Playstocene, un gioco da tavolo per raccontare clima e biodiversità nel Pleistocene italiano

Playstocene

Una campagna di crowdfunding sostiene la produzione di Playstocene, un gioco da tavolo sviluppato all’Università di Firenze e dedicato agli ecosistemi del Pleistocene italiano

Nel Pleistocene italiano, alla fine di una glaciazione, il cambiamento di temperatura e piovosità modifica gli ambienti e mette alla prova le faune. Da questa idea nasce Playstocene, un gioco da tavolo pensato per raccontare in modo accessibile il rapporto tra cambiamenti climatici, biodiversità ed estinzioni.

Il progetto è al centro di una campagna di crowdfunding su Idea Ginger, nell’ambito di UniFi EXTRA+, l’iniziativa dell’Università di Firenze che sostiene progetti nati nell’ateneo attraverso il crowdfunding. Playstocene è stato sviluppato all’Università di Firenze da una squadra multidisciplinare che include paleontologi, paleoartisti, curatori museali, divulgatori scientifici ed esperti di giochi. Il prototipo è stato presentato anche a Play – Festival del Gioco. L’obiettivo della campagna è ora trasformarlo in un gioco prodotto e distribuito, completando le illustrazioni mancanti e proseguendo i test di gioco.

Fossili, clima e sopravvivenza

Playstocene si basa su fossili reali conservati nelle collezioni del Museo di Geologia e Paleontologia di Firenze, del Museo Paleontologico dell’Accademia Valdarnese del Poggio e di altre collezioni toscane. I contenuti del gioco integrano inoltre ricerche sul Pleistocene italiano condotte attraverso le competenze del Dipartimento di Scienze della Terra e del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Firenze.

Il gioco è pensato per 2-6 giocatori, dai 12 anni in su, con partite di circa 60-90 minuti. Ogni giocatore interpreta uno dei 12 animali del Pleistocene, tra cui la iena gigante Pachycrocuta brevirostris e l’elefante meridionale Mammuthus meridionalis, e deve cercare di raggiungere il proprio obiettivo in un ambiente che cambia di turno in turno.

Il tabellone è composto da 31 caselle e rappresenta quattro ambienti: giungla, foresta di conifere, steppa e foresta temperata. Le carte “Evento” modificano gli ambienti con il variare del clima; per esempio, una carta come “Disgelo” può trasformare la steppa in foresta temperata e favorire alcuni personaggi erbivori. Le carte “Adattamento”, invece, possono aiutare gli animali a sopravvivere o a interagire con gli altri personaggi. In questo modo la partita diventa anche un’occasione per riflettere su come le specie rispondono alle trasformazioni ambientali.

Su Pikaia abbiamo parlato spesso del rapporto tra cambiamenti climatici, ecosistemi del passato ed estinzioni: per esempio a proposito dell’estinzione dei mammut e del ruolo delle estinzioni della megafauna negli ecosistemi del Pleistocene in “Le estinzioni che modificano l’ambiente”.

Una campagna per produrre il gioco

Il progetto ha già sviluppato regolamento, grafica e un primo prototipo. I fondi raccolti serviranno a completare le illustrazioni, continuare i test di gioco e produrre le copie fisiche.

Una volta raggiunto il target di 10.000 euro, l’Università di Firenze raddoppierà la cifra raccolta. Il budget complessivo sarà destinato in parte al compenso dei paleoartisti e in parte alla produzione di 500 copie plastic free, il 10% delle quali sarà donato a biblioteche o altri enti pubblici.

La campagna è di tipo “tutto o niente” e resterà aperta fino al 5 luglio 2026. Se l’obiettivo sarà raggiunto, il team prevede di finalizzare il gioco e le illustrazioni dopo la chiusura della raccolta, inviare il progetto in produzione entro ottobre 2026 e arrivare alla distribuzione ai contributori nel 2027.

Per sostenere il progetto o leggere tutti i dettagli della campagna, si può consultare la pagina “Playstocene – il gioco da tavolo paleontologico!” su Idea Ginger.