Quanto sappiamo davvero dei dinosauri? Andrea Cau al Gomitolo Atomico

Massimo Polidoro e Andrea Cau al Gomitolo Atomico

Al Gomitolo Atomico, Massimo Polidoro dialoga con il paleontologo Andrea Cau su fossili, immaginario popolare e ricostruzioni scientifiche: dai dinosauri come mostri al loro posto nella storia evolutiva.

I dinosauri non aviani del Mesozoico erano animali in carne e ossa. Oggi li conosciamo attraverso i fossili, ma sono diventati anche oggetti culturali. Nessuno li ha mai visti vivi, eppure tutti abbiamo in mente una loro immagine: il “lucertolone” lento e primitivo, il predatore iperdinamico di Jurassic Park, il gigante estinto usato perfino come metafora di ciò che è vecchio e superato.

È da questa distanza tra fossili e immaginario che parte la puntata del Gomitolo Atomico in cui Massimo Polidoro dialoga con Andrea Cau, paleontologo dei vertebrati e autore di Il dilemma dei dinosauri. La domanda non è soltanto che cosa sappiamo dei dinosauri, ma anche come lo sappiamo: quali dati arrivano dai fossili, quali interpretazioni costruiamo su quei dati e quanto le nostre ricostruzioni risentono del periodo storico che le produce.

Nel corso della conversazione Cau ripercorre il passaggio dai dinosauri visti come animali primitivi e “falliti” al cosiddetto Rinascimento dei dinosauri, quando una nuova generazione di paleontologi iniziò a considerarli organismi attivi, complessi e biologicamente più interessanti di quanto si pensasse. Ma la puntata mostra anche il rischio opposto: trasformare una nuova immagine in un nuovo dogma, dimenticando che ogni ricostruzione è un modello, non il dinosauro “vero” riportato in vita.

Il dialogo tocca anche il ruolo del cinema, a partire dall’influenza di Jurassic Park, il fascino del Tyrannosaurus rex, la scoperta dei dinosauri piumati, l’estinzione dei dinosauri non aviani 66 milioni di anni fa e la domanda, forse ancora più interessante, sul perché alcuni dinosauri, cioè gli uccelli, siano sopravvissuti. Sullo sfondo resta un tema evolutivo più generale: il successo di un organismo non coincide necessariamente con velocità, intelligenza o somiglianza con noi. Anche per questo i dinosauri sono un buon modo per parlare non solo del passato remoto, ma del modo in cui interpretiamo la storia naturale.