Superpoliploidia

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I batteri del genere Epulopiscium, che vivono in simbiosi con i pesci chirurgo (Famiglia Acanthuridae), sono noti nel mondo scientifico per le loro “imponenti” dimensioni: possono infatti raggiungere la lunghezza, record per un organismo procariote, di 0,6 millimetri ed un volume pari a milione di volte quello del famoso “batterio da laboratorio” Escherichia coli. Da un nuovo studio, cui è

I batteri del genere Epulopiscium, che vivono in simbiosi con i pesci chirurgo (Famiglia Acanthuridae), sono noti nel mondo scientifico per le loro “imponenti” dimensioni: possono infatti raggiungere la lunghezza, record per un organismo procariote, di 0,6 millimetri ed un volume pari a milione di volte quello del famoso “batterio da laboratorio” Escherichia coli. Da un nuovo studio, cui è stata dedicata la copertina della rivista PNAS, questi batteri saranno ricordati anche per il numero di copie di DNA che contengono.

In generale, i batteri sono organismi aploidi, tranne durante il processo di  scissione binaria in cui si verifica la duplicazione del cromosoma, ma esistono casi documentati di specie batteriche che presentavano numerose copie del proprio genoma. Una recente analisi, condotta da un gruppo di ricercatori della Cornell University di Ithaca, New York, ha evidenziato che in alcuni batteri del genere Epulopiscium sono presenti non due, nè cinque, nè cento copie di DNA, bensì decine di miglaia. In alcuni casi questi batteri possono contenere fino a 120.000 copie dei medesimi geni! Si pensi che il contenuto nucleotidico di queste cellule può raggiungere il peso di 250 picogrammi, un’enormità se confrontate ai soli 6 picogrammi del DNA di quelle umane.

Sarebbe proprio l’elevato contenuto di DNA ripetuto, sostengono i ricercatori, una delle principali cause delle straordinarie dimensioni raggiunte da questo procariota, che ha consentito l’acquisizione di alcuni vantaggi tipici delle cellule eucariotiche.

Andrea Romano

Fonte dell’immagine: MicrobeWiki