Biodiversità, il futuro secondo NBFC: l’8 aprile a Roma l’evento One Health, One Future

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Risultati scientifici, innovazione digitale, formazione e cooperazione internazionale al centro dell’incontro promosso dal National Biodiversity Future Center l’8 aprile a Roma

A tre anni dalla sua nascita, il National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità finanziato dal PNRR-Next Generation EU, mercoledì 8 aprile a partire dalle ore 9.30, nella sede del CNR a Roma, organizza un evento aperto al pubblico per fare il punto sui risultati raggiunti, sulle ricerche sviluppate e sugli impatti generati. Durante l’incontro, dal titolo emblematico One Health, One Future, saranno illustrati i risultati conseguiti in questi tre anni e, soprattutto, saranno delineate le prospettive future della biodiversità e il ruolo strategico che NBFC è chiamato a svolgere nel sistema della ricerca e dell’innovazione.

I lavori si apriranno con gli interventi del presidente del CNR Andrea Lenzi e della dott.ssa Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea Capitolina in rappresentanza del sindaco di Roma. Il presidente Luigi Fiorentino e il direttore generale Riccardo Coratella ripercorreranno le tappe dell’evoluzione del Centro mettendo in evidenza le prospettive future: dal rafforzamento delle reti di ricerca alla capacità di generare innovazione e produrre impatti concreti sui territori.

In questo contesto, il percorso di NBFC – avviato grazie al PNRR – si inserisce tra gli investimenti strategici che riconoscono la perdita di biodiversità come una delle principali sfide del nostro tempo. In parallelo, tali investimenti evidenziano come ricerca e innovazione rappresentino leve fondamentali per la crescita del Paese e per il consolidamento di ecosistemi avanzati e competitivi a livello internazionale. Questa vocazione si traduce in una rete ampia e strutturata: con un finanziamento di 328 milioni di euro, NBFC ha coinvolto migliaia di scienziate e scienziati – di cui 1.154 reclutati a tempo determinato (651 donne e 503 uomini) – e riunisce 50 partner, tra cui 35 università, 7 enti pubblici di ricerca e 8 aziende private. NBFC non è solo un centro per scienziati, ma anche un hub per innovatori e imprenditori, dove la biodiversità diventa un volano concreto per lo sviluppo delle imprese con crescita sostenibile.

«Il National Biodiversity Future Center è uno dei risultati più significativi degli investimenti avviati con il PNRR e sostenuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che hanno rafforzato in modo concreto il sistema della ricerca italiana», afferma Andrea Lenzi. «La biodiversità è una priorità strategica, al centro dell’approccio One Health, e richiede una visione integrata tra scienza, politiche pubbliche e sviluppo sostenibile. La sfida ora è consolidare questo percorso, rendendo strutturali le competenze e le infrastrutture create, per rafforzare il ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo nella tutela degli ecosistemi».

Con la serie “La biodiversità al centro”, Pikaia ha raccontato temi, progetti e protagonisti del National Biodiversity Future Center attraverso le voci dei suoi ricercatori e delle sue ricercatrici.

«La biodiversità rappresenta una componente centrale del benessere comunesottolinea Luigi Fiorentino «incide sulla salute, sull’economia e sulla resilienza dei territori. Investire nella sua tutela significa investire nel futuro delle comunità. Il PNRR ha rappresentato l’innesco della nascita di NBFC, ma non definisce il suo orizzonte. NBFC non è un progetto a termine: interrompere ora il percorso significherebbe disperdere la rete di competenze costruita in questi anni. Il Centro vuole evolversi in un’infrastruttura permanente, capace di attrarre nuovi talenti e diventare uno strumento strategico stabile per l’Italia e per la comunità scientifica internazionale».

Approccio One Health e innovazione sociale

L’impegno di NBFC trova la sua massima espressione nell’approccio One Health, ufficialmente adottato dall’OMS nel 2017.  Nel suo incontro, il saggista e psicoanalista Vittorio Lingiardi proporrà al pubblico una visione integrata del benessere, sottolineando come la salute umana sia inseparabile da quella dell’ambiente e degli altri esseri viventi. All’innovazione, al benessere e ai cittadini sarà dedicato il discorso di Alberto Di Minin, direttore innovazione NBFC, che insieme agli spoke leader Hellas Cena dell’Università di Pavia e Francesco Frati dell’Università di Siena, approfondirà come la ricerca sulla biodiversità possa tradursi in soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita, promuovere uno sviluppo sostenibile e generale valore economico.

