Cosa ci ha lasciato l’Anno della Biodiversità

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Il 2009 non è certo stato un anno entusiasmante per la biodiversità a livello mondiale, come indicato dal report della IUCN. E che dire del 2010, l’Anno Internazionale della Biodiversità? Siamo ormai giunti al termine ed è tempo di bilanci. Negli ultimi 12 mesi abbiamo imparato a conoscere meglio la biodiversità dei mari e degli oceani di tutto il mondo […]


Il 2009 non è certo stato un anno entusiasmante per la biodiversità a livello mondiale, come indicato dal report della IUCN. E che dire del 2010, l’Anno Internazionale della Biodiversità? Siamo ormai giunti al termine ed è tempo di bilanci.

Negli ultimi 12 mesi abbiamo imparato a conoscere meglio la biodiversità dei mari e degli oceani di tutto il mondo (Cosa vive in mare?), ambienti fino ad ora quasi inesplorati nonostante la loro importanza a livello globale. Le sorpese non sono mancate (come la recente scoperta di un nuovo genere di anellide marino), ma molto resta ancora da scoprire, in particolare per quanto concerne le forme di vita delle profondità marine.

Per quanto concerne, invece, gli ecosistemi terrestri, negli ultimi 12 mesi abbiamo assistito alla scoperta di numerose nuove specie, in particolare rettili (anno straordinario per i varani: qui e qui) e anfibi (rane senza stadi larvali, rana pigmea, rana ‘pinocchio’), ma anche organismi inaspettati come Rhinopithecus strykeri, una nuova specie di scimmia rinvenuta in Birmania.

Ma questi sono solo aspetti puntiformi… Infatti, la maggior parte dei censimenti a livello globale hanno evidenziato, ancora una volta, come gran parte delle specie in natura stiano sempre più soffrendo le attività umane che le minacciano di estinzione. Se per alcuni gruppi il pericolo di estinzione era prevedibile (primati), per altri (lucertole), invece, la notizia è giunta del tutto inaspettata.

Insomma, gli allarmi si sono succeduti a ripetizione (Il 2010 anno della biodiversità? Solo sulla carta) anche se in alcuni casi sono stati leggermente mitigati dalla notizia che, almeno nel caso dei vertebrati, le politiche pluriennali di conservazione, tutela e salvaguardia degli habitat naturali abbiano inziato a dare dei frutti (La biodiversità nell’Anno Internazionale della Biodiversità).

E un’ultima speranza giunge proprio ora, a pochi giorni dal termine dell’anno dedicato alla diversità della vita, e riguarda uno degli animali più affascinanti nonchè considerati maggiormente in pericolo del nostro pianeta: la tigre di Sumatra (Panthera tigris sumatrae). La rivista Integrative Zoology ha infatti pubblicato i risultati di un recente censimento del grande felino sull’isola indonesiana, che avrebbe mostrato la presenza di una popolazione molto più florida e numerosa di quanto si ritenesse finora, seconda solamente a quella che abita nel subcontinente indiano.

Ci auguariamo che notizie come questa aumentino il prossimo anno, il 2011 che non sarà dedicato alla tutela della biodiversità.

Andrea Romano

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons