Ominini cacciatori di castori

400000 anni fa, i castori erano cacciati in maniera mirata da antichi ominini, sia per il cibo che per la pelliccia

Ci troviamo nel sito di Bilzingsleben, nella Germania centrale, nel quale sono stati rinvenuti resti ossei appartenenti a due specie di castori che presentano segni di taglio. I resti sono antichi circa 400.000 anni e sono l’ennesima prova di quanto sia stata variegata la dieta degli ominini del Pleistocene medio. Infatti, non si nutrivano solo di grandi ungulati ma di molti altri animali, e per ognuno assistiamo a delle vere e proprie specializzazioni per quanto riguarda la caccia.
In tempi più recenti il castoro veniva catturato con l’ausilio di trappole, mentre i reperti di questo sito mostrano una caccia mirata che permetteva lo sfruttamento regolare di questa risorsa. Queste le conclusioni dei ricercatori dell’Università di Leida in un articolo pubblicato su Scientific Reports.

Il castoro come risorsa

I castori, con tutta probabilità, erano animali fondamentali per l’ ”economia” di questi ominini del Paleolitico medio. Dalla distribuzione dei segni di taglio con strumenti di pietra sulle carcasse, infatti, sembra che fossero utilizzati sia per la carne che per la pelliccia. Le specie identificate nel sito sono Castor fiber, il castoro eurasiatico, e il castoridae gigante estinto chiamato Trogontherium cuvieri. Si trattava perlopiù di giovani adulti: in genere questi vengono espulsi o allontanati dal nucleo familiare non appena raggiungono un certo grado di maturità, e questo avrebbe fornito agli ominini una fonte costante di prede.

Secondo gli autori, lo stile di vita semi-acquatico di questi animali non è compatibile con una caccia occasionale e casuale. Dobbiamo quindi immaginare che gli uomini arcaici devono aver passato molto tempo a studiare il comportamento di questi animali, e dopo molti tentativi (falliti) abbiano affinato le tecniche di caccia specializzandosi nella cattura di individui giovani adulti.

Una dieta più varia di quanto immaginavamo

Grazie a questa e ad altre ricerche si sta incominciando a capire che gli ominini negli ultimi 800.000-1.000.000 di anni contavano su una molteplicità di risorse, alimentari e non, per il loro sostentamento. Negli ultimi anni è stato confermato che già 800.000 anni fa cuocevano gli alimenti, pescavano una moltitudine di specie marine ed erano capaci, soprattutto Neanderthal, di processare le risorse vegetali circostanti, come testimoniato dal sito preistorico dei Balzi Rossi nel quale sono stati rinvenuti proto-pestelli che servivano per “schiacciare” i granuli di amido per produrre una sorta di farina.

L’abbondante disponibilità di animali del Paleolitico avrebbe quindi permesso ai nostri antenati di specializzarsi nella caccia in diversi tipi di prede, incluse quelle di medie e di piccole dimensioni che gli permettevano di sopravvivere quando gli animali di grossa taglia scarseggiavano.

Riferimenti: Gaudzinski-Windheuser, Sabine, et al. “Beaver exploitation, 400,000 years ago, testifies to prey choice diversity of Middle Pleistocene hominins.” Scientific Reports, vol. 13, no. 19766, 13 Nov. 2023, pp. 1-8, doi:10.1038/s41598-023-46956-6

Immagine: Pixabay/CC0 Public Domain