Antichi vermi con la corazza

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Dalle rocce del Marocco sudorientale, un’area famosa per i ritrovamenti fossili, è emerso un fossile straordinariamente ben conservato che ha risolto una controversia paleontologica sull’evoluzione del phylum Anellida, quello degli attuali lombrichi. Il fossile appartiene alla classe Macheridia, vissuti in un intervallo di tempo compreso tra 485 e 305 milioni di anni fa, che fino ad ora erano stati associati

Dalle rocce del Marocco sudorientale, un’area famosa per i ritrovamenti fossili, è emerso un fossile straordinariamente ben conservato che ha risolto una controversia paleontologica sull’evoluzione del phylum Anellida, quello degli attuali lombrichi.

Il fossile appartiene alla classe Macheridia, vissuti in un intervallo di tempo compreso tra 485 e 305 milioni di anni fa, che fino ad ora erano stati associati a diversi gruppi animali, quali molluschi, anellidi, crostacei ed echinodermi. Insomma, sulla base di tutti i precedenti ritrovamenti fossili, costituiti solamente di parti dure e facilmente fossilizzabili, non era stato possibile ricostruire l’evoluzione e la parentela con gli attuali taxa di questi strani animali. I Macheridia sono caratterizzati da una robusta corazza esterna costituita da placche e il loro ritrovamento nei depositi marini di tutto il mondo indica che costituivano una componente importante della fauna degli antichi fondali oceanici.

Un gruppo di paleontologi della Yale University ha rinvenuto un fossile, comprendente invece tutte le parti molli, compresi gli organi interni, che ha definitivamente risolto l’enigma legato a questi strani invertebrati. La corazza esterna nasconde infatti un lungo corpo molle ricco di segmenti, ciascuno dotato di una coppia di brevi estensioni simili a zampette, dalle quali partono due ciuffi di peli, forse con funzioni respiratorie.

Dalle pagine di Nature, i ricercatori sostengono che questa organizzazione corporea possa appartenere solo ad un rappresentante degli anellidi, anche se le relazioni filogenetiche con le altre specie di questo phylum sono tutt’ora sconosciute.

Andrea Romano

L’immagine è tratta di Wikimedia Commons.