“Una lettera per Mister Darwin” è la storia meravigliosa del genio di Alfred Russel Wallace

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Una recensione dell’ultimo libro di Anselm Oelze, un romanzo storico-scientifico appena uscito per i tipi di Ponte alla Grazie

Autore: Anselm Oelze

Titolo: Una lettera per Mister Darwin. Storia meravigliosa di

Editore: Ponte alle Grazie

Collana: Scrittori

Anno edizione: 2021

In commercio dal: 4 febbraio 2021

Pagine: 252 p., Brossura.

Prezzo: 18.00€

Tornato in Inghilterra, al termine del suo lungo viaggio naturalistico nell'arcipelago Malese, Alfred Russel Wallace smistò la preziosa corrispondenza ricevuta durante tutti quegli anni lontano da casa. In una grande busta infilò quindi alcune lettere, la chiuse e vi scrisse sopra le seguenti parole: «Le prime 8 lettere che ricevetti da Darwin (mentre [ero] nell'Arcipelago Malese) – NB: Il manoscritto del mio Articolo inviato a Darwin e stampato nel Journal della Linnean Society non mi è stato restituito e sembra essere andato perso. Le bozze con il manoscritto furono forse inviate a Sir Charles Lyell o al Segretario della Linn. Soc. e potrebbero un giorno essere trovate. L'articolo venne scritto su sottile carta vergata. Alfred Russel Wallace».

Il manoscritto qui citato è ovviamente il celebre saggio del 1858, nel quale Wallace comunicava a Darwin la scoperta della Selezione naturale quale meccanismo responsabile della modificazione e dell'origine delle specie, e con il quale gettò nel panico l'ignaro destinatario, che ancora non aveva pubblicato nulla della sua teoria. La vicenda che seguì è oggi a tutti nota, ma pochi sanno che, oltre al famoso manoscritto, non sono mai state trovate alcune lettere che Lyell e Hooker avevano inviato all'amico Darwin nei turbolenti giorni successivi all'arrivo del plico di Wallace. Non solo! «Cosa più sorprendente di tutte», come esclamerà anni dopo Hooker, nessuno ha mai più rivisto la “mitica” lettera che Wallace allegò al suo saggio. Darwin la spedì a Lyell insieme al manoscritto il 18 giugno 1858, con la esplicita richiesta che gli fosse restituita. Se gli venne riconsegnata, magari allegata ad una delle lettere scomparse di Lyell, che fine ha fatto? Sappiamo che Darwin era solito bruciare parte della sovrabbondante corrispondenza, ma possibile che abbia conservato molte lettere di Wallace ed eliminato proprio la lettera più importante di tutto il loro carteggio?

Questo strano fatto, che in passato ha dato origine a una teoria del complotto ai danni di Wallace – oggetto di numerosi libri e articoli scientifici – oggi è diventato motivo di ispirazione per il giovane Anselm Oelze che, nella bella traduzione di Federica Garlaschelli per i tipi di Ponte alle Grazie, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo Una lettera per Mister Darwin. Storia meravigliosa di Alfred Russel Wallace (titolo originale Wallace).

Il romanzo si sviluppa su due piani diversi, non solo narrativi, ma anche temporali: sullo sfondo delle principali vicende vissute, a metà Ottocento, dall'«uomo barbuto» in Amazzonia e nelle isole dell'arcipelago Malese, si svolge, ai giorni nostri, la meravigliata scoperta dello sconosciuto Wallace da parte di Albrecht Bromberg, un guardiano notturno di un museo tedesco di Storia naturale. Casualmente “inciampato” in una fotografia del naturalista inglese, Albrecht chiederà ad un suo amico libraio chi fosse quell'allampanato personaggio con bombetta, calzoni bianchi e un ginocchio appoggiato su una sedia. «Lo scopritore della Selezione naturale» sarà la risposta. «Bromberg aggrottò la fronte. “No, allora mi riferisco a qualcun altro. Oppure sei tu che ti riferisci a qualcun altro. Voglio dire, tu stai parlando di Charles Darwin, ma so che aspetto ha”». Ma l'amico aveva ragione: anche Wallace aveva scoperto la Selezione naturale, ma era uscito di scena, lasciando a Darwin tutti i riflettori del palcoscenico. Perché? Più Bromberg scaverà nella affascinante vita dell'«uomo barbuto» più si convincerà che l'oblio accettato serenamente da Wallace sia stata una palese ingiustizia. Così, con l'aiuto della bibliotecaria Rosalia, escogiterà un piano per riportare a conoscenza di tutti, in maniera clamorosa e definitiva, la grandezza del naturalista ingiustamente dimenticato.

Il romanzo storico-scientifico, scritto con fine gusto narrativo da Oelze e particolarmente rievocativo e piacevole per chi conosce la vita di Wallace, si legge come un'avventura reale e culturale. Nell'intreccio dei vari piani temporali che vedono protagonisti ora Wallace ora Bromberg, si alternano colpi di scena e riflessioni caleidoscopiche sui meccanismi del successo, che sembrano suggerire che ad ogni livello, sia esso evolutivo, sociale o culturale, forse nel mondo «va tutto bene così com'è». Perché «Se Wallace fosse stato Darwin, oggi sarebbe un uomo famoso in tutto il mondo. Ma non era Darwin, quindi non è diventato tanto celebre. Questo non si può certo cambiare». Ma Bromberg è convinto che, grazie al risonanza mondiale che avrà l'esito della sua ingegnosa macchinazione, «questo» si possa cambiare, e che… dopo… finalmente… «tutto prenderà una piega diversa».