Che cosa mangiavano i super-predatori del Cambriano?

Grazie a tecniche di modellazione 3-D un gruppo di paleontologi dell’università di Bristol ha ricostruito la dieta dei radiododonti, un gruppo di intervetebrati di cui faceva parte anche il famoso Anomalocaris. Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B

I radiodonti sono un gruppo di organismi apparsi nel Cambriano, circa 521 milioni di anni fa, e strettamente imparentati con i moderni artropodi. Sono i primi grandi predatori mai apparsi sulla Terra: avevano occhi composti complessi, un corpo idrodinamico con una serie di strutture simili a pinne (denominate flap), e di un paio di robuste appendici poste frontalmente per afferrare e trattenere le prede. Il loro rappresentante più famoso è il temibile Anomalocaris, reso celebre al pubblico nel libro di Stephen Gould dedicato alla fauna del sito fossilifero di Burgess Shale Wonderful Life: The Burgess Shale and the Nature of History. Sono proprio i radiodonti di Burgess i protagonisti di un nuovo studio studio condotto dall’università di Bristol e pubblicato su Proceedings of The Royal Society B.

Radiazione adattativa
Ricordate i “fringuelli” delle Galapagos? Diffondendosi nell’arcipelago si sono differenziati in specie diverse, con un becco adatto a una dieta specializzata. La varietà di appendici frontali nelle varie specie di radiodonti suggeriva la presenza di una radiazione adattativa simile, avvenuta già nelle prime fasi della loro evoluzione. Anche qui, le diverse specie occupavano differenti nicchie ecologiche catturando differenti tipi di prede. Per ricostruire le proprietà di queste appendici sono state ricostruite con un software di modellazione 3-D, in modo da capire come funzionassero. Questo è stato possibile grazie alla straordinaria conservazione dei fossili di Burgess: grazie al sedimento circostante, sono appiattiti lungo solo una singola direzione, prevenendo distorsioni laterali. In altre parole, un oggetto sferico sottoposto alle stesse condizioni verrebbe preservato come un cerchio con lo stesso diametro. Le appendici, quindi, sono state conservate in differenti direzioni mantenendo comunque la forma originale: delle vere e proprie proiezioni ortogonali di organismi del passato con cui è possibile ricostruire la loro morfologia tridimensionale.

Dieta specializzata
Lo studio ha mostrato come le differenti appendici dei radiodonti potessero essere utilizzate per catturare differenti tipi di predeAnomalocaris era specializzato nella cattura di abili nuotatori di medie/grandi dimensioni, mentre altre specie, come Peytoia e Hurdia, nella cattura di prede che vivevano più in relazione con il fondo, come per esempio trilobiti.

La divisione delle varie prede nelle varie specie di radiodonti. Immagine: dalla pubblicazione


Lo studio suggerisce anche che Cambroraster falcatus, il cui nome proviene dalla famosa navicella di Star Wars, potesse essere, similmente ad altri radiodonti come Tamisiocaris o Aegirocassis, un organismo filtratore. In precedenza era stato ipotizzato invece che si nutrisse setacciando il sedimento. 

Tutti i radiodonti sono risultati privi di appendici accessorie e di strutture per manipolare le prede una volta catturate. Le loro capacità masticatorie erano quindi limitate: inghiottivano le prede intere, che poi erano triturate nella faringe. Queste caratteristiche probabilmente limitavano la quantità di energia che guadagnavano dai pasti, e potrebbero spiegare la loro successiva scomparsa e sostituzione da parte di altri organismi, tra i quali i moderni artropodi, i cefalopodi ed i vertebrati gnatostomi, molto più attrezzati per fare a pezzi e digerire le loro prede.

Per il dottor Giacinto de Vivo, paleontologo e primo autore della ricerca:

 “Il Cambriano è stato un dei periodo più complessi ed affascinanti della storia della vita sulla terra. Questo studio ci ha permesso di ricostruire parte del suo complesso ecosistema, partendo dai suoi predatori ed identificandone le varie nicchie ecologiche. L’utilizzo di strumenti per la modellazione e l’animazione digitale, di accesso gratuito, ci ha permesso di perfezionare e continuare il nostro lavoro anche in piena pandemia.”


Riferimenti
De Vivo G, Lautenschlager S, Vinther J. 2021 Three-dimensional modelling, disparity and ecology of the first Cambrian apex predators. Proc. R. Soc. B 288: 20211176. https://doi.org/10.1098/rspb.2021.1176

 

Immagine in apertura: ricostruzione artistica del radiodonte Peytoia