Dal
4 al 6 settembre 2026 il Monte Bondone ospita la quinta edizione di
Coesistenza Festival, dedicata al rapporto fra persone, animali selvatici e territori. Il campo base della manifestazione sarà alle ex caserme austroungariche delle Viote, mentre parte delle attività si svolgerà nel vicino Giardino botanico alpino del MUSE e lungo i sentieri dell’area.
Il programma riunisce ricercatori, naturalisti, allevatori, associazioni, parchi e divulgatori per affrontare questioni che riguardano direttamente la presenza della fauna nei paesaggi italiani: l’espansione di alcune specie, la gestione degli ungulati e delle specie aliene invasive, il ritorno dei grandi carnivori, il ruolo delle aree protette e la percezione pubblica del selvatico.
Venerdì 4 settembre: fauna in movimento e gestione del territorio
Dopo l’apertura del festival, alle 14, il primo pomeriggio sarà dedicato al Monte Bondone e alla sua rete di riserve. Alle 15
Valerio Donini del Parco nazionale dello Stelvio interverrà in
Fauna in movimento, la ricerca di nuovi equilibri, incontro sulle dinamiche che favoriscono l’espansione delle specie, sui loro impatti e sugli strumenti di gestione.
Seguiranno
Andrea Monaco di ISPRA, con un approfondimento sui cinghiali fra boschi, campagne e città, e
Piero Genovesi di ISPRA, che discuterà delle specie aliene invasive e delle scelte necessarie per proteggere gli ecosistemi. Alle 18 Francesco Rovero del MUSE e Claudio Groff proporranno un viaggio
dalle Alpi alla Mongolia, fra ricerca, immagini e conservazione della fauna selvatica.
La sera sarà proiettato
The Ghost of the Mountains, documentario dedicato a una spedizione di ricerca sul leopardo delle nevi nel Parco nazionale di Silkhem, in Mongolia, e al rapporto fra tutela della specie, pastori e uso delle risorse del parco.
Sabato 5 settembre: lupi, orsi e comunità locali
Sabato si apre con
Alba Selvatica e con il Trekking Selvatico guidato da
Franco Michieli, una lunga escursione sulle Tre Cime del Bondone. La giornata propone poi un fitto programma di incontri: Marco Galaverni del WWF parlerà di lupo e politiche di conservazione; Valeria Barbi e Serena Frau dell’associazione Salviamo l’Orso racconteranno l’esperienza di tutela dell’orso marsicano; Nicola Bressi, del Museo civico di storia naturale di Trieste, accompagnerà il pubblico alla scoperta degli animali che vivono vicino a noi.
Particolarmente rilevante è l’incontro
Vivere accanto ai lupi, con l’allevatore Nicola Lucchesa e l’allevatrice Stefania Lusuardi: un punto di vista necessario per discutere la presenza del predatore non in astratto, ma attraverso il lavoro e le pratiche quotidiane di chi abita questi territori. Il tema proseguirà con Hubert Potočnik dell’Università di Lubiana, che presenterà il caso sloveno e la sua lunga esperienza di convivenza con l’orso.
L’espansione del lupo e la sua vicinanza a paesi e aree urbanizzate richiedono informazioni accurate sul comportamento della specie.
Un recente studio raccontato da Pikaia analizza proprio le diverse risposte dei lupi ai segnali umani nei paesaggi più antropizzati.
La giornata si chiuderà con il documentario
Lupi in città, dedicato alla convivenza fra persone e lupi in Europa, e con una passeggiata serale fra scienza, teatro e osservazione delle stelle.
Domenica 6 settembre: citizen science e paesaggi antichi
Domenica sono previsti una nuova Alba Selvatica e l’escursione
A spasso con la Rete, organizzata dalla Rete di Riserve Bondone e dalla Commissione TAM della SAT. Andrea Sforzi di Citizen Science Italia condurrà poi il laboratorio
I mille volti della Citizen Science, dedicato alle molte forme della partecipazione dei cittadini alla ricerca.
L’incontro offrirà lo spunto per parlare di osservazione, riconoscimento delle specie e raccolta di dati: pratiche che possono contribuire concretamente alla conoscenza della biodiversità, come dimostra anche
il progetto RI-CONOSCERE dell’Università di Pisa.
Con
Nicola Nannini del MUSE, l’appuntamento
Paesaggi e animali antichi riporterà il pubblico alle Alpi di decine di migliaia di anni fa, per interrogarsi sugli animali con cui neandertaliani e sapiens hanno condiviso il territorio. Nella stessa giornata saranno affrontati anche il ruolo delle università nello studio dei conflitti ambientali, l’architettura al servizio della natura e il rapporto fra montagna, frequentazione e tutela.
Durante il festival saranno visitabili le mostre
Terre da orsi,
Vittime collaterali,
Intrecci e la mostra fotografica
Lo sguardo dell’altro di Bruno D’Amicis.
Molte attività richiedono la prenotazione; le iscrizioni sono aperte fino a
martedì 1 settembre, salvo esaurimento dei posti. Per maggiori informazioni e per consultare il programma completo:
Coesistenza Festival 2026.
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