L’orso vegetariano del Pleistocene

L’orso delle caverne, uno degli animali più iconici della preistoria, aveva una dieta interamente vegetariana. Lo dimostra un’analisi sugli isotopi dell’azoto effettuata su resti provenienti dalla Romania


Ursus spelaeus, l’orso delle caverne, è uno degli animali più iconici della preistoria. In grado di raggiungere dimensioni impressionanti, ce lo si potrebbe immaginare a cacciare grandi animali e l’occasionale umano sventurato. In realtà, le abitudini alimentari dell’orso delle caverne sono state oggetto di numerose analisi e congetture, con esiti alquanto diversi, dalle abitudini da carnivoro all’erbivoria completa, con un maggior consenso per quest’ultima. A fornire un ulteriore prova della dieta vegetariana di Ursus spelaeus ci pensa un recente studio pubblicato su Scientific Reports, grazie all’analisi degli isotopi dell’azoto nel collagene delle ossa di orsi delle caverne provenienti da tre grotte della Romania.

Ursus spelaeus è, generalmente, caratterizzato da dimensioni maggiori rispetto all’orso bruno, suo parente stretto. Le misure che poteva raggiungere sono notevoli, più di 3 metri di lunghezza e più 1,5 metri di altezza alla spalla, ma la variabilità all’interno di questa specie era molto ampia e sono anche stati rinvenuti esemplari di dimensioni simili agli orsi attuali. Quello che caratterizza l’orso speleo è, più della grandezza, la sua robustezza. Le sue ossa sono infatti molto più massicce e grosse di quelle dell’orso bruno.

L’orso delle caverne è uno degli animali più studiati del Pleistocene (la prima epoca del Quaternario, il periodo geologico in cui viviamo attualmente). L’abitudine di questo animale di utilizzare grotte e caverne per svernare ha portato, oltre che al suo nome, alla conservazione di grandi quantità di suoi reperti paleontologici. Non è raro che da un singolo scavo provengano migliaia di reperti determinabili come Ursus spelaeus, tanto che è stata coniata la definizione “grotta ad orso” per riferirsi a siti caratterizzati dalla grande presenza di questa specie. La straordinaria quantità di materiale di orso delle caverne ha reso possibile la grande quantità di ricerche di cui è stato oggetto nel corso degli anni.

Per questo studio sono stati analizzati reperti provenienti da tre grotte rumene, Măgura, Cioclovina e Răsuflătoarei. Il lavoro si è incentrato sull’analisi degli isotopi dell’azoto negli amminoacidi all’interno del collagene delle ossa, le cui proporzioni cambiano a seconda della dieta, di cui è quindi un buon indicatore. I dati sono poi stati confrontati con i valori di orsi delle caverne già pubblicati e provenienti da altri siti, oltre che con quelli di un cavallo e di un leone delle caverne.   

I risultati così ottenuti hanno messo in luce una dieta totalmente erbivora per gli orsi speleo della Romania, in linea con gli altri orsi delle caverne europei, un’abitudine alimentare che è continuata fino alla loro estinzione circa 25.000 anni fa. Ulteriori analisi isotopiche potrebbero portare a risultati più approfonditi sul tipo di piante che costituivano la dieta preferenziale do Ursus spelaeus, gettando ulteriore luce sulla vita di uno dei grandi dominatori dell’Europa glaciale.


Riferimenti:
Y.I. Naito et al. Heavy reliance on plants for Romanian cave bears evidenced by amino acid nitrogen isotope analysis. Sci Rep 10, 6612; doi: 10.1038/s41598-020-62990-0

Riferimenti immagine: Didier Descouens, [CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons