A cosa servivano le corna del Triceratopo?

Nell’immaginario comune, il triceratopo utilizzava le sue tre robuste corna per difendere sè e i propri piccoli dagli attacchi dei grandi predatori, come il Tyrannosaurus rex. Ma la funzione delle corna di questo dinosauro era realmente legata alle interazioni aggressive con i membri della propria specie e di altre? Come alternativa a questa ipotesi, è stato proposto che queste strutture

Nell’immaginario comune, il triceratopo utilizzava le sue tre robuste corna per difendere sè e i propri piccoli dagli attacchi dei grandi predatori, come il Tyrannosaurus rex. Ma la funzione delle corna di questo dinosauro era realmente legata alle interazioni aggressive con i membri della propria specie e di altre? Come alternativa a questa ipotesi, è stato proposto che queste strutture fossero coinvolte nel riconoscimento intraspecifico o che fossero un ornamento conseguente all’azione della selezione sessuale.

Un recente studio, pubblicato e liberamente accessibile sulla rivista PLoS One, ha forse messo la parola fine su questo aspetto dell’ecologia del triceratopo. La ricerca si è concentrata sulle scalfiture e sulle lacerazioni presenti sul collare osseo, una struttura che proteggeva il collo e le spalle, delle due specie del genere Triceratops (Triceratops horridus e Triceratops prorsus) e due di un genere molto affine, Centrosaurus (Centrosaurus apertus e Centrosaurus brinkmani), ma dalla morfologia facciale profondamente differente. Le specie di triceratopo presentano, infatti, un piccolo corno nasale e due lunghe corna sopraorbitali; al contrario, i centrosauri hanno un lungo corno nasale e due piccole corna sopraorbitali.

Data la diversa disposizione delle corna, se centrosauri e triceratopi utilizzavano queste strutture nei combattimenti con indiviudi della medesima specie, si dovrebbero trovare profonde differenze tra i segni presenti sui collari facciali fossili di questi due gruppi di dinosauri. Se, invece, le corna erano solamente un segnale visivo nei confronti dei conspecifici, i segni sul collare osseo sarebbero disposti in maniera casuale in entrambi i gruppi di rettili e non sarebbero indicatori di diverse forme di combattimento.

Dai risultati emerge che nei Triceratops compaiono numerose lacerazioni, pari a 10 volte superiori a quelle dei centrosauri, in prossimità delle regioni laterali dello scudo facciale: si crede che tali scalfiture rappresentino i segni di colpi ricevuti durante combattimenti con altri triceratopi, in quanto si trovano in posizione perfettamente corrispondente al punto d’impatto delle corna sopraorbitali, più lunghe e in grado di provocare profonde ferite. Sembra dunque che questi colossi si affrontassero in violenti combattimenti e che la funzione delle corna fosse quella di offesa piuttosto che di display visivo.

Per quanto concerne i centrosauri, invece, sui loro crani non sono stati rivenuti segni di combattimento; potrebbe essere che questi aniamali non si affrontassero in cruenti scontri, ma vi è la possibilità che durante eventuali duelli gli sfidanti avessero come bersaglio non il cranio, ma altre parti del corpo che si non si sono preservate fino ai giorni nostri.

Andrea Romano


Riferimenti:
Farke AA, Wolff EDS, Tanke DH. Evidence of Combat in Triceratops. PLoS ONE, 4(1): e4252 DOI: 10.1371/journal.pone.0004252