Ricerca e innovazione digitale

Il National Biodiversity Future Center, nato con l’obiettivo di conservare, ripristinare, monitorare e valorizzare la biodiversità italiana e mediterranea, ha realizzato progetti innovativi come il Biodiversity Gateway, piattaforma fisica e digitale che raccoglie e rende disponibili i dati scientifici prodotti dai ricercatori. Al suo interno trovano spazio il Geoportale del Mare, il Catalogo delle Molecole Bioattive e il Catalogo delle Nature-Based Solutions, strumenti che permettono di osservare, studiare e sviluppare soluzioni basate sulla natura per affrontare sfide ambientali e climatiche. Grazie al Biodiversity Gateway, i dati scientifici diventano accessibili anche ai cittadini, alle scuole e agli operatori del settore, favorendo attività di Citizen Science e contribuendo a portare la biodiversità nella vita quotidiana delle persone. La piattaforma è non solo uno strumento per la ricerca avanzata, ma anche un hub educativo e partecipativo, dove la conoscenza scientifica si trasforma in azione concreta sul territorio. I bandi a cascata attivati dal Centro hanno finanziato 80 progetti in diverse aree terrestre e marittime protette in tutta Italia, trasformando la conoscenza scientifica in impatti concreti sulle comunità e sugli ecosistemi.

Ma la biodiversità non può essere difesa solo da scienziati e scienziate: è una responsabilità che riguarda tutti. Per questo NBFC ha investito e investirà nella divulgazione scientifica e nella partecipazione pubblica, con mostre, attività nelle scuole, incontri con i cittadini, produzione di libri, fumetti e strumenti educativi. In questa direzione si inserisce anche il lavoro di digitalizzazione degli erbari custoditi nei musei scientifici italiani, che rende accessibile a tutti un patrimonio botanico prezioso.

Formazione e capitale umano

Un altro pilastro del Centro è la formazione delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori. NBFC ha promosso il primo dottorato di interesse nazionale sulla biodiversità e sta progettando un dottorato internazionale di ricerca applicata, rivolto a 100 studenti provenienti da tutto il mondo. A questo si affiancano master, scuole stagionali e percorsi interdisciplinari dedicati alla sostenibilità e alla salute globale, rafforzando il ruolo del Centro come hub di innovazione e sviluppo del capitale umano. Oltre la metà del PIL globale dipende in modo moderato o elevato dai servizi ecosistemici, e la formazione di professionisti qualificati è fondamentale per generare green jobs, cioè nuove professionalità orientate alla tutela ambientale, alla transizione ecologica e alla resilienza dei sistemi produttivi.

Cooperazione internazionale

È evidente come la biodiversità rappresenti una sfida globale che richiede cooperazione internazionale. Gli impegni europei – dalla protezione di almeno il 30% di territori e mari entro il 2030 agli obiettivi di ripristino degli ecosistemi degradati – richiedono metodologie condivise e strumenti per misurare gli impatti. NBFC svolge un ruolo strategico come infrastruttura scientifica nazionale. Per questo il Centro ha avviato accordi e collaborazioni scientifiche con importanti istituzioni mondiali, dall’Accademia delle Scienze della Cina all’IMT di Boston, fino a enti di ricerca in Canada. Queste collaborazioni permettono di lavorare su temi altamente strategici, sviluppare progetti congiunti, armonizzare approcci scientifici, accedere a competenze, metodologie e infrastrutture di ricerca di eccellenza, e condividere dati ed esperienze su scala continentale. NBFC non è solo un hub nazionale, ma anche un polo internazionale di ricerca e innovazione, capace di rafforzare la leadership italiana nel campo della biodiversità e di contribuire a soluzioni globali per la tutela degli ecosistemi.

A chiudere l’incontro saranno le testimonianze di giovani ricercatrici, che rappresentano il 55% della massa critica NBFC under 30, confermando la centralità del capitale umano nella costruzione del futuro del Centro, sottolineando come NBFC sia non solo un luogo di ricerca avanzata, ma anche un laboratorio di opportunità per le nuove generazioni.

L’evento è aperto al pubblico previa registrazione https://form.jotform.com/260632321706348

Fonte: comunicato stampa