In marcia verso l’estinzione

Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri), specie resa celebre dal famoso documentario del 2005 “La marcia dei pinguini” e che tanto ha affascinato il pubblico di tutto il mondo per le sue caratteristiche comportamentali, potrebbe aver vita breve. Secondo un recente modello, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, questa specie potrebbe infatti non superare la fine del

Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri), specie resa celebre dal famoso documentario del 2005 “La marcia dei pinguini” e che tanto ha affascinato il pubblico di tutto il mondo per le sue caratteristiche comportamentali, potrebbe aver vita breve. Secondo un recente modello, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, questa specie potrebbe infatti non superare la fine del secolo corrente.

Le motivazioni di questo annunciato declino sarebbero da ricercarsi nel continuo riscaldamento globale, che sta sempre di più portando allo scioglimento dei ghiacci polari, luogo di riproduzione di questo uccello attero. Secondo le stime, delle attuali 6.000 coppie nidificanti, già in profondo calo demografico negli ultimi decenni, gli studiosi prevedono un ulteriore decremento delle popolazioni di almeno il 40%, ma con alte possibilità che queste si riducano di circa l’80%. Un tale declino potrebbe compromettere inesorabilmente la sopravvivenza di questa specie entro poche decine di anni.

Il modello ha previsto l’analisi delle fluttuazioni del ghiaccio marino, ambiente fondamentale per il ciclo vitale del pinguino imperatore, in cui avvengono gli accoppiamenti, la ricerca di cibo e la muta. Inoltre, la riduzione dei ghiacci che ricoprono le superfici marine potrebbe ridurre la presenza di un organismo fondamentale dell’ecosistema antartico: il krill. Questi piccoli crostacei costituiscono infatti un’inesauribile risorsa di cibo per molte specie marine, dai pesci agli uccelli, e il loro declino potrebbe comportare conseguenze catastrofiche per tutte le specie antartiche.

A meno che non avvenga un’inversione di tendenza a livello di temperatura globale (anche se sembra piuttosto improbabile), i ricercatori ipotizzano alcuni adattamenti che potrebbero consentire a questa straordinaria specie di rispondere ai cambiamenti del clima. Tra questi vengono menzionati una migrazione verso sud, dove le condizioni sarebbero ancora idonee alla riproduzione, e una modificazione del ciclo annuale con uno slittamento del periodo di deposizione delle uova e dell’allevamento della prole.

Andrea Romano


Riferimenti:
Jenouvrier et al. Demographic models and IPCC climate projections predict the decline of an emperor penguin population. Proceedings of the National Academy of Sciences, Jan 26, 2009; DOI: 10.1073/pnas.0806638106

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons