Che cosa rende gli uccelli più adatti per la vita in città?

uccelli città

Col passare del tempo palazzi e case sostituiscono gli alberi, il cemento ricopre i prati e l’habitat degli uccelli subisce notevoli cambiamenti. Come adattarsi? Ci sono strategie vincenti universali? Il primo studio a livello globale.

L’urbanizzazione cancella gli habitat naturali e decima la ricchezza delle specie. Entro il 2030 si prevede che 5,2 miliardi di persone vivranno in aree urbane e che la copertura del suolo cittadino supererà 1,2 milioni di abitanti per kilometro quadrato a livello globale. Questo processo porterà alla perdita di biodiversità, ma le città possono ancora ospitare una grande varietà di specie, incluse quelle minacciate, e diversi fattori che possono contribuire a una maggiore ricchezza biologica.

Urbanizzazione e caratteristiche degli uccelli: il primo studio a livello globale

È proprio questo l’ambito in cui alcuni ricercatori dell’università di Los Angeles hanno mosso i loro passi, concentrandosi sugli aspetti che possono favorire gli uccelli in aree urbanizzate. Dalla massa corporea al tipo di nido, sono 10 i tratti distintivi selezionati nello studio pubblicato su Current Biology per monitorare l’adattamento nelle aree urbane di 3.768 specie, ovvero il 35% delle specie esistenti.

I dati sono stati campionati in 137 città in tutto il mondo, rappresentanti 11 dei 14 biomi totali presenti sul globo.
Gli studiosi hanno combinato i dati sulla presenza degli uccelli (oltre 125 milioni di registrazioni, ottenuti grazie al progetto di citizen science eBird) con i livelli delle luci notturne (una misura dell’urbanizzazione) per calcolare un Indice di Associazione Urbana (UAI) in funzione di ognuno dei tratti. Hanno inoltre scelto 3 variabili paesaggistiche specifiche della città che si pensa possano influenzare l’importanza dei tratti per la tolleranza urbana, valutando se le relazioni con ciascuna caratteristica variassero in funzione della latitudine, della densità di popolazione umana e del verde del paesaggio (misurato con gli indici vegetazionali). Lo studio in oggetto è il primo che si pone l’obiettivo di analizzare a livello globale le relazioni tra caratteristiche delle specie di uccelli e il territorio urbano.
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In alto, le città campionate e il numero di specie registrate. In basso, gli undici biomi rappresentati alle varie latitudini, e assieme all’indice vegetazionale. Immagine: dalla pubblicazione


Nove tratti caratteristici degli uccelli influenzano la loro adattabilità all’ambiente urbano

Dall’incrocio di tutti i dati, gli studiosi hanno scoperto che nove tratti funzionali sono significativamente correlati all’associazione con le città e che due delle tre variabili geografiche, ovvero latitudine e densità di popolazione, modulano in modo significativo le associazioni di sette di questi tratti. Il limite altimetrico inferiore è risultato il tratto più influente in quanto generalmente la maggior parte dei centri abitati è situata in zone pianeggianti, è quindi logico che siano favorite le specie che prediligono basse altitudini. Anche la massa corporea sembra influenzare molto l’adattabilità alla vita nei centri urbani: le specie tolleranti alle città sono significativamente più piccole, una relazione che si rafforza verso i poli.

È emerso inoltre che le specie associate alle aree urbane tendono ad avere una dieta e un habitat più ampi, confermando il ruolo del generalismo ecologico nella tolleranza urbana. Questa però non è una regola aurea, bensì i due tratti hanno influenza opposta a seconda della latitudine. Un areale più esteso sembrerebbe più importante nelle zone urbanizzate tropicali, forse perché la maggior parte degli uccelli in quelle regioni ha un’elevata dipendenza dalle foreste, mentre con un minor numero di ambienti su cui specializzarsi spostandosi verso i poli, l’ampiezza dell’habitat diventa meno importante. La varietà della dieta, al contrario è risultata più significativa nelle aree temperate, dove molti uccelli tropicali hanno un’alimentazione specializzata e sfruttano l’abbondanza di alberi ornamentali fruttiferi che fioriscono durante tutto l’anno. Le città temperate, con variazioni di risorse stagionali, favoriscono invece gli onnivori che possono utilizzare un’ampia varietà di fonti alimentari.

Anche la longevità sembra essere un tratto caratterizzante gli uccelli adattati alla vita in città, forse perché vivere più a lungo consente un maggior numero di tentativi riproduttivi oppure per una relazione tra durata della vita ed intelligenza. È stato inoltre osservato che le associazioni tra Indice di Associazione Urbana, territorialità, ampiezza della dieta e longevità si sono ridotte nelle città con maggiore densità di popolazione: è possibile che le aree più densamente popolate siano più omogenee, con meno habitat non urbano. Dallo studio è emerso quindi che i tratti delle specie sono legati alla tolleranza urbana, e che molte di queste relazioni sono modulate da proprietà relative al paesaggio, in particolare dalla latitudine. Questo studio ci consente anche di ragionare su come mitigare la futura perdita di biodiversità causata dalla prevista espansione delle aree urbane.

Riferimenti

Neate-Clegg, Montague H. C., et al. “Traits shaping urban tolerance in birds differ around the world.” Current Biology, vol. 33, no. 9, 8 May. 2023, pp. 1677-1688.e6, doi:10.1016/j.cub.2023.03.024. Immagine: di Negative Space via Pexels