Prove di sistema immunitario negli anfiossi

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Ne sono convinti alcuni scienziati di due universita’ della Florida, che studiano gli anfiossi (in particolare Branchiostoma floridae), piccoli cefalocordati, cioe’ “quasi” vertebrati che affollano i fondali di Tampa Bay. David Ostrov e il suo collega Gary Litman hanno studiato questi organismi alla ricerca delle caratteristiche principali del loro sistema immunitario, particolarmente efficace, e hanno scoperto che anch’esso e’ di

Ne sono convinti alcuni scienziati di due universita' della Florida, che studiano gli anfiossi (in particolare Branchiostoma floridae), piccoli cefalocordati, cioe' "quasi" vertebrati che affollano i fondali di Tampa Bay. David Ostrov e il suo collega Gary Litman hanno studiato questi organismi alla ricerca delle caratteristiche principali del loro sistema immunitario, particolarmente efficace, e hanno scoperto che anch'esso e' di tipo adattativo, come quello dei vertebrati, Homo sapiens compreso. E' la prima volta che questo si riscontra in organismi che precedono i vertebrati nell'albero evolutivo, e secondo gli autori e' davvero notevole riscontrare in essi le stesse complesse proteine (anticorpi) che costituiscono il nostro sistema immunitario. I due ricercatori sono convinti di aver trovato l'anello mancante che collega i piu' semplici sistemi immunitari ancestrali, di tipo innato, con quelli decisamente piu' complessi, di tipo adattativo, presenti nei vertebrati: in effetti il sistema di Branchiostoma floridae mantiene le caratteristiche di entrambi i tipi di sistema immunitario.

Lo studio di Ostrov e Litman, pubblicato recentemente su Nature Immunology, e' di fatto una dettagliata analisi cristallografica ai raggi X, ad altissima risoluzione, della struttura di una proteina del sistema immunitario dell'anfiosso, denominata VCBP3 (Variable region–containing Chitin-Binding Protein 3), dalla quale si ricavano con straordinaria accuratezza le interazioni a livello atomico che rendono la molecola cosi' stabile e funzionale: queste informazioni, oltre a rafforzare l'ipotesi evolutiva dei diversi sistemi immunitari proposta dagli autori,  sono molto preziose, perche' potrebbero portare allo sviluppo di farmaci piu' efficaci di quelli attuali per aiutare il sistema immunitario di pazienti umani malati di cancro o di altre patologie immunodepressive.

Paola Nardi