Robusti non a caso

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Gli australopitechi robusti sono un clade independente


La filogenesi dei primi ominini (la sottofamiglia di ominidi che contiene i nostri più vicini parenti) è stata il campo di battaglia teorico di contrastanti interpretazioni della struttura medio-facciale. In particolare, il pilastro anteriore, una colonna ossea che protrude all’esterno e che corre verticalmente lungo l’apertura nasale, è stata identificata come omologia delle specie africane di Australopithecus africanus e Australopithecus robustus.

Secondo quest’ipotesi, il pilastro anteriore è una vera sinapomorfia (carattere derivato condiviso) di queste due specie, e supporta l’origine comune di un clade sud-africano di Australopithecus. Secondo questa ipotesi vi sarebbe stata quindi un’origine indipendente di un clade orientale e occidentale di australopitecine “robuste”, dovuto alla differenziazione nella dieta.
Un articolo di PNAS mette in crisi questa concezione.

Le analisi di tomografia computerizzata mostrano infatti che la struttura interna della regione circumnasale è molto differente nelle due specie di australopitecine africane. In A. africanus il pilastro anteriore è una colonna cava composta da osso corticale, mentre in A. robustus è una colonna d’osso trabecolare denso. Sebbene la robusta Australopithecus boisei normalmente manchi di un pilastro esterno, la sua morfologia interna è identica a quella vista nell’altra specie robusta, A. robustus.

Questi risultati supportano la monofilia del clade “robusto” e suggeriscono inoltre che le somiglianze superficiali riscontrate nelle specie sudafricane sia il risultato di evoluzione parallela.

Riferimenti:
Brian A. Villmoare,1 and William H. Kimbel. CT-based study of internal structure of the anterior pillar in extinct hominins and its implications for the phylogeny of robust Australopithecus. PNAS. Edited by Erik Trinkaus, Washington University, St. Louis, MO, and approved August 15, 2011 
Immagine da Wikimedia Commons