Lo strano comportamento del fungo parassita

Le specie parassite tendono a sfruttare al meglio le risorse fornitegli dagli ospiti e ad utilizzarle per la propria proliferazione, anche a scapito della sopravvivenza dell’individuo ospitante.Sulle pagine della rivista The American Naturalist si parla di un caso estremo di parassitismo, che interessa la specie di fungo Ophiocordyceps unilateralis. Questo organismo infetta individui adulti della formica arboricola Camponotus leonardi: le

Le specie parassite tendono a sfruttare al meglio le risorse fornitegli dagli ospiti e ad utilizzarle per la propria proliferazione, anche a scapito della sopravvivenza dell’individuo ospitante.

Sulle pagine della rivista The American Naturalist si parla di un caso estremo di parassitismo, che interessa la specie di fungo Ophiocordyceps unilateralis. Questo organismo infetta individui adulti della formica arboricola Camponotus leonardi: le spore del fungo si trovano sulle foglie che vengono consumate dagli insetti, penetrando così nel loro organismo. Una volta entrato, il fungo riesce a “controllare” le attività della formica, che viene indotta a posizionarsi, ancorandosi con le manbibole, sugli steli di piccoli alberi in crescita a circa 25 cm dal suolo. Solo in questa posizione, infatti, sono presenti le condizioni di temperatura e umidità ideali per la rapida e cospicua crescita del fungo, che avviene sul corpo morto della formica (come si può vedere da questo video). Il riposizionamento sperimentale del corpo della formica da questa posizione ottimale comporta, come verificato dallo studio, una minor crescita del corpo fungino e una limitata produzione di spore.

La manipolazione del comportamento dell’ospite in relazione alle esigenze del parassita è un bell’esempio di quello che R. Dawkins ha chiamato fenotipo esteso: “il comportamento di un animale tende a massimizzare la sopravvivenza dei geni di quel comportamento, indipendentemente dal fatto che i geni si trovino nel corpo di quell’animale particolare che ha quel comportamento”. In questo caso, ancora più strano, il comportamento è di un fungo…

Andrea Romano


Riferimenti:
Sandra B. Andersen, Sylvia Gerritsma Kalsum M. Yusah, David Mayntz, Nigel L. Hywel-Jones, Johan Billen, Jacobus J. Boomsma, David P. Hughes, The Life of a Dead Ant: The Expression of an Adaptive Extended Phenotype, American Naturalist 2009, 174: 424–433