Il progetto BioRescue ha generato altri tre embrioni di rinoceronte bianco del Nord, portando il totale a 12

Il team internazionale di scienziati che sta lavorando per salvare la specie ha dato vita ad altri tre embrioni puri di rinoceronte bianco del Nord. Questa volta gli scienziati sono stati in grado di usare lo sperma anche di un altro maschio, incrementando così la diversità genetica degli embrioni.

Il 9 luglio gli scienziati e i conservazionisti del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research (Leibniz-IZW), del Safari Park Dvůr Králové, del Kenya Wildlife Service e di Ol Pejeta Conservancy hanno condotto con successo, per la sesta volta, la raccolta di ovociti a Ol Pejeta. Subito dopo il prelievo, 17 ovociti (che portano a 80 il totale degli ovociti raccolti dall’inizio delle procedure, nel 2019, ad oggi) sono stati trasportati per via aerea al laboratorio Avantea a Cremona, in Italia, per la maturazione, la fecondazione e lo sviluppo embrionale e la crioconservazione. Due degli embrioni sono stati prodotti utilizzando lo sperma del maschio di rinoceronte bianco del Nord Suni, un individuo che ha contribuito alla genetica di tutti gli embrioni esistenti fino ad ora. Questa volta, però, gli specialisti di Avantea sono stati in grado di utilizzare anche lo sperma di Angalifu, un maschio di rinoceronte bianco del Nord che viveva a San Diego ed è morto nel 2014. Il suo sperma era stato precedentemente ritenuto incapace di fecondare con successo gli ovociti. Tuttavia, dopo aver condotto un test di vitalità utilizzando diversi lotti di ovociti di maiale, gli scienziati sono stati in grado di identificare lo sperma vitale che ha permesso loro di creare un altro embrione. Questo eccellente risultato aggiunge alla popolazione crioconservata la genetica di un individuo completamente estraneo.

“Ancora una volta l’uso di conoscenze provenienti da specie animali da reddito ha aiutato a identificare un lotto di sperma di Angalifu che potesse essere utilizzato con successo per produrre embrioni vitali”, ha detto il Prof. Cesare Galli di Avantea. “Siamo impressionati dalla quantità di embrioni ottenuti dai 17 ovociti, data la scarsità del loro numero e la qualità del seme utilizzato. Questo indica anche che condurre la procedura su base regolare non solo è innocuo per Fatu, ma addirittura permette di aumentare il numero di embrioni ottenuti”.

In una discussione, prima del prelievo degli ovociti del 9 luglio, il team ha deciso di non eseguire il prelievo di ovociti su Nájin, la più anziana dei due rinoceronti bianchi del Nord. Il suo futuro ruolo nel programma scientifico sarà discusso nelle prossime settimane in una prospettiva etica e sarà annunciata una decisione basata su evidenze scientifiche. Finora nessuno degli ovociti di Nájin è stato di qualità sufficiente per dare vita ad embrioni vitali: tutti i 12 embrioni prodotti finora, infatti, provengono da ovociti della figlia di Nájin, Fatu.

“Durante le recenti procedure è stato chiaro che Nájin non è più in grado di produrre un gran numero di ovociti e che la loro qualità è compromessa”, ha detto Jan Stejskal, direttore dei progetti internazionali al Safari Park Dvůr Králové. “È una signora anziana, e sembra che non valga la pena sottoporla allo stress di ulteriori procedure. Tuttavia, il suo stato di salute sarà monitorato frequentemente”.

Per quanto riguarda ulteriori sviluppi sul campo, a Ol Pejeta la preparazione delle procedure di trasferimento degli embrioni è entrata in una fase cruciale. Due femmine di rinoceronte bianco del Sud sono state spostate nel recinto con Owuan, il maschio sterilizzato di rinoceronte bianco del Sud che permette di rilevare il periodo di estro delle femmine. Il team sta monitorando attentamente il benessere di tutti gli animali coinvolti ed inizierà ad osservare e registrare il loro comportamento e le loro vocalizzazioni in preparazione dei primi trasferimenti di embrioni che, probabilmente, inizieranno entro la fine dell’anno.

“Siamo molto soddisfatti di come il progetto BioRescue sta procedendo. L’ottenimento di 12 embrioni in totale, compreso il primo embrione dal maschio di rinoceronte bianco del Nord Angalifu, così come il trasferimento con successo delle due potenziali madri surrogate nel recinto di Owuan dimostrano la qualità di questo progetto”, ha detto il Prof. Thomas B. Hildebrandt, leader del progetto BioRescue e capo del Dipartimento di gestione della riproduzione del Leibniz-IZW. “Ora ci stiamo concentrando sul primo trasferimento di embrioni che è pianificato per i prossimi mesi”.

“Il benessere di tutti gli animali coinvolti nel progetto è costantemente monitorato sia attraverso la valutazione del rischio etico delle procedure ogni qualvolta vengono applicate, sia attraverso le osservazioni comportamentali”, ha detto Barbara de Mori, Direttore del Laboratorio Etico per la Medicina Veterinaria, la Conservazione e il Benessere Animale dell’Università di Padova. “Uno staff dedicato sia dell’Università di Padova che del Kenya Wildlife Service e di Ol Pejeta lavora costantemente alla raccolta dati e controlla tutti i dettagli del benessere quotidiano dei singoli animali”.

Il programma di ricerca BioRescue, finanziato in modo significativo dal Ministero Federale Tedesco dell’Educazione e della Ricerca (BMBF) e da ulteriori donatori come la fondazione Nadace ČEZ, il filantropo Dr. Richard McLellan e GE HeathCare, continuerà con il suo ambizioso piano di creare altri embrioni da ovociti raccolti dalle femmine di rinoceronte bianco del Nord ogni tre o quattro mesi fino a quando la pandemia di COVID-19 permetterà al team di viaggiare in Kenya. Con il trasferimento delle madri surrogate completato, il prossimo passo a cui punta il team del BioRescue è un trasferimento embrionale che avvenga con successo.

“È molto incoraggiante notare che il progetto ha continuato a fare degli importanti progressi nei suoi ambiziosi tentativi di salvare una specie iconica dall’estinzione. Con 12 embrioni puri di rinoceronte bianco del Nord finora sviluppati, il progetto dovrebbe ora concentrarsi sui prossimi passi, ossia il trasferimento degli embrioni nelle femmine surrogate a Ol Pejeta Conservancy, per raggiungere il suo obiettivo finale”, ha detto il segretario di gabinetto del Kenya per il turismo e la fauna selvatica, l’onorevole Najib Balala.

Fonte: Comunicato stampa Università di Padova.

Immagine: BioRescue / Rio the Photographer.