È in corso all’Orto Botanico di Palermo “Celibi. Storia di una migrazione botanica”
Fino al 20 ottobre 2026, all’Orto Botanico dell’Università di Palermo, è in corso Celibi. Storia di una migrazione botanica, progetto che intreccia arte, botanica e divulgazione a partire dalla storia di Encephalartos woodii, una delle piante più rare del mondo
Fino al 20 ottobre 2026 l’Orto Botanico dell’Università di Palermo ospita Celibi. Storia di una migrazione botanica, progetto dell’artista Donata Lazzarini a cura di Maria Rosa Sossai, promosso da Unipa Heritage. Il programma comprende una mostra, incontri, laboratori e momenti di approfondimento, tutti costruiti attorno a una storia botanica emblematica: quella di Encephalartos woodii.
Questa cicadea sudafricana è diventata celebre perché della specie fu trovato soltanto un gruppo maschile, scoperto nel 1895 nella foresta di Ngoye, in KwaZulu-Natal, dal botanico John Medley Wood, al quale deve il nome. Oggi E. woodii è considerata estinta in natura e sopravvive solo ex situ, attraverso cloni e ibridi conservati in orti botanici e collezioni. Kew la presenta da anni come una delle piante più “solitarie” del pianeta, proprio perché manca il corrispettivo femminile necessario a una riproduzione sessuata naturale.
È da questa storia, insieme scientifica e quasi simbolica, che nasce il progetto palermitano. Come spiega la presentazione ufficiale, Celibi usa il caso di Woodii per riflettere sul depauperamento della biodiversità attraverso i linguaggi dell’arte, dell’educazione e della ricerca scientifica.
L’Orto Botanico di Palermo, fondato nel 1789, è un museo vivente a cielo aperto e una delle più importanti istituzioni accademiche italiane. Da oltre due secoli custodisce e divulga la diversità vegetale; passeggiare tra i suoi viali, si legge nel sito ufficiale, è “come fare il giro del mondo in dieci ettari di superficie”. In questo contesto, la storia di Woodii acquista un significato ancora più forte. L’Orto non è soltanto la sede della mostra, ma il luogo in cui conservazione, studio e divulgazione si incontrano ogni giorno. E non è irrilevante che proprio qui sia custodito anche un esemplare di Encephalartos woodii × natalensis, cioè un ibrido nato dall’incrocio specie originaria sudafricana con una specie dello stesso genere. È dal questi ibridi che si sta cercando di ottenere, per reincrocio, una popolazione il più possibile vicina Encephalartos woodii, anche se non sarà mai pura.
Il cuore del progetto è la mostra Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina, inaugurata l’8 maggio 2026 e visitabile fino al 20 ottobre negli spazi dell’Orto Botanico. L’intervento site specific di Donata Lazzarini comprende dieci sculture in ceramica e porcellana bianca, che immaginano possibili forme dello strobilo femminile di Woodii a partire dalla rielaborazione di antiche illustrazioni botaniche. Le opere dialogano con la raccolta dell’Herbarium, mentre una grande vetrofania sulla facciata della Serra delle Cactaceae traduce in forma visiva il rapporto tra biologia e arte. La pagina ufficiale segnala anche un’“opera manifesto” stampata in mille copie e distribuita gratuitamente ai visitatori.
Attorno alla mostra si sviluppa un programma pubblico più ampio. La pagina ufficiale ricorda la visita guidata A spasso con Woodii, il laboratorio Ciò che si sta estinguendo, il talk Becoming Female, il convegno internazionale Tutela della biodiversità, ripristino della natura e de-estinzione e i laboratori educativi Seminudi. Nel complesso, l’iniziativa si presenta quindi non come una semplice esposizione, ma come un percorso che usa una singola storia botanica per parlare di perdita, conservazione e futuro delle specie vegetali.
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Per informazioni e aggiornamenti sul calendario, il rimando è alla pagina ufficiale di Celibi. Storia di una migrazione botanica e a quella dell’Orto Botanico di Palermo.

