Anche Buffon compie trecento anni

Il 7 settembre 1707, qualche mese dopo Linneo, nasceva  in Borgogna, a Montbard, Georges Louis Leclerc, figlio di Benjamin, che dieci anni dopo sarebbe diventato consigliere del parlamento a Dijon, e di Anne-Christine Martin. Dopo aver studiato dai gesuiti, si dedicò al diritto per poi passare a studi di matematica e botanica ad Angers. I suoi interessi  per le scienze […]

Il 7 settembre 1707, qualche mese dopo Linneo, nasceva  in Borgogna, a Montbard, Georges Louis Leclerc, figlio di Benjamin, che dieci anni dopo sarebbe diventato consigliere del parlamento a Dijon, e di Anne-Christine Martin. Dopo aver studiato dai gesuiti, si dedicò al diritto per poi passare a studi di matematica e botanica ad Angers. I suoi interessi  per le scienze l’avrebbero portato a diventare uno dei maggiori naturalisti del Settecento, più noto sotto il nome di Buffon, con cui si fece chiamare fin dal 1734 (divenne poi conte di Buffon, una località della signoria di famiglia, nel 1773).

Venne a contatto con importanti matematici del tempo, viaggiando soprattutto in Svizzera e in Italia; a Parigi conobbe il filosofo Voltaire. Giovanissimo, divenne membro dell’Accademia delle Scienze. Nominato curatore del Jardin du Roi nel 1739, ebbe modo di occuparsi in modo approfondito delle scienze naturali, alle quali consacrò tutto il suo lavoro. Fondamentale la sua opera enciclopedica Histoire naturelle, générale et particulière, in 36 volumi, pubblicati tra il 1749 e il 1789, che gli diede fama e onore: dedicata al mondo vivente ma anche ai minerali e al pianeta Terra, di cui Buffon immaginava l’origine legata a interazioni tra Sole e comete. Riteneva anche che l’età della Terra fosse di diverse decine di migliaia di anni, in contrasto con le convinzioni religiose  dell’epoca.

Il termine “Histoire” si contrapponeva inoltre ad un’idea fissista della natura, e questo lo poneva certamente in disaccordo con Linneo, di cui non condivideva alcuni principi di classificazione degli organismi. In effetti Buffon non era un sistematico, e nella sua monumentale opera compaiono errori e idee che sono in realtà ancora retaggio aristotelico o pliniano. Ciononostante la sua importanza per gli studi successivi resta grandissima: Buffon getta infatti le basi per lavori di anatomia comparata che saranno pilastri portanti delle teorie evolutive; la stessa ipotesi di un cambiamento delle specie risulta innovativa per l’epoca.

L’affermazione “Le grand ouvrier de la Nature est le Temps” (Les Animaux sauvages, IR VI, 1756), per esempio, comporta importanti implicazioni culturali, in primis l’allontanamento  dall’idea di un Grand Ouvrier  di natura divina. Senz’altro i lavori di Buffon influenzarono il giovane Lamarck, che per un breve periodo, nel 1781, fu anche precettore del figlio adolescente di Buffon, Georges-Luis-Marie, detto Buffonet, che sarebbe poi morto tragicamente durante il Terrore (ghigliottinato nel 1794, trentenne, nello stesso anno e nello stesso modo in cui morì il grande chimico Lavoisier). A Buffon, che aveva perso precedentemente una figlia in tenerissima età e l’amata moglie a soli trentasette anni, fu almeno risparmiato il dolore della perdita dell’unico figlio: era infatti già morto, sei anni prima.   Per approfondimenti, un sito molto interessante dedicato al grande naturalista: www.buffon.cnrs.fr  

6 settembre 2007,    Anna Busca