Le iene del Pleistocene siciliano raccontate dalle tecnologie digitali

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Uno studio internazionale ha analizzato i fossili della Grotta di San Teodoro, in Sicilia, utilizzando tecnologie digitali per ricostruire l’anatomia del cervello delle iene pleistoceniche. I risultati suggeriscono che l’isolamento insulare abbia influenzato dimensioni corporee e organizzazione sociale di questi grandi carnivori

Uno studio internazionale ha analizzato i fossili della Grotta di San Teodoro, in Sicilia, utilizzando tecnologie digitali per ricostruire l’anatomia del cervello delle iene pleistoceniche. I risultati suggeriscono che l’isolamento insulare abbia influenzato dimensioni corporee e organizzazione sociale di questi grandi carnivori.

Durante il Pleistocene la Sicilia ospitava una fauna molto diversa da quella attuale, con elefanti nani, cervi e grandi predatori. Tra questi c’era anche la iena macchiata (Crocuta crocuta), oggi diffusa solo in Africa ma un tempo presente in gran parte dell’Eurasia. Un nuovo studio ha analizzato i resti provenienti dalla Grotta di San Teodoro, vicino ad Acquedolci (Messina), utilizzando tecniche di imaging digitale per ricostruire alcuni aspetti della biologia di questi carnivori.

Ricostruire il cervello senza danneggiare i fossili

La Grotta di San Teodoro è uno dei siti paleontologici più importanti del Pleistocene siciliano. Gli scavi hanno restituito numerosi resti di iena, tra cui crani, ossa e denti, oltre a molti coproliti, cioè escrementi fossilizzati. Questi elementi indicano che la grotta fu probabilmente utilizzata come tana, un comportamento tipico delle iene moderne, che accumulano resti di prede e allevano i piccoli in rifugi stabili.

Per studiare i reperti senza alterarne la struttura, i ricercatori hanno utilizzato la tomografia computerizzata (CT), una tecnica che permette di osservare l’interno dei crani e di ricostruire modelli tridimensionali dell’endocranio, lo spazio che ospitava il cervello.

Fig 1 Analisi dei fossili con la tomografia computerizzata

Queste ricostruzioni consentono di analizzare forma e sviluppo delle diverse aree cerebrali, fornendo indizi sul comportamento degli animali. L’analisi ha mostrato che nelle iene siciliane alcune regioni del cervello, in particolare la corteccia frontale, erano meno sviluppate rispetto a quelle delle iene macchiate moderne.

Nelle iene africane attuali la corteccia frontale è associata alla gestione di comportamenti sociali complessi e alla vita in grandi clan gerarchici. Le differenze osservate nei fossili suggeriscono quindi che le popolazioni siciliane del Pleistocene potessero avere una struttura sociale diversa, forse con gruppi più piccoli o con interazioni sociali meno complesse. Si tratta naturalmente di un’interpretazione indiretta, ma l’anatomia del cervello offre un indizio interessante su come l’ambiente possa influenzare anche il comportamento.

Le isole come laboratori evolutivi

Lo studio ha evidenziato anche un’altra caratteristica delle iene siciliane: dimensioni corporee leggermente ridotte rispetto alle popolazioni continentali. Questo fenomeno è comune negli ecosistemi insulari, dove la disponibilità di risorse è spesso limitata. In questi contesti molte specie evolvono dimensioni diverse rispetto ai parenti continentali, in un processo noto come evoluzione insulare.

Nel caso delle iene di San Teodoro, la riduzione di taglia potrebbe essere stata una risposta adattativa alle condizioni ecologiche dell’isola.

Secondo i ricercatori, la Sicilia rappresenta un vero laboratorio naturale per studiare l’evoluzione dei carnivori. L’isolamento geografico può infatti favorire adattamenti che coinvolgono non solo la morfologia, ma anche l’ecologia e il comportamento delle specie.

I fossili della Grotta di San Teodoro mostrano come, nel corso del tempo, i grandi predatori possano modificare dimensioni corporee, struttura cerebrale e strategie sociali in risposta a nuovi contesti ambientali.

Riferimenti:

IURINO, DAWID A., ALESSIO IANNUCCI, ANGHARAD K. JONES, et al. “SPOTTED HYAENA SPOTTED ON ISLAND: THE UPPER PLEISTOCENE HYAENAS FROM SAN TEODORO CAVE (SICILY, ITALY) PROVIDE NEW INSIGHTS ON THE PALAEOBIOLOGY, PALAEOECOLOGY, AND SOCIALITY OF CROCUTA.” RIVISTA ITALIANA DI PALEONTOLOGIA E STRATIGRAFIA 132, no. 1 (2026). https://doi.org/10.54103/2039-4942/29453.

In apertura: Ricostruzione paleoambientale della Grotta di San Teodoro, illustrazione di Dawid Adam Iurino