Sa Sa, Prova! Si sente lo sbadiglio? Perché le scimmie gelada emettono sbadigli udibili a grandi distanze

Le scimmie della specie Theropitecus gelada emettono sbadigli molto rumorosi e potenti, facendo partire una reazione a catena. Si sa, lo sbadiglio è contagioso. Luca Pedruzzi, Martina Francesconi, Elisabetta Palagi e Alban Lemasson hanno indagato i retroscena di questo fenomeno.

Un pomeriggio tra amici, la persona davanti a noi sbadiglia…ed ecco quell’irrefrenabile stimolo a fare lo stesso. Ebbene sì, chiunque ha sperimentato almeno una volta nella vita gli effetti di uno sbadiglio contagioso, ma succede solo a noi Homo Sapiens? Luca Pedruzzi, Martina Francesconi, Elisabetta Palagi e Alban Lemasson hanno studiato questo fenomeno in una colonia di Theropitecus gelada, specie di scimmie che vivono nel nord dell’Etiopia: sembrerebbe non sia solo questione di sonno.

La potenza degli sbadigli: udibili fino a 40 metri di distanza

Le scimmie della specie Theropitecus gelada vivono secondo strutture gerarchiche, seguendo un’organizzazione a più livelli. Il gruppo fondamentale su cui si basa questa organizzazione può essere composto da un unico maschio adulto in età riproduttiva, con le femmine, la prole ed eventualmente un altro esemplare maschio, oppure un gruppo tutto al maschile, in cui giovani adulti si riuniscono dopo essersi allontanati dall’unità in cui sono nati. Queste scimmie producono degli sbadigli che sembrano essere vere e proprie vocalizzazioni, udibili fino a 40 metri di distanza. Come per noi, inoltre, la vista di un compagno sbadigliare, porta gli altri animali a rispondere, ma perché tutto questo impegno per uno sbadiglio? La potenza e l’estensione dei suoni emessi in questo atto ha portato gli studiosi a pensare che basti solo il suono per stimolare gli altri esemplari.

Microfoni, casse e videocamere per catturare gli sbadigli migliori

I ricercatori hanno indagato il fenomeno sottoponendo una colonia di Theropitecus gelada nel NaturZoo di Rheine, in Germania a registrazioni di sbadigli e versi di esemplari maschi adulti e i risultati, pubblicati su Scientific Reports, hanno portato a ipotesi interessanti. L’esperimento è stato svolto tra i mesi di aprile e maggio 2023, dove la colonia ospitata dallo zoo era composta da un totale di 106 individui. La distribuzione non era uniforme, in quanto uno stagno divideva fisicamente gli animali in due gruppi, denominati rispettivamente G1 e G2, che potevano vedersi e sentirsi, ma non avere forme di contatto. I gruppi erano così composti: 2 unità con un unico esemplare maschio il primo, mentre 2 unità con un esemplare maschio e un’unità composta solo da scimmie di sesso maschile il secondo. 33 esemplari adulti (7 maschi e 26 femmine, 21 appartenenti al gruppo G1 e 12 al gruppo G2) sono stati sottoposti registrazioni di sbadigli o versi di individui appartenenti alla colonia stessa, registrati in condizioni di serenità e senza altri rumori o versi ad influenzare la reazione degli animali. Durante la riproduzione dei suoni, le 33 scimmie sono state filmate per analizzare le risposte ai diversi stimoli.

Non è una questione di sonno

È stato osservato come le registrazioni degli sbadigli abbiano indotto una maggior risposta sia nelle femmine che nei maschi, con un numero più elevato di reazioni analoghe, rispetto alle registrazioni contenenti semplicemente versi. È stato notato inoltre come l’appartenenza a un gruppo abbia influito sulla risposta degli altri membri del gruppo, stimolandoli a emettere un maggior numero di sbadigli, rispetto a un individuo esterno. La componente acustica può essere ricondotta quindi a una sorta di impronta digitale degli individui, rendendoli riconoscibili individualmente dagli altri compagni. L’esperienza ha messo in evidenza anche come le risposte allo stimolo sonoro siano avvenute in assenza di contatto visivo, suggerendo la funzione di interazione sociale degli sbadigli, probabilmente per far fronte alla necessità di mantenere i collegamenti in una società ben organizzata, anche quando un contatto visivo non è possibile.

Le scimmie della specie Theropitecus gelada, essendo organizzate in società complesse, vivendo in ambienti vasti e dove non è sempre facile vedersi, hanno sviluppato una modalità di comunicare peculiare. Lo sbadiglio contagioso quindi non è una questione di sonno, ma uno strumento di riconoscimento sociale, con un ruolo nella comunicazione e coordinazione anche a distanza.

Riferimenti:
Luca Pedruzzi, Martina Francesconi, Elisabetta Palagi, Alban Lemasson “The sound of yawns makes geladas yawns” Proceedings of Scientific Reports, 07 January 2024 doi: 10.1038/s41598-023-49797-5

Immagine: sbadiglio di un gelada allo NaturZoo Rheine, foto di: M. Francesconi, dalla pubblicazione