Non solo farfalle. Le vite mutevoli del regno animale nel Taccuino delle metamorfosi

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Marco Di Domenico apre le pagine del suo taccuino sulle metamorfosi del regno animale, che ci affascina con un caleidoscopio di forme, meccanismi e strategie di molteplici esistenze plasmate dall’evoluzione

Titolo: Taccuino delle metamorfosi
Autore: Marco Di Domenico
Editore: Codice Edizioni
Anno: 2022
Pagine: 292
Isbn: 9791254500088

È difficile negarlo: quando si parla di metamorfosi la mente si ferma all’immagine di una crisalide che si schiude, facendone emergere una delicata farfalla. L’emblema del mutamento. Eppure la trasformazione nel regno animale è la regola e non l’eccezione. Marco Di Domenico, nel suo libro Taccuino delle metamorfosi (Codice edizioni, 2022), mostra il caleidoscopio di forme, meccanismi e strategie di molteplici esistenze plasmate dall’evoluzione.

Tra le pagine di un taccuino: racconti, stupore e disegni
Marco Di Domenico
, biologo, insegnante e divulgatore, apre davvero le pagine del suo taccuino per noi: ritroviamo le sue osservazioni sul campo, i ricordi della vita da studente nelle sue campagne di campionamento, le riflessioni e i disegni che, proprio come in un quaderno di appunti, illustrano le fasi delle metamorfosi degli animali descritti.
Il caos di note prese sul posto e di memorie del passato è, però, ordinato sulla scia dell’evoluzione: ripercorriamo, attraverso il filo conduttore delle metamorfosi, lo sviluppo delle forme di vita sulla Terra. Iniziamo dagli invertebrati marini come spugne e meduse, passiamo per i cordati, spiamo le profondità con i pesci, giungiamo alle trasformazioni più conosciute degli insetti, rimaniamo stupiti e disgustati da parassiti e parassitoidi e infine ci allontaniamo dalle acque, dove è tutto iniziato, per conquistare la terraferma con gli anfibi.

Una strana biodiversità
Sono tantissime le specie e le trasformazioni affrontate nel testo e alcune colpiscono più delle altre. La medusa immortale, Turritopsis nutricula, in grado di invertire il proprio ciclo vitale e da adulto ridiventare larva, in un’eterna trasformazione che passa dalla medusa al polipo.

 

Le ostriche che cambiano sesso a seconda delle risorse a disposizione, femmine quando il cibo abbonda e si può spendere energia per la riproduzione, maschi quando il nutrimento manca o l’individuo è ancora piccolo per produrre abbastanza uova. Le fameliche locuste, locusta comune (Locusta migratoria), locusta del Marocco (Dociostaurus maroccanus) e locusta del deserto (Schistocerca gregaria), che presentano due fasi distinte, una solitaria e una gregaria – quella che noi tutti temiamo – durante le quali non solo cambiano comportamento, ma anche aspetto e dimensioni. Ci sono poi le più conosciute cicale che hanno ninfe piccole, tozze e sotterranee, che in seguito diventano adulti alati e canterini. Le rane e gli altri anfibi, come suggerisce il loro nome, hanno una doppia vita: quella embrionale e giovanile nell’acqua e quella adulta in varia misura terricola. È impossibile citare in maniera esaustiva la diversità mostrata nel volume.

La biodiversità – scrive l’autore – di cui si parla tanto, quella vera, è tutta in questo mondo a noi quasi del tutto ignoto, in cui la metamorfosi è l’essenza stessa della vita e in cui i protagonisti sono le larve, le ninfe, gli stadi giovanili, non gli adulti che diventeranno”.

E noi Sapiens? L’evoluzione ci ha esclusi dalle metamorfosi?
Il variegato mondo della trasformazione si ferma proprio agli anfibi. Con l’uovo con guscio dei rettili e uccelli e l’embrione fatto crescere nel corpo materno dei mammiferi, non c’è più necessità di ingegnarsi con fasi di sviluppo differenti con differente fisiologia ed ecologia. Eppure qualcosa di quell’universo di esseri che in una sola vita sperimentano modi anche diametralmente opposti di esistere è conservato anche in noi Homo sapiens. Nel nostro sviluppo embrionale ripercorriamo, in un certo senso, ciò che l’evoluzione ha impiegato milioni di anni per raggiungere e questo ci lega già a tutti quegli animali che ci sembrano così lontani da noi. C’è poi la neotenia, fenomeno per cui è lo stadio giovanile a raggiungere la maturità sessuale. Non solo, in quanto cordati, potremmo derivare da larve neoteniche di antichi echinodermi: come Homo, potremmo anche non essere altro che scimmie neoteniche. Di Domenico suggerisce:

Siamo solo manifestazioni diverse di quella misteriosa e complicatissima faccenda che chiamiamo semplicemente vita. In questo zoo itinerante la metamorfosi non è un’eccezione, ma la regola, e ne siamo coinvolti anche noi Homo sapiens […] La scimmia neotenica sarà stata solo una delle innumerevoli specie viventi che si sono succedute sul Pianeta negli ultimi miliardi di anni, uno dei tanti esperimenti di successo dell’evoluzione”.

Ecco perché Taccuino delle metamorfosi non è solo un semplice quaderno di appunti. Brulica di vite in trasformazione, curiose, affascinanti e talvolta spaventose, e ricorda a noi uomini che non siamo a capo di un’improbabile gerarchia del regno animale, ma occupiamo un piccolo capitolo di una lunghissima storia.