“Evoluzione: storie al femminile”, alla scoperta delle donne nella preistoria e nella scienza

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Il quarto quaderno di Maria Luana Belli e Cristiana Luzi prosegue il percorso divulgativo sull’evoluzione umana, questa volta mettendo al centro le donne del passato e quelle che hanno contribuito a ricostruire la storia della vita

Titolo: Evoluzione: storie al femminile
Autrici: Maria Luana Belli, Cristiana Luzi
Disegni: Maria Luana Belli
Pagine: 293

Raccontare l’evoluzione umana significa parlare di fossili, tempi profondi, specie estinte, migrazioni, adattamenti, cervelli, strumenti e culture. Significa anche chiedersi chi abbia costruito questo racconto, con quali domande e da quale punto di vista. È da qui che parte Evoluzione: storie al femminile, quarto quaderno di Maria Luana Belli e Cristiana Luzi: un percorso divulgativo che affianca alla storia naturale della nostra specie una riflessione sul ruolo delle donne nella preistoria e nella costruzione delle conoscenze scientifiche.

Il libro prosegue una serie che Pikaia ha seguito fin dall’inizio. Nel 2022 avevamo recensito Evoluzione umana: alla scoperta! Quaderno di caccia. Vol. 1: Lazio, sottolineandone il valore come libro di antropologia pensato per ragazze e ragazzi e costruito “sul campo”, tra musei, reperti e siti dell’evoluzione umana. L’anno successivo Pikaia aveva raccontato anche il secondo quaderno, Evoluzione: Continua la scoperta!, dedicato all’Umbria; nel 2025 è poi arrivato il terzo volume, Evoluzione: Ancora alla scoperta!, ambientato tra Abruzzo e Molise. Questo quarto quaderno, che Pikaia patrocina come aveva già fatto con il precedente, non abbandona l’evoluzione umana: la rilegge chiedendosi quale posto abbiano avuto le donne nel passato e nella sua interpretazione.

Le autrici lo dichiarano fin dalla prefazione: continuando il loro percorso sull’evoluzione umana, è sembrato loro «opportuno, anzi doveroso, dare spazio alla componente femminile». La struttura resta quella dei quaderni precedenti. A guidare il lettore sono Violetta tredicenne curiosa e intraprendente, e sua cugina Rita, dottoranda in paleoantropologia: attraverso il loro dialogo, le autrici alternano spiegazione, narrazione e commento. La scelta è dichiaratamente didattica: il volume è pensato per accompagnare lettrici e lettori giovani in un percorso guidato, ma si presta anche alla lettura condivisa e al lavoro in classe.

La prima parte ha il passo del quaderno introduttivo. Si parte dalle ere geologiche, dall’origine della vita e dalla comparsa dei principali gruppi di organismi, per arrivare alla nostra classificazione tra i primati e poi alla storia degli ominini. Sahelanthropus, Orrorin, Ardipithecus, Australopithecus, Paranthropus e Homo entrano nel racconto come tappe di un quadro più ampio: quello di un’evoluzione non lineare, fatta di ramificazioni, estinzioni, convivenze e continue revisioni.

Come i precedenti, anche questo libro insiste sul ruolo dei musei, dei reperti, delle copie fossili, delle tecniche di analisi, delle ricostruzioni e delle ipotesi. I disegni di Maria Luana Belli accompagnano il lettore nei passaggi più tecnici, aiutando a seguire classificazioni, linee evolutive e concetti che rischierebbero altrimenti di restare astratti.

La prospettiva “al femminile” emerge con maggiore evidenza nella seconda metà del volume. Le autrici mostrano quanto sia difficile interpretare quel passato senza proiettarvi sopra le categorie del presente. Parlare delle donne preistoriche significa muoversi tra indizi frammentari: resti scheletrici, sepolture, impronte, strumenti, confronti con altri primati e studi antropologici sulle società di cacciatori-raccoglitori. Il libro invita così a diffidare sia delle immagini tradizionali, in cui gli uomini cacciano e le donne restano ai margini, sia delle ricostruzioni opposte, quando diventano troppo sicure di sé.

Accanto alle donne della preistoria compaiono le donne che hanno contribuito a studiare la storia della vita e dell’umanità. Mary Anning, Mary Leakey, Meave Leakey, Rosalind Franklin e Margaret Mead sono alcune delle figure trattate dal quaderno. Il libro le presenta come studiose, esploratrici, ricercatrici e pensatrici che hanno modificato il modo di osservare fossili, primati, società umane, sviluppo e apprendimento.

È un tema che i lettori di Pikaia conoscono anche attraverso la rubrica L’evoluzione non ha genere, curata da Carmen Troiano, nata per riconoscere il ruolo delle donne nella biologia evoluzionistica e riportare alla luce figure spesso rimaste ai margini della narrazione scientifica. Il quaderno di Belli e Luzi si colloca idealmente nello stesso orizzonte: amplia il racconto dell’evoluzione chiedendosi chi abbia osservato, studiato e raccontato la storia della vita, e con quali categorie.

Per ampiezza e varietà dei temi, Evoluzione: storie al femminile può essere letto in più modi. È una narrazione divulgativa, ma anche un quaderno da consultare, riprendere e usare come punto di partenza per lezioni, discussioni e approfondimenti. Paleoantropologia, storia della scienza, neuroscienze e ruoli di genere non restano capitoli separati: nel percorso costruito da Belli e Luzi diventano parti di una stessa domanda, che riguarda il modo in cui abbiamo raccontato l’evoluzione umana e il posto che le donne hanno avuto, e hanno ancora, in questa storia.

Nelle conclusioni il libro chiude il ragionamento con una cautela necessaria: rimettere in discussione le interpretazioni maschiliste del passato non significa proiettare sulla preistoria le categorie del presente. Il lavoro più interessante, semmai, è imparare a fare domande meno viziate dai nostri automatismi.

Per questo il quaderno tiene insieme divulgazione e riflessione critica. Introduce molti temi fondamentali dell’evoluzione umana a giovani lettori e lettrici, e mostra che la scienza non è separata dalla società che la produce. Chiedersi dove fossero le donne nella preistoria, nei musei, negli scavi, nei laboratori e nei libri di scuola è un modo per rendere più completa la storia che raccontiamo su noi stessi.