BirdNET: nato per gli uccelli, oggi ascolta anche le voci dei lemuri
Nato per riconoscere i canti degli uccelli, BirdNET è stato riaddestrato sui richiami di indri e vari bianconeri, offrendo uno strumento accessibile per il monitoraggio acustico dei lemuri
Tra gli alberi della foresta pluviale di Maromizaha, in Madagascar, riecheggiano versi difficili da attribuire a chi li emette. Tra le fitte fronde vivono diverse specie, tra cui due lemuri in grave pericolo di estinzione: l’indri (Indri indri) e il vari bianconero (Varecia variegata). Per monitorarne la presenza e supportare future azioni di tutela, i ricercatori dell’Università di Torino hanno sviluppato un approccio innovativo, pubblicato su Integrative Zoology
In una folta foresta, è necessario farsi sentire
Entrambe le specie producono vocalizzazioni potenti e udibili a lunga distanza, un adattamento essenziale nelle complesse condizioni acustiche della foresta pluviale. Tuttavia, differiscono per comportamento vocale e organizzazione sociale: questo le rende modelli ideali per testare strumenti automatizzati di monitoraggio acustico. Il vari bianconero possiede un repertorio ricco, con cori di ruggiti e stridii emessi soprattutto all’alba e al tramonto, con funzioni territoriali e di coordinamento. L’indri, invece, è noto per i suoi canti complessi e coordinati tra maschi e femmine, centrali nella comunicazione sociale.
Una combinazione di strumenti per l’analisi dei richiami
Per studiarli, i ricercatori hanno combinato il monitoraggio acustico passivo (PAM) con BirdNET, uno strumento open source basato su reti neurali e sviluppato originariamente per riconoscere le vocalizzazioni degli uccelli. Il PAM consente di raccogliere dati senza disturbare gli animali, ma genera enormi quantità di informazioni difficili da analizzare manualmente. BirdNET, invece, rappresenta una soluzione accessibile anche in contesti con risorse limitate. I ricercatori hanno raccolto 55.091 registrazioni tra il 2020 e il 2023. Da questo materiale, dopo l’annotazione manuale, hanno selezionato campioni di alta qualità e li hanno usati per riaddestrare BirdNET al riconoscimento dei richiami dei lemuri.
Un prezioso aiuto per il monitoraggio senza disturbo
I risultati sono promettenti: BirdNET ha eguagliato o superato modelli sviluppati ad hoc, con prestazioni leggermente inferiori solo per i vari bianconero, probabilmente per la maggiore complessità dei loro richiami. Nel complesso, è il primo studio che utilizza un unico modello per rilevare due specie di primati con vocalizzazioni molto diverse, dimostrando un approccio efficace ed economico.
Le registrazioni hanno inoltre permesso di analizzare nel dettaglio le fasce orarie di vocalizzazione. L’indri mostra un’attività strettamente diurna, con canti che iniziano 2–4 ore dopo l’alba e raggiungono un picco marcato tra le 8:00 e le 9:00, per segnalare il territorio ed evitare conflitti. Il vari bianconero, invece, presenta un’attività più irregolare durante il giorno: pur con un’intensità maggiore al mattino, mantiene vocalizzazioni moderate nelle ore diurne e un secondo picco nel tardo pomeriggio, mostrando una maggiore flessibilità in risposta a fattori ambientali e sociali. Anche a livello stagionale emergono differenze: l’indri vocalizza di più nella stagione calda (ottobre–marzo), in coincidenza con la riproduzione, mentre il vari bianconero non mostra una stagionalità marcata, suggerendo che il loro comportamento sia influenzato soprattutto da dinamiche sociali e pressione predatoria.
Lo studio dimostra che BirdNET può essere riadattato con successo al monitoraggio dei primati. I richiami che attraversano la foresta restano fondamentali per la comunicazione tra individui e tra specie, ma diventano anche segnali preziosi per comprendere e proteggere la biodiversità.
Riferimenti:
Valeria Ferrario et al., “BirdNET: Automated Detection for Monitoring Critically Endangered Lemurs from the Maromizaha Forest”, Integrative Zoology, 2026. doi: 10.1111/1749-4877.70094
In apertura: foto di Mathias Appel, “Black-and-White Ruffed Lemur” Public Domain Dedication (CC0)

Sono laureata in Scienze biologiche presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Ho iniziato raccontando la natura ai ragazzi in un parco vicino casa e ho frequentato il Master Fauna e HD, per specializzarmi nella comunicazione ambientale.

