Essere belli non ha il suo prezzo: la coda del pavone non compromette le performance motorie dei maschi

L’iconica e ingombrante coda del pavone non influenza la locomozione dei maschi. Un’altra prova dell’importanza dei co-adattamenti favoriti dalla selezione naturale che riducono i costi dei caratteri esagerati che evolvono per selezione sessuale

La selezione sessuale spiega l’evoluzione di quei caratteri che hanno il solo scopo di aumentare il successo riproduttivo degli individui in quanto ne favoriscono la opportunità riproduttive. Alcuni servono per conquistare il diritto all’accoppiamento, solitamente nelle battaglie tra maschi (armamenti), e altri per attirare i potenziali partner, solitamente le femmine, durante il corteggiamento (ornamenti). Le corna dei cervi o le code elaborate di numerosi uccelli rappresentano classici esempi di questi due tipi di strutture.

Spesso però, i tratti evoluti per selezione sessuale possono essere ingombranti, costituendo un vero e proprio handicap per chi li possiede. Ad esempio, potrebbero rendere gli individui più visibili agli occhi dei predatori, compromettendone la mimetizzazione. In alternativa, potrebbero ostacolare la corsa o i movimenti, e quindi la fuga dai predatori e/o la cattura delle prede. O ancora, potrebbero costituire una zavorra tale da aumentare le spese energetiche del maschio, quanto mai “bello e dannato”.

Nel 1975 Amotz Zahavi aveva suggerito che gli animali potessero sviluppare questo genere di caratteri come segnali onesti delle proprie qualità. Infatti, maschi dalle dubbie qualità non potrebbero permettersi di accollarsi gli svantaggi che derivano dal possedere tali strutture, a differenza di quelli più forti e abili. In questo modo, le femmine potrebbero evitare di essere tratte in inganno da astuti falsi-adoni.

Uno dei migliori e più iconici esempi di struttura esagerata ed evoluta per selezione sessuale è la coda del pavone (Pavo cristatus). Queste code spettacolari, lunghe fino a 1 metro e mezzo, vengono formate e perse ogni anno durante la stagione riproduttiva. È in questo periodo che i maschi si stabiliscono in specifici territori, da dove fanno sfoggio della loro livrea, accompagnando l’esibizione con danze complesse. In risposta, le femmine da parte loro preferiranno accoppiarsi con i pavoni con le code più elaborate, segnale di assoluta qualità maschile.

In un articolo, pubblicato su Scientific Reports, i ricercatori hanno studiato gli effetti sulla locomozione e sul metabolismo dovuti alla presenza della coda, in un contesto del tutto naturale. Sebbene ci si aspettasse che questa struttura potesse ostacolare il movimento, quando i pavoni avevano code lunghe (durante la stagione riproduttiva) non mostravano differenze nelle capacità motorie rispetto a quando gli stessi individui ne avevano solo un rudimento (nella stagione non riproduttiva). In più, Thavarajah e colleghi hanno misurato un minore costo metabolico della locomozione a terra nei maschi con coda. In altre parole, sarebbe come se, portando un pesante zaino sulle nostre spalle, consumassimo meno energia di quanta ne spenderemmo senza alcuna zavorra!

I risultati erano sorprendenti perché, com’era lecito aspettarsi, un peso aggiuntivo avrebbe dovuto aumentare la spesa energetica di chi ne è in possesso. Quindi, è probabile che i costi associati al possesso di una coda lunga siano da ricercare in contesti diversi da quelli più ovvi legati al movimento e alla spesa energetica per la locomozione a terra. Rimane comunque poco chiaro come code maestose non gravino sulle spese energetiche per la locomozione. È possibile che questo dipenda da cambiamenti stagionali nella fisiologia degli individui, in conseguenza di variazioni nei livelli ormonali.

Secondo il gruppo di Jonathan R. Codd, i bassi costi di trasporto della coda sarebbero un adattamento per ridurre la spesa energetica nei periodi dove è particolarmente alta. Infatti, nella stagione degli amori, il susseguirsi delle elaborate esibizioni per attirare le femmine e la difesa del territorio, oltre che essere attività estenuanti, limitano le possibilità che hanno i maschi di nutrirsi. Questi risultati ben rappresentano i compromessi tra la selezione sessuale e quella naturale. Se da una parte la prima porta all’evoluzione di ornamenti sempre più maestosi, dall’altra la seconda favorirà la comparsa di co-adattamenti in grado di minimizzare gli eventuali costi aggiuntivi.

È importante sottolineare che questi risultati riguardano esclusivamente i possibili costi legati alla locomozione che il possesso di una coda lunga potrebbero comportare. I costi associati ad un tratto sotto selezione sessuale possono essere molteplici e molto diversi tra loro. È probabile che, in questo caso, i costi gravino sullo sviluppo della struttura (la coda) o sulla sua esibizione, così come sull’esposizione a predatori e parassiti, piuttosto che sul suo trasporto a terra durante la locomozione.


Riferimento:
Thavarajah NK, Nudds RL, Codd JR. The peacock train does not handicap cursorial locomotor performance. Scientific Reports. 2016;6: 36512. doi: 10.1038/srep36512

Immagine: Manfred Heyde via Wikimedia Commons