La lunga evoluzione dell’ormone dell’amore

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Lo studio della storia evolutiva dell’ossitocina promette una comprensione più profonda dei meccanismi d’azione di questo ormone così importante nella salute fisica e mentale

L’ossitocina è un peptide (una corta catena di aminoacidi) che svolge  numerose funzioni regolatorie sulla fisiologia e il comportamento animale. Si è conquistata spazio sui media generalisti che l’hanno definita “L’ormone dell’amore”; ma la sua  storia evolutiva è lunga e i suoi effetti pro-sociali e pro-affettivi sono solo l’ultimo capitolo. 
L’ossitocina, insieme ad  altri ormoni chimicamente simili, è ampiamente diffusa nel regno animale: peptidi con una sequenza paragonabile sono stati individuati in vari invertebrati di gruppi tassonomici distanti fra loro, facendo ipotizzare una storia di almeno 600 milioni di anni per l’ossitocina e gli altri membri di questo gruppo di ormoni peptidici. Una recente review pubblicata su Experimental Physiology passa in rassegna le attuali conoscenze sugli ormoni ossitocino-simili e le loro funzioni negli invertebrati, anche nella speranza di poter utilizzare le informazioni ottenute per progettare un agonista altamente specifico per i recettori dell’ossitocina nei mammiferi. 
Come descritto nell’articolo, infatti, la situazione diventa più complessa nei vertebrati: in tutti gli appartenenti a questo gruppo tassonomico è possibile individuare contemporaneamente due o più ormoni chimicamente affini all‘ossitocina. Fanno eccezione a questa regola solo gli agnati, ramo evolutivo distaccatosi molto presto dall’antenato comune dei vertebrati, che presentano un solo ormone ossitocino-simile chiamato vasotocina. Da questo dato è possibile asserire che probaiblmente nella linea evolutiva che ha portato agli gnatostomi, ovvero i vertebrati dotati di mascelle, è avvenuta una duplicazione del gene che regolava la produzione della vasotocina, le cui due copie hanno poi preso strade evolute indipendenti. 
Nel caso particolare dei mammiferi placentati una di queste strade ha postato all’ossitocina che controlla varie funzioni riproduttive come il parto, l’eiaculazione e la secrezione di latte, l’altra a un ormone peptidico detto vasopressina, che regola principalmente pressione sanguigna e bilancio dei sali minerali. I due ormoni differiscono fra loro per due soli aminoacidi, su un totale di nove, e pur svolgendo ormai funzioni molto differenti presentano un certo grado di reattività crociata (l’uno è in grado di stimolare i recettori dell’altro). 
Da questo fenomeno nasce la necessità individuare agonisti altamente specifici per proseguire efficacemente nella ricerca sulla fisiologia di questi ormoni (per un approfondimento sull’evoluzioune degli ormoni ossitocino-simili nei vertebrati si può vedere anche questo articolo).
Daniele Paulis