Darwin Day 2026 al Museo Kosmos di Pavia

darwin day kosmos 2026

A Pavia, una mattinata di incontri aperti al pubblico per esplorare l’evoluzione tra scienza, storia e filosofia

Kosmos, il museo di Storia naturale dell’Università di Pavia, partecipa anche quest’anno al Darwin Day, una celebrazione in onore di Charles Darwin che si tiene in tutto il mondo in occasione dell’anniversario della nascita dello scienziato. Giovedì 12 febbraio 2026 l’Aula del Quattrocento (Università di Pavia, Piazza Leonardo Da Vinci) ospiterà una sessione di interventi a cura di ricercatori e docenti universitari per ragionare su diversi aspetti dell’evoluzione.

A partire dalle ore 9.00 fino alle ore 13.00 l’evento, organizzato da Kosmos in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente e con il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani” dell’Università di Pavia, sarà liberamente accessibile al pubblico. Saranno presenti in aula anche gli allievi dei licei scientifici della città e gli studenti universitari dei corsi scientifici.

Aprirà i lavori Paolo Mazzarello, in qualità di direttore di Kosmos. “Battista Grassi e la contesa sulla Darwin medal della Royal Society di Londra” è il titolo del suo intervento, dedicato alla curiosa vicenda del conferimento del prestigioso riconoscimento inglese a Battista Grassi, il primo non-britannico a riceverlo.

Alle 9.30 sarà la volta di Amalia Spina del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia, con la relazione dal titolo “La resilienza delle piante terrestri attraverso la storia della Terra: sopravvivere ai grandi cambiamenti paleoclimatici”.

Alle 10.15 parlerà Hovirag Lancioni del Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia con “Il DNA racconta la storia evolutiva dell’uomo e degli animali: un focus sull’talia”.

I lavori riprenderanno alle 11.30 con ”Piccioni, falene e drosofile. Quanto è naturale la selezione naturale?” a cura di Elena Casetta del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.

Concluderà le celebrazioni, alle 12.15, l’ecologo Domenico D’Alelio, primo ricercatore alla Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli, con “Microcosmi. Come la vita invisibile dell’acqua dà forma al nostro mondo”.

L’evento gode del patrocinio della Società Paleontologica Italiana, dell’Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana, dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici, della Società Geologica Italiana, dell’Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia, della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica, del Piano Lauree Scientifiche. La partecipazione al convegno è gratuita, non è necessario prenotare.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Info: kosmos@unipv.it

museokosmos.eu/

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming.

PROGRAMMA COMPLETO DARWIN DAY 2026

Ore 9.00 Paolo Mazzarello: è professore ordinario di Storia della medicina all’Università degli Studi di Pavia e direttore di Kosmos, il museo di Storia naturale dell’Università di Pavia. È membro effettivo dell’Istituto Lombardo – Accademia di Scienze e Lettere e dell’Academia Europaea (The Academy of Europe). Autore di molte pubblicazioni scientifiche, ha scritto anche numerosi libri tra cui “Malaria” (Neri Pozza, 2025).

Battista Grassi e la contesa sulla Darwin medal della Royal Society di Londra: sarà raccontata la vicenda del conferimento della Darwin medal della Royal Society di Londra a Battista Grassi, il primo non-britannico ad ottenere questo prestigioso riconoscimento internazionale dedicato a chi si fosse distinto negli studi biologici.

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Ore 9.30 Amalia Spina: stratigrafa e palinologa, professoressa associata del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia. La sua ricerca si concentra principalmente sui microfossili organici (pollini, spore e microfitoplancton) e sulla risposta della flora parente agli eventi di stress ecologico (aumento della anidride carbonica atmosferica, acidità degli oceani etc.) registrati nella storia della Terra. Un altro argomento di ricerca si focalizza sul passaggio delle piante acquatiche a piante continentali nel Paleozoico inferiore e successiva colonizzazione delle terre emerse.

La resilienza delle piante terrestri attraverso la storia della Terra: sopravvivere ai grandi cambiamenti paleoclimatici: una riflessione per scoprire come le piante terrestri abbiano attraversato i grandi cambiamenti paleoclimatici che hanno segnato la storia della Terra mettendo in luce sorprendenti strategie di adattamento. Grazie alla palinologia — lo studio di pollini e spore fossili — saranno ricostruiti ecosistemi del passato geologico per arrivare a capire come la vegetazione sia riuscita a prosperare anche durante le crisi più profonde.

