Il ruolo dell’argomentazione nella controversia tra Sintesi Moderna ed Equilibri Punteggiati
Con il consenso degli interessati, pubblichiamo la tesi di laurea in Filosofia della Scienza di Massimiliano Marcucci, Corso di laurea in Filosofia dell’Università di Pisa, A.A. 1990-1991. Relatore: Francesco Barone
Dall’introduzione:
Questo lavoro si occupa di una controversia scientifica ancora in corso, che ha suscitato un vasto dibattito nell’ambiente culturale e scientifico degli ultimi anni.
Agli inizi degli anni ’70, due paleontologi americani, Stephen Jay Gould della Harvard University e Niles Eldredge del Museo di Storia Naturale di New York, proposero un’ipotesi che intendeva contrapporsi alla teoria corrente dell’evoluzione, chiamata Sintesi Moderna.
Ma prima di affrontare le tematiche connesse a questa controversia, ci sono alcune questioni preliminari da precisare. Innanzitutto si deve chiarire il motivo per cui la scelta del presente lavoro è ricaduta su di una controversia. A nostro parere, l’analisi di una controversia scientifica sembra permettere una migliore valutazione del rapporto tra pratica scientifica, storia e filosofia della scienza.
Dagli inizi degli anni ’60 si è venuta affermando un’impostazione epistemologica sempre più orientata verso la storia della scienza, con un’attenzione particolare alla pratica degli scienziati. Possiamo collocare in questa prospettiva le filosofie di Kuhn e di Feyerabend (per non citare che i personaggi più famosi) che si contrapponevano sia al formalismo logicizzante dei neopositivisti logici, sia all’impostazione di Popper e dei suoi allievi. La nuova filosofia della scienza, come è stata chiamata, ha posto ben più della precedente l’accento sulla controversia, sul momento di disaccordo nella scienza; basti pensare al fiorire dei case studies, una pratica assai rara al tempo delle analisi logiche sulle teorie scientifiche. Così Laudan (1984) riassume i due atteggiamenti: “gli studiosi, sia sociologi che filosofi, che si sono occupati dello sviluppo della scienza si sono preoccupati alternativamente di spiegare il consenso entro la scienza, o di evidenziare i disaccordi e le divergenze” (p. 10).
Nel nostro lavoro, abbiamo tentato di mettere in luce le forme del disaccordo entro una prospettiva che potremmo chiamare ‘socratica’ (o ‘dialettica’, secondo l’espressione di Pera (1990)). La concezione socratica della scienza riconosce che nelle controversie non agiscono solo argomenti induttivi
e deduttivi ma anche ragionamenti di altra natura che Pera definisce ‘retorici’ o ‘dialettici’.

