Darwin 3.0?

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L’ultimo numero della rivista The Scientist presenta un interessante articolo di Bob Grant dal titolo”Should evolutionary theory evolve?” in cui si riprende l’idea lanciata da qualche tempo da Massimo Pigliucci (biologo evoluzionista italiano che da numerosi anni lavora negli Stati Uniti) di aggiornare la Sintesi Moderna e proporre una Sintesi Estesa. Sebbene infatti la Sintesi Moderna rappresenti attualmente il paradigma […]

L’ultimo numero della rivista The Scientist presenta un interessante articolo di Bob Grant dal titolo”Should evolutionary theory evolve?” in cui si riprende l’idea lanciata da qualche tempo da Massimo Pigliucci (biologo evoluzionista italiano che da numerosi anni lavora negli Stati Uniti) di aggiornare la Sintesi Moderna e proporre una Sintesi Estesa. Sebbene infatti la Sintesi Moderna rappresenti attualmente il paradigma di base della biologia evoluzionistica, potrebbe essere utile fare qualche aggiornamento alla luce delle nuove conoscenze e proporre una sorta di Sintesi Estesa o Sintesi Moderna Estesa, che integri anche concetti divenuti parte irrinunciabile della biologia evoluzionistica moderna, tra cui quelli di evolvibilità, plasticità fenotipica, eredità epigenetica e teoria della complessità. Come lo stesso Pigliucci suggerisce, un ampliamento della teoria dell’evoluzione non “deve essere male interpretato come un rigetto della Sintesi Moderna o del neodarwinsimo, o perfino della originale intuizione darwiniana. D’altro canto, si può facilmente capire perché ci sia stato grande fermento e ci siano state molte discussione in questo campo nel decennio passato: tante nuove scoperte empiriche e tanti progressi concettuali in diverse aree della biologia teorica devono per forza indurci a chiederci se una struttura teorica definita sette decenni fa sia ancora del tutto adeguata al compito”. Come segnalato anche dall’articolo di Bob Grant non tutti condividono questa idea: ad esempio, Jerry Coyne dell’University of Chicago, ha negativamente commentato l’iniziativa di Pigliucci poiché la critica alla Sintesi Moderna sarebbe ormai divenuta una prassi comune tra i biologi evoluzionisti: “Non appena un biologo evoluzionista trova un nuovo fenomeno, mettiamo ad esempio i trasposoni o l’epigenetica o la modularità, immediatamente questo fenomeno diviene un elemento che dovrebbe indicare che la sintesi moderna è matura per una rivoluzione”.

In realtà la proposta di Pigliucci, sostenuta anche da Gerd Müller, non è una rivoluzione della Sintesi Moderna, ma una sua estensione affinché possano essere inclusi anche concetti e idee che al momento della formulazione della Sintesi Moderna non erano mai stati considerati: “(…) è facile dimostrare – scrive Pigliucci – che idee quali quelle di evolvibilità, capacità, epigenetica in senso moderno, plasticità fenotipica o complessità emergente erano semplicemente inesistenti nella letteratura biologica all’epoca della Sintesi Moderna. Se questi termini hanno un significato preciso e non sono semplici riformulazioni di idee più antiche – ed è proprio questo il caso – allora i biologi devono affrontare molte novità“.

Tra gli scettici vi sono anche alcuni evoluzionisti celeberrimi quali Douglas Futuyma e Richard Dawkins secondo cui la Sintesi Moderna è stata continuamente aggiornata senza la necessità di formalizzare questi cambiamenti in una Sintesi Estesa ovvero al momento non sta succedendo nulla di nuovo rispetto a quanto non è successo nel passato e cioè che la teoria dell’evoluzione si è arricchita di nuovi elementi. Dello stesso avviso è anche Michael Lynch dell’Indiana University secondo cui non ci sarebbe nella comunità scientifica una reale richiesta di una nuova sintesi.

Sebbene possa essere condivisibile l’idea che la teoria dell’evoluzioni si aggiorna anche senza formalizzare le singole nuove acquisizioni di dati o idee e concetti, penso che sia assolutamente condivisibile quanto Massimo Pigliucci scriveva assieme ad alcuni colleghi dopo il meeting di Altenberg: “Noi pensiamo che la capacità della teoria dell’evoluzione di spiegare il mondo che ci circonda sarebbe ampliata dall’incorporazione di questi concetti nel quadro dell’evoluzione. Come è proprio nella natura del processo scientifico, alcune di queste idee saranno mantenute, mentre altre saranno profondamente modificate. Tuttavia vi è oggi un giustificato entusiasmo in biologia evoluzionistica ed è quindi un momento propizio per coinvolgere la comunità scientifica in un ampio dibattito interdisciplinare che ci permetta di capire sempre meglio come la vita si evolve” ed è per questo che attendo con grande interesse la pubblicazione dell’ultimo libro di Massimo Pigliucci e Gerd Müller intitolato “Evolution: The Extended Synthesis” che riprende quanto discusso propro al meeting di Altenberg.

Mauro Mandrioli