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Ore 10.15 Hovirag Lancioni: è professore associato in Genetica presso il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia, è responsabile dell’unità di ricerca in “Genetica di Popolazione ed Evoluzione Molecolare”. Laureata in Scienze Biologiche con indirizzo Biomolecolare, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Biologia ed Ecologia presso l’Ateneo perugino. Il suo principale interesse di ricerca riguarda lo studio della diversità genetica in popolazioni umane ed animali, con l’obiettivo di ricostruirne le origini, le dinamiche evolutive e i modelli di dispersione.

Il DNA racconta la storia evolutiva dell’uomo e degli animali: un focus sull’Italia: da sempre ci si è interrogati sull’origine e sulla storia dell’uomo moderno e sui processi di migrazione e dispersione che hanno portato alla distribuzione delle attuali popolazioni umane. Tale argomento è stato affrontato dai ricercatori sotto molteplici punti di vista: storico, linguistico, antropologico e genetico. Quest’ultimo approccio è quello che ha permesso di delineare un quadro finalmente più chiaro dei processi migratori nel tempo e nello spazio. Parallelamente, a partire dal Neolitico, la storia dell’Uomo si è strettamente intrecciata con quella degli animali domestici, per cui lo studio delle varianti genomiche delle razze autoctone si è rivelato un potente strumento per chiarire meglio i processi di domesticazione e le rotte di dispersione delle antiche popolazioni umane e animali. In questo contesto, la penisola italiana emerge come un laboratorio di eccezionale complessità: grazie alle analisi condotte sul DNA di diverse popolazioni italiane e di altrettante razze bovine ed equine, è stato possibile osservare nelle popolazioni attuali livelli di diversità genetica sorprendentemente elevati, spesso superiori a quelli riscontrati in altre popolazioni europee. Studi recenti condotti su scala microgeografica stanno inoltre portando alla luce vere e proprie “storie genetiche locali”, capaci di raccontare i molteplici contributi genetici che, a partire dal lontano Paleolitico fino ad oggi, hanno plasmato il patrimonio genetico degli Italiani.

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Ore 11.30 Elena Casetta: è professoressa associata presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, dove insegna filosofia della biologia e metafisica. Formata in filosofia teoretica, si è specializzata in filosofia della biologia presso l’IHPST (Institut d’Histoire et de Philosophie des Sciences et des Techniques) di Parigi e presso il Centro de Filosofia das Ciências da Universidade de Lisboa. Il suo libro più recente è Filosofia dell’ambiente, Bologna, Il Mulino, 2023, la cui versione inglese è stata pubblicata nel 2025 da Routledge.

Piccioni, falene e drosofile. Quanto è naturale la selezione naturale?: per far comprendere al suo pubblico la selezione naturale, Darwin cominciò L’origine delle specie illustrando un fenomeno molto familiare: la domesticazione. In questo era stato ispirato dalla sua personale esperienza di allevatore di piccioni domestici a Down House, la sua abitazione nel Kent: come avviene, si domandava, che un’unica specie selvatica – Columba livia – produca così tante forme diverse? Si discuterà della distinzione tra selezione artificiale e selezione naturale e la domanda alla quale si proverà a rispondere è se questa distinzione abbia ancora senso, in un mondo dove gli esseri umani sono diventati una specie globale.

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Ore 12.15 Domenico D’Alelio: ecologo, primo ricercatore alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e presidente dell’Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia. Si occupa principalmente di ecologia ed evoluzione del plancton. La sua produzione scientifica è multidisciplinare e spazia dalla biologia ed evoluzione dei microorganismi acquatici all’ecologia di comunità, con particolare riferimento alle reti alimentari e alla dinamica dei sistemi socio-ecologici. È coinvolto in progetti di ricerca di base, inerenti all’esplorazione della complessità biologica degli esseri viventi, e applicativi, per la gestione delle risorse marine. Attratto dall’interazione tra natura e società, divulga la scienza attraverso scrittura scientifica e musica.

Microcosmi. Come la vita invisibile dell’acqua dà forma al nostro mondo: i loro corpi sono fatti in gran parte d’acqua e loro dimensioni sono per lo più microscopiche. Eppure, le invisibili forme di vita che popolano fiumi, laghi, mari e oceani danno luogo a una moltitudine di comportamenti e relazioni e a una ricchezza di biodiversità che ci nutre, ci cura e rende possibile la nostra sopravvivenza sul pianeta Terra.  

Fonte: comunicato stampa