Scomparsa dei grandi erbivori e modifiche degli ecosistemi

Un tempo le terre del Nord America erano occupate da erbivori di grandi dimensioni, quali mammuth, mastodonti, cavalli, cammelli, bradipi terricoli e castori giganti. In concomitanza con la loro scomparsa sono avvenuti importanti cambiamenti a livello ambientale: ma furono le modificazioni dell’ambiente a favorire l’estinzione dei grandi erbivori oppure, al contrario, in seguito alla scomparsa di questi animali gli ecosistemi

Un tempo le terre del Nord America erano occupate da erbivori di grandi dimensioni, quali mammuth, mastodonti, cavalli, cammelli, bradipi terricoli e castori giganti. In concomitanza con la loro scomparsa sono avvenuti importanti cambiamenti a livello ambientale: ma furono le modificazioni dell’ambiente a favorire l’estinzione dei grandi erbivori oppure, al contrario, in seguito alla scomparsa di questi animali gli ecosistemi si modificarono considerevolmente? Uno studio condotto dal Dr. John W. Williams della University of Wisconsin-Madison ha provato a rispondere a questo interrogativo.

Le probabili cause dell’estinzione di massa,  che i numerosi carotaggi effettuati collocano in un periodo compreso tra 14800 e 13700 anni fa, non sono ancora  state delineate, tuttavia le tempistiche con cui tale fenomeno è occorso appaiono in contrasto con l’ipotesi di un evento catastrofico quale la caduta di un meteorite, che era stata avanzata di recente. L’ipotesi della scomparsa graduale in relazione ai cambiamenti ambientali risulta quindi la più accreditata: la risposta alla domanda precedente sembrerebbe, dunque, quasi scontata.

A quanto pare, invece, non è così, dato che questo nuovo lavoro, pubblicato su Science, ha mostrato come l’ecosistema si sia modificato in seguito all’estinzione dei grandi erbivori, e non il contrario. Analizzando resti fossili di carbone, polline e spore fungine è stato, infatti, possibile delineare un quadro abbastanza preciso della situazione: in assenza dei grandi erbivori che ne regolavano densità e abbondanza, alcune piante arboree poterono inziare a diffondersi velocemente. Frassino, olmo e altre piante estremamente resistenti iniziarono a colonizzare le terre nordamericane, precedentemente occupate quasi esclusivamente da conifere, solo in seguito alla somparsa di questi mammiferi. Secondo i ricercatori, senza la grande estinzione di quel periodo un tale cambiamento non sarebbe stato possibile.
 
Ma cosa estinse allora i grandi erbivori? Questo e molti altri interrogativi restano tuttavia ancora aperti per gli studiosi, anche se l’ombra del sospetto cade ancora una volta sulla specie che da poche migliaia di anni si considera padrona del mondo.

Federico Ossi


Riferimenti
Christopher Johnson,  Megafaunal Decline and Fall,  Science 20 November 2009: 1072-1073.

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