e altruismo nelle piante: tra dati e miti
Nel secondo atto di quest’opera viene esplicitato il conflitto tra chi si affida ai dati e alle conoscenze della botanica tradizionale e chi sostiene che le piante siano intelligenti e altruiste. In alcuni contesti scientifici, iI termine “intelligente” viene impiegato per rendere più immediata la spiegazione di determinate osservazioni, per poi essere anche inteso con un’accezione animale. Con “altruiste”, invece, si intende la capacità delle piante di creare connessioni reciproche: aiutare i propri “figli” oppure avvisare gli esemplari vicini di pericoli e opportunità.
Tra i sostenitori dell’intelligenza delle piante c’è il biologo Anthony Trewavas, il quale è stato tra i primi ad affermare che anche le piante possono manifestare forme di comportamento “intelligente”. A questa prospettiva si sono poi uniti, con approcci e interpretazioni differenti, studiosi come il fisiologo František Baluška, il filosofo Paco Calvo e gli scienziati Stefano Mancuso, Monica Gagliano e Umberto Castiello.
Per quanto riguarda l’altruismo nel regno vegetale, una figura centrale è l’ecologa canadese Suzanne Simard. Nel 1997 la scienziata conquistò la copertina della rivista Nature con uno studio che dimostrava il trasferimento di carbonio da una pianta all’altra attraverso la rete di miceli di un fungo micorrizico, capace di collegare la pianta donatrice a quella ricevente. A partire da questi risultati, Simard contribuì poi ad alimentare la narrazione legata al cosiddetto Wood Wide Web: una rete sotterranea di connessioni tra piante, la dimostrazione dell’esistenza di una comunità vegetale fondata sulla cooperazione.
Ferrari, attraverso un’analisi attenta della letteratura specialistica, una solida conoscenza della ricerca botanica e il confronto con studiosi provenienti da altri settori, come il neuroscienziato Giorgio Vallortigara e il filosofo Simone Pollo, mette alla prova queste teorie, distingue dati reali e leggende, le confronta con le logiche evolutive e con le acquisizioni che hanno superato il vaglio della comunità scientifica.
Se nei laboratori è il metodo scientifico a stabilire le regole, quando determinate idee raggiungono il grande pubblico possono entrare in gioco dinamiche diverse, che contribuiscono alla loro diffusione e finiscono, talvolta, per trasformarle in “verità” difficili da mettere in discussione.
La responsabilità della narrazione
Nelle prime pagine dell’epilogo del saggio, Marco Ferrari spiega:
«Quasi unanimemente, i non esperti del campo hanno preso le parti di una sola delle campane in gioco. In questa situazione, il comunicatore scientifico, il divulgatore, il giornalista, si trova nella peste. Torniamo al dilemma: raccontiamo solo le meraviglie della nuova botanica o mettiamo un freno all’entusiasmo dei non addetti ai lavori, presentando anche le opinioni contrarie? Se questa seconda posizione alla fine si rivela più corretta, che fare?».
Si è giunti così a una diffusione mainstream dei concetti di intelligenza e altruismo delle piante, con il sostegno entusiasta del pubblico generalista e, a volte, della politica. Complici di questo successo sono state metafore e narrazioni poco caute di comunicatori più o meno esperti, antropocentrismo, bias di conferma, senza dimenticare una certa tendenza a voler vedere nella natura una fonte di norme morali. Se una foresta è costituita da alberi che collaborano, allora questa è la via giusta anche per noi esseri umani, un esempio da seguire.
Trarre insegnamenti da piante e animali è una tentazione a cui riusciamo a sottrarci con difficoltà e il sogno di un pianeta governato dalla cooperazione è una prospettiva in cui troviamo conforto, in questi tempi di notizie funeste e immagini di guerra e violenza.
Nella parte conclusiva del libro, Marco Ferrari affronta le criticità della comunicazione scientifica confrontandosi con diverse figure che operano nel settore, tra cui Renato Bruni, professore di Biologia farmaceutica all’Università di Parma e direttore scientifico dell’Orto Botanico dell’Ateneo, Silvia Bencivelli e Roberta Villa, entrambe laureate in Medicina e attive da anni nel giornalismo e nella comunicazione scientifica. Nessuno promette soluzioni semplici, ma il punto fermo è costituito sicuramente dalla responsabilità della costruzione e condivisione di narrazioni che siano allo stesso tempo emotivamente coinvolgenti e scientificamente valide.
Eppure, leggendo il percorso evolutivo delle piante ricostruito da Ferrari oppure la storia di organismi straordinari come il Pando — la vasta colonia formata da circa 47.000 pioppi tremuli americani (Populus tremuloides), geneticamente identici e uniti da un unico, esteso apparato radicale — viene quasi spontaneo chiedersi, forse peccando di ingenuità, perché la complessità e la bellezza del mondo vegetale non siano sufficienti a catturare la nostra attenzione. Ed è proprio qui che il libro mostra il suo maggiore pregio: ricordarci che le piante non hanno bisogno di essere trasformate in “animali verdi” per apparirci straordinarie. Basterebbe imparare a guardarle per ciò che sono.

Laureata in Scienza e Tecnologie per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali, dottoressa di ricerca in Geomorfologia e Dinamica Ambientale, è infine approdata sulle rive della comunicazione. Giornalista pubblicista dal 2014, racconta storie di animali umani e non umani e dell’ambiente in cui vivono. Potete ascoltare i suoi consigli di lettura sul canale Telegram Il Trilobite legge o iscrivervi alla sua newsletter Foglie sparse, in cui troverete riflessioni su natura, animali, scienza e comunicazione.

