La stagione dell’estinzione dei dinosauri

estinzione dei dinosauri

Il sito di Tanis, in North Dakota, racchiude un fermo immagine del momento in cui l’asteroide che ha provocato la fine dei dinosauri ha impattato sulla Terra. Tramite l’analisi di ossa di storione e foglie, è possibile dedurre che il cataclisma è avvenuto tra maggio e giugno, nel picco della bella stagione.

L’estinzione dei dinosauri è uno dei momenti più suggestivi della Preistoria. Un solo momento, un evento catastrofico di origine extraterrestre, e improvvisamente il corso della vita sulla Terra è stato mutato in maniera radicale. Forse è proprio l’estemporaneità dell’evento a renderlo così affascinante: da quel che sappiamo, le estinzioni di massa sono solitamente frutto di mutamenti climatici maturati nel corso di migliaia di anni, mentre alla fine del Cretaceo tutto è cambiato in un singolo istante. In una recente ricerca quell’istante è stato studiato, all’interno dell’impressionante sito di Tanis, in North Dakota, e tramite l’analisi di ossa di pesce e materia vegetale fossile è stato determinato che l’asteroide ha colpito la Terra tra fine Maggio e inizio Giugno. I risultati sono stati pubblicati in questo articolo sulla rivista Nature.

Il fermo immagine della catastrofe
Il sito di Tanis, in North Dakota, è straordinario per ciò che rappresenta. In uno studio del 2019 (di cui Pikaia ha parlato qua) il sito è stato identificato come un fermo immagine del momento in cui l’asteroide ha impattato con la Terra. O, almeno, degli istanti di poco successivi. Tanis si trova a circa 3000 chilometri dal Cratere di Chicxulub (il punto di impatto, nella penisola dello Yucatan, Messico), e attualmente è posizionato ben dentro l’entroterra, ma 66 milioni di anni fa la situazione era molto diversa.

Si trattava di un ambiente di estuario, quindi con un misto di acqua dolce e salata, sul limitare del Mare interno occidentale, il grande mare interno che tagliava in due il Nord America durante il Cretaceo. Quando l’asteroide colpì la Terra, Tanis fu risparmiato dall’impatto diretto, ma questo non bastò a salvarlo. Una grande quantità di sferule vetrose, risultato dei detriti incandescenti sparati in atmosfera dall’impatto meteorico e lì raffreddatisi prima di ricadere a terra, è stata ritrovata sia tra i sedimenti che all’interno delle branchie di pesci fossili (e questo dimostra che i pesci erano ancora vivi in quel momento). Questa pioggia vetrosa è iniziata circa un quarto d’ora dopo l’impatto, ed è durata per una o due ore. Le potenti scosse sismiche generate dallo schianto in Yucatan provocarono inoltre delle violente ondate, che hanno devastato le zone vicino al mare, Tanis incluso, lasciando profonde impressioni nel sedimento.

La datazione (anche) grazie agli storioni
Proprio le violente ondate hanno provocato la morte e la sepoltura di numerosi animali, tra cui tartarughe, rettili marini, dinosauri, e pesci sia marini che d’acqua dolce, oltre a una grande quantità di altri organismi acquatici e materia vegetale. I pesci sono gli animali più numerosi all’interno di questo insieme, in particolare pesci spatola e storioni.

Proprio gli storioni sono stati essenziali per questa ricerca. Le loro ossa si accrescono ad anelli annuali, un po’ come gli alberi, con una linea di crescita arrestata a dividere i singoli elementi. L’”anello” è diviso in due parti: una scura, che corrisponde ai mesi di primavera ed estate e quindi a un maggior consumo di cibo e un metabolismo più veloce, e una chiara che invece si deposita durante autunno e inverno. Negli storioni morti durante l’evento catastrofico la crescita è stata interrotta al suo picco, quindi durante un intervallo di elevata produttività, corrispondente al periodo di fine primavera o inizio estate.

Il pasto interrotto
Questi dati sono corroborati dall’osservazione dell’attività degli insetti, in particolari scavatori di foglie come lepidotteri e ditteri. Questi insetti, allo stato larvale, si nutrono di foglie, al cui interno scavano dei canali ben visibili. Si tratta di un fenomeno che inizia durante la primavera, con la nascita delle larve, e giunge al picco durante i mesi di fine primavera ed estate. Nel sito di Tanis, questo pattern di nutrizione è osservabile nel 40% delle foglie di angiosperme contemporanee all’evento di deposizione.

Osservando queste caratteristiche, i ricercatori sono giunti alla conclusione che l’impatto del meteorite che ha posto fine al Cretaceo, e al regno dei grandi rettili sul pianeta, sia avvenuto in tarda primavera o inizio estate, che nell’emisfero nord corrisponde ai mesi di maggio o giugno.

Riferimenti:

R.A. DePalma et al. 2021. Seasonal calibration of the end-cretaceous Chicxulub impact event. Sci Rep 11, 23704; doi: 10.1038/s41598-021-03232-9

Immagine in apertura: Robert DePalma via Eurekalert