In Bloom. Storia di fiori, imperi e scienza 

9781910807743

Una mostra su come come le piante hanno cambiato il mondo all’Ashmolean Museum di Oxford

Cosa accomuna un prezioso erbario del Seicento, una cassa di Ward utilizzata per trasportare piante vive attraverso gli oceani, un tulipano ottomano e un’opera d’arte contemporanea dedicata alla perdita di biodiversità? La risposta si trova nelle sale dell’Ashmolean Museum di Oxford, dove fino al 16 agosto 2026 è allestita In Bloom. How Plants Changed Our World, una bellissima mostra che racconta come le piante abbiano plasmato la storia dell’umanità ben oltre il loro valore ornamentale.

In Bloom è una mostra sulla relazione tra esseri umani e mondo vegetale. Un rapporto che attraversa arte, medicina, commercio, esplorazioni scientifiche, colonialismo, economia ed evoluzione. Per chi si occupa di biologia evoluzionistica e storia della scienza rappresenta un percorso sorprendentemente ricco.

Un dialogo continuo tra arte e scienza

Il primo elemento che colpisce è la varietà degli oggetti esposti. Con oltre cento opere e oggetti, i curatori ci raccontano la botanica da prospettive diverse. Accanto a straordinari dipinti di arte botanica compaiono ritratti di naturalisti, modelli scientifici, erbari, ceramiche decorate, fotografie contemporanee, strumenti scientifici e oggetti iconici come la Wardian Case, la serra portatile che rivoluzionò il trasporto delle piante nel XIX secolo. Il risultato è un dialogo continuo tra estetica e conoscenza scientifica. La mostra riesce infatti a parlare contemporaneamente agli appassionati di storia naturale, agli storici della scienza e agli amanti dell’arte e della natura.

24. Midsummer Alexandra Daisy Ginsberg
24 Alexandra Daisy Ginsberg (b. 1982)
Pollinator Pathmaker:
a4WNehdyCgdiKwVhXKGDBM (Pollinator
Vision, Midsummer), 2025
Tapestry; woven, mixed fibre, 200 x 288 cm
© Alexandra Daisy Ginsberg Ltd.
Courtesy of the artist

Dai giardini officinali alla botanica moderna

Il percorso inizia ricordando come la botanica europea nasca soprattutto come disciplina medica. Per secoli le piante furono studiate principalmente per le loro proprietà terapeutiche. Medici, speziali e studiosi coltivavano piante negli orti botanici per identificare le specie utili alla cura delle malattie, mentre artisti e illustratori producevano tavole sempre più accurate per permetterne il riconoscimento.

Tra gli originali esposti spiccano i lavori di Maria Sibylla Merian, pioniera dell’illustrazione naturalistica, e quelli di Ferdinand Bauer, considerato uno dei più grandi illustratori botanici della storia. I suoi disegni, realizzati durante le spedizioni nel Mediterraneo orientale, mostrano uno straordinario metodo di lavoro. Sul campo Bauer schizzava rapidamente le piante annotando accanto ai petali e alle foglie codici numerici corrispondenti ai colori. Solo una volta rientrato in studio trasformava quegli appunti in tavole di eccezionale precisione, poi pubblicate nella monumentale Flora Graeca, ancora oggi considerata uno dei capolavori dell’illustrazione botanica.

6. Banana Bodleian Libraries University of Oxford 1
Maria Sibylla Merian (1647–1717)
Banana (Musa paradisiaca) blossom with life
stages of Bullseye moth (Automeris liberia),
1726
Coloured engraving, 52 x 36 cm.
Bodleian Libraries, University of Oxford

La mostra racconta anche come, prima di Linneo, mancasse una nomenclatura condivisa e quanto l’introduzione del sistema binomiale abbia trasformato il modo di descrivere e confrontare la biodiversità. A testimoniare l’importanza della botanica come disciplina di insegnamento sono esposti anche raffinati modelli didattici in cartapesta di diverse specie vegetali. Realizzati per le aule universitarie, questi modelli univano rigore scientifico e straordinaria abilità artigianale, tanto da essere oggi considerati vere e proprie opere d’arte.

I cacciatori di piante e la botanica dell’Impero

La mostra ci porta a scoprire i grandi viaggi di esplorazione tra Settecento e Ottocento e quella rete internazionale di botanici, collezionisti, giardinieri ed esploratori che trasformò profondamente il paesaggio europeo introducendo migliaia di specie provenienti da Asia, Africa e Americhe. Camelie, peonie, rododendri, ortensie e numerose altre specie oggi considerate comuni nei nostri giardini sono il risultato di quelle spedizioni.

Come racconta la co-curatrice, la dott.ssa Francesca Leoni, curatrice di arte islamica presso l’Ashmolean Museum di Oxford, anche l’origine della mostra nasce proprio da questo tema del viaggio:

«Prima di accettare la curatela di questo progetto avevo proposto una piccola mostra dedicata ai tulipani e alla loro vita itinerante dall’Asia all’Europa e ritorno. L’idea delle “piante viaggiatrici” si è rivelata così fertile che, quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata a seguire il percorso di molti altri fiori, e così è nata questa mostra.»

Leoni ha raccontato inoltre a Pikaia come il progetto le abbia mostrato quanto la prosperità economica dell’Europa moderna fosse profondamente costruita attorno al mondo vegetale:

«Da non specialista, molte cose sono state per me delle vere scoperte. Dalle persone coinvolte ai diversi fattori, sociali, economici e persino legati alle mode, che hanno influenzato la raccolta e la circolazione delle piante, questo progetto mi ha mostrato quanto le economie e la prosperità dell’età moderna fossero profondamente fondate sul mondo vegetale.»

La mostra dedica ampio spazio anche alle figure spesso dimenticate che contribuirono a questa impresa scientifica. Tra queste Mary Somerset, duchessa di Beaufort, grande collezionista di piante, e soprattutto gli artisti indiani impiegati dalla Compagnia delle Indie Orientali per realizzare migliaia di tavole botaniche. Per lungo tempo il loro contributo rimase invisibile, pur essendo fondamentale per documentare specie che sarebbero poi entrate nella letteratura scientifica europea.

La Wardian Case e la globalizzazione della biodiversità

Tra gli oggetti simbolo compare una splendida Wardian Case originale. Questa semplice serra portatile cambiò radicalmente il trasporto delle piante vive via mare. Prima della sua invenzione gran parte degli esemplari moriva durante le lunghe traversate oceaniche. Da quel momento il trasferimento di specie vegetali divenne molto più efficiente, accelerando la circolazione globale di colture economicamente strategiche come tè, gomma, cacao e numerose specie ornamentali.

16. Wardian Case Royal Botanic Gardens Kew
16 Wardian Case, c. 1870
England
Wood and glass, c. 120 h x 80 w x 60 d mm
The Board of Trustees of the Royal Botanic
Gardens, Kew

È uno degli oggetti che meglio raccontano come innovazioni tecnologiche apparentemente modeste possano modificare profondamente la storia naturale ed economica del pianeta.

La mostra racconta anche come lo spostamento sistematico delle piante tra continenti abbia modificato gli ecosistemi, favorito nuove ibridazioni, introdotto specie invasive e ridefinito la distribuzione geografica della biodiversità. Non si pensa spesso a come la rivoluzione botanica del Settecento e dell’Ottocento, che ha portato le specie a viaggiare in tutto il mondo, abbia rappresentato anche uno dei momenti in cui la nostra specie è diventata una delle principali forze evolutive del pianeta.

Arte botanica contemporanea

Nell’ultima sezione la mostra cambia registro. Le suggestive opere contemporanee non raccontano più l’espansione delle collezioni botaniche, ma invitano a riflettere sul rapporto che oggi abbiamo con le piante. Dai lavori di Rory McEwen fino alle installazioni di Anne Geene, Alevtina Kakhidze e Gözde İlkin emerge una domanda comune: che cosa significa vivere in un mondo in cui abbiamo modificato profondamente la distribuzione delle specie vegetali?

In Bloom non è quindi soltanto una mostra dal forte valore storico, ma offre anche interessanti riflessioni sul presente. Come ci ha raccontato la co-curatrice Francesca Leoni:

«In Bloom può essere vissuta in molti modi: come una raccolta di straordinarie opere di arte botanica, come un percorso multisensoriale oppure come un’occasione per riflettere sulle radici della crisi climatica ed ecologica di oggi. Spero che i visitatori riflettano sul fatto che tutto ciò che facciamo, o scegliamo di non fare, ha conseguenze. Anche qualcosa di apparentemente delicato e innocuo come un fiore porta con sé eredità complesse.»

Ed è probabilmente questo il risultato più riuscito della mostra. Far uscire il visitatore guardando con occhi diversi non solo i grandi giardini botanici o le spedizioni scientifiche del passato, ma anche le piante che incontra ogni giorno sul balcone di casa, nei campi coltivati o lungo una strada. Perché dietro ognuna di esse si nasconde una storia di esplorazione, evoluzione, economia e cultura.

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In Bloom. How Plants Changed Our World
📍 Ashmolean Museum, Oxford (Regno Unito)
📅 Fino al 16 agosto 2026