Ricostruite le reti trofiche del Cambriano

Amiskwia, Anomalocaris, Odontogriphus, Opabinia e Wiwaxia sono solo alcuni degli animali estinti che, per la loro strutturazione corporea inconsueta, non hanno ancora una definita collocazione tassonomica. Questo è dovuto al fatto che probabilmente non sono includibli in nessun taxon, nemmeno in nessun phylum, in cui sono raggruppate tutte le specie attuali. Questi organismi, ricostruiti con grande abilità da Henry Whittington

Amiskwia, Anomalocaris, Odontogriphus, Opabinia e Wiwaxia sono solo alcuni degli animali estinti che, per la loro strutturazione corporea inconsueta, non hanno ancora una definita collocazione tassonomica. Questo è dovuto al fatto che probabilmente non sono includibli in nessun taxon, nemmeno in nessun phylum, in cui sono raggruppate tutte le specie attuali. Questi organismi, ricostruiti con grande abilità da Henry Whittington e dai suoi due allievi Simon Conway Morris e Derek Briggs, come illustrato magistralmente da Stephen Jay Gould in uno dei suoi capolavori (La vita meravigliosa. I fossili di Burgess e la natura della storia), costituiscono la cosiddetta fauna di Burgess, quella successiva all'”esplosione del Cambriano”. Altri fossili, collocati temporalmente sempre nel perido Cambriano e ben conservati, sono stati trovati anche nella località cinese di Chengjiang.

Nonostante gli animali di Burgess e Chengjiang fossero così morfologicamente differenti dalle specie attuali (anche se non tutti, in quanto sono state rinvenute numerose specie appartenenti a phylum ancora esistenti, come Pikaia gracilens, uno dei primi cordati), da un recente studio pubblicato su PLoS Biology emerge che l’organizzazione delle reti trofiche degli oceani del Cambriano non era poi così diversa da quella attuale. Questo è quanto afferma un gruppo di ricercatori guidato da Jennifer Dunne del Santa Fe Institute che ha eseguito una modellizzazione matematica delle relazioni che intercorrevano tra le diverse specie delle faune di Burgess e Chengjiang.

Le interazioni tra i diversi organismi erano molto complesse e intricate, mostrando molte similitudini con la situazione attuale: esistevano infatti specie carvivore, come Anomalocaris canadensis, una specie di grandi dimensioni che non ha lasciato discendenti, nel cui tratto intestinale sono stati rinvenuti numerosi resti di trilobiti ed altri artropodi, e cannibali, come il verme priapulide Ottoia prolifica, nonchè numerose specie onnivore. Sembra dunque che la complessità delle catene alimentari, anche se sono state evidenziate alcune piccole differenze tra le due faune analizzate, sia quindi comparsa con l’esplosione della vita pluricellulare sul nostro pianeta.

L’articolo “Compilation and network analyses of Cambrian food webs” è liberamente disponibile online.

Andrea Romano

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons