Verso il ventesimo compleanno di Pikaia

noos Pievani Pikaia

Salutiamo il 2023 con un editoriale del direttore Telmo Pievani che annuncia un traguardo importante per la nostra Pikaia…

Nel 2024 Pikaia compirà il suo ventesimo anno. Per due decenni siamo rimasti fedeli a un metodo semplice: scandagliare ogni settimana le maggiori riviste scientifiche internazionali; scegliere per voi gli articoli più interessanti riguardanti l’evoluzione in tutti i suoi aspetti; studiarli e raccontarveli nel modo più corretto e coinvolgente possibile. Con risorse sempre scarsissime, grazie all’aiuto di decine di collaboratrici e collaboratori appassionati che si sono susseguiti in questi anni (un grande grazie collettivo a ciascuno di voi!), raggiungiamo il traguardo dei vent’anni di servizio nella comunicazione delle scienze evoluzionistiche, un lavoro senza clamori premiato da un pubblico affezionato e sempre crescente.

Tutto era cominciato quando, poco meno di vent’anni fa, una Ministra malconsigliata da consulenti pedagogisti del tutto ignari di cosa fosse l’evoluzione aveva deciso di rimuovere Darwin dai programmi scolastici, riuscendoci peraltro e proseguendo poi una brillante carriera politica all’italiana attraverso gli schieramenti più diversi. Fu allora che un piccolo gruppo di amici – tra i quali Ilaria Vinassa de Regny che ricordiamo con grandissimo affetto – fondò Pikaia e organizzò una serie di Darwin Day al Museo Civico di Storia Naturale di Milano, con grande riscontro di pubblico. Il ventennale sarà occasione per rinnovare la nostra gratitudine a tutti i pikaiani della prima ora, a Paolo Coccia, Marco Ferraguti, Marco Ferrari, Daniele Formenti, Chiara Ceci, Mauro Mandrioli, a tutta la redazione scientifica, e soprattutto ai due storici caporedattori di Pikaia, prima Andrea Romano e ora Stefano Dalla Casa.

Pikaia è anche sui social e lo sarà sempre più, ma ai pikaiani non piacciono i narcisismi della comunicazione della scienza in voga oggi su quei canali. Non siamo influencer della scienza. Siamo ancora vecchia maniera. Quando una scoperta è controversa, ve lo diciamo. Quando suscita un dibattito tra posizioni diverse, ve le raccontiamo e ci teniamo aggiornati sugli sviluppi. Quando un’evidenza inattesa smentisce un’ipotesi pregressa, vi raccontiamo la storia e vi ricordiamo i link dove trovare le puntate precedenti. Quando una spiegazione ancora non c’è, perché mancano i dati, esplicitiamo lo stato di ignoranza, cioè l’ignoranza generativa di nuove domande che è alla base dell’impresa scientifica e della sua continua meraviglia. Insomma, proviamo a illustrare non solo i contenuti di una disciplina scientifica in continuo avanzamento, ma anche i processi che la sottendono, l’approccio razionale e sperimentale, le potenzialità e i limiti conoscitivi. In sintesi, il metodo scientifico: è quello che conta, non chi siamo noi. I pikaiani passano, la scienza resta.

Ne abbiamo del resto un grande bisogno. Il web – cioè l’oceano dove nuota la nostra gracile Pikaia, in omaggio al nome di una delle prime specie di proto-cordati (nostri vecchissimi antenati) che fluttuavano nei mari del primo Cambriano – è sempre più infestato da millantatori, falsari professionisti, bugiardi incalliti, estremisti ideologici senza pudore, diffusori di teorie antiscientifiche e pseudoscientifiche, complottisti e buontemponi con troppo tempo libero. Pikaia in questi vent’anni ha subìto da tale gente attacchi persistenti, insolenze social, eruzioni di violenza verbale, continuando a navigare serenamente sulla sua rotta. Senza perdere tempo. Ci avevano annunciato il crollo di tutte le conoscenze che vi raccontiamo, la smentita della teoria darwiniana dell’evoluzione, un’imminente rivoluzione sulla base di presunte nuove indagini, e invece siamo ancora qui e il programma di ricerca evoluzionistico è più fecondo che mai nell’aggiornarsi e auto-correggersi grazie a una fiorente comunità scientifica internazionale.

Ma le sfide continuano e si spostano altrove. Vogliamo impegnarci sempre di più nella didattica della biologia evoluzionistica, con l’attenzione per il linguaggio e il rigore che abbiamo imparato dall’amico Marcello Sala, che ci manca tanto. Riceviamo segnalazioni sempre più numerose, dal mondo della scuola, di famiglie di impostazione religiosa integralista, di varia provenienza, che cercano di condizionare i loro figli nel rifiuto della spiegazione evoluzionistica, in particolare della storia naturale della nostra specie. Dovranno farsene una ragione: non c’è multiculturalismo che tenga dinanzi all’evidenza dei fatti e dei dati sperimentali. La Terra non è piatta e Homo sapiens è un ramoscello nel grande e meraviglioso albero della vita. Questa realtà non minaccia la vita interiore di nessuno e ci consegna anzi un bellissimo messaggio di comunanza naturale, di fratellanza di specie, di cuginanza con tutto il resto del vivente.

Non vediamo l’ora di stupirci ancora insieme a voi per le nuove scoperte sull’evoluzione che ci attendono. Nel prossimo anno vorremmo lavorare costruttivamente sulla fertilità del pensiero evoluzionistico per leggere il nostro presente e le sue crisi: non si capiscono le pandemie senza l’evoluzione; non si comprendono senza di essa le basi profonde dell’attuale crisi climatica e ambientale. Ci occuperemo molto di evoluzione e biodiversità, in un paese come il nostro che eccelle proprio per ricchezza di specie animali e vegetali, per numero di ecosistemi diversi, per l’intreccio prezioso tra diversità biologica e diversità culturali. C’è un sacco di lavoro da fare nei prossimi vent’anni di Pikaia!