Il primo Leviatano: identikit del più grande ittiosauro scoperto (finora)

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Un nuova specie di Ittiosauro è stata scoperto in Nevada. Nominato Cymbospondylus youngorum, era lungo ben 17 metri, ed è stato probabilmente il più grande animale del suo tempo, oltre a essere forse il primo animale veramente gigante della Terra

Un nuovo gigante preistorico è emerso dalla località di Fossil Hill, in Nevada. Si tratta di un Ittiosauro, un rettile marino estremamente adattato alla vita marina, di dimensioni sorprendenti: 17 metri di lunghezza. Nominato Cymbospondylus youngorum, la specie risale al Triassico medio, circa 246 milioni di anni fa, ed era probabilmente l’animale più grande del pianeta in quel periodo; di certo è il più grande finora scoperto. Ciò che è veramente sorprendente è che questo gigante è comparso solo 3 milioni di anni dopo i primi Ittiosauri, un tempo veramente breve per raggiungere dimensioni simili. La scoperta, e i risultati delle ricerche associate, sono stati pubblicati sulla rivista Science in questo articolo.

Gli Ittiosauri sono stati un grande ordine di rettili marini comparsi durante il Triassico, circa 249 milioni di anni fa, e hanno abitato i mari con grande successo fino a poco più di 90 milioni di anni fa. Si sono estinti infatti una trentina di milioni di anni prima dei Dinosauri.

Tra i vari rettili marini che popolavano gli oceani del Mesozoico, gli ittiosauri erano i più adattati alla vita acquatica, come si può intuire guardando i loro corpi così simili a quelli di pesci o di odierni cetacei: tra i loro aspetti più caratteristici ci sono gli occhi enormi e il fatto di partorire piccoli vivi (degli Ittiosauri Pikaia ne ha già parlato anche qua, qua, qua e qua).

Recuperato dalle Montagne Augusta, in Nevada, nel contesto geologico di Fossil Hill, Cymbospondylus youngorum, con i suoi 17 metri di lunghezza, è probabilmente non solo l’animale più grande del suo periodo, in acqua o in terra, ma anche il primo autentico gigante a comparire sulla Terra. Il suo muso affusolato e i denti brevi e conici suggeriscono una dieta a base di pesci e cefalopodi, ma con la sua taglia avrebbe potuto nutrirsi anche di rettili marini più piccoli.

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La volontaria presso il Natural History Museum of Los Angeles County Viji Shook a fianco del cranio di Cymbospondylus youngorum, per fornire una scala delle dimensioni. (Martin Sander / Natural History Museum of Los Angeles County)

Considerate forme e dimensioni, è facile paragonare gli Ittiosauri agli odierni Cetacei. Inoltre, entrambi i gruppi sono comparsi dopo grandi estinzioni di massa responsabili per l’abbattimento delle catene trofiche marine.
Le loro traiettorie evolutive verso il gigantismo assai diverse però: mentre gli Ittiosauri sono arrivati ad avere dimensioni enormi, il loro picco, molto presto, ai Cetacei sono serviti parecchi milioni di anni per diventare i colossi che conosciamo oggi.

Un exploit iniziale nel gigantismo, quello degli Ittiosauri, probabilmente dovuto alla grande presenza di invertebrati nei mari triassici, privi di predatori dopo il grande vuoto lasciato dalla devastante estinzione di fine Permiano. Con l’emergere di nuovi predatori, il gigantismo degli Ittiosauri è andato sempre più scemando.

Anche se con velocità diverse, sia Ittiosauri che cetacei hanno raggiunto dimensioni enormi tramite lo sfruttamento di nicchie ecologiche particolari. E nei mari triassici in cui nuotava C. youngorum, quest’ultimo non doveva essere l’unico Ittiosauro di grosse dimensioni. Tramite un metodo sofisticato, un’unione di studi paleontologici tradizionali e simulazioni computerizzate, i ricercatori hanno esaminato la quantità di energia presente nella rete trofica dei mari triassici della regione di Fossil Hill. Queste ultime, secondo le analisi degli autori, erano in grado di sostenere più specie di predatori giganti.

Un metodo nuovo che già si progetta di applicare ad altri vertebrati marini per meglio comprendere la loro storia evolutiva.

Riferimenti: P. Martin Sander et al. 2021. Early giant reveals faster evolution of large body size in ichthyosaurs than in cetaceans. Science 374 (6575); doi: 10.1126/science.abf5787

Immagine: Stephanie Abramowicz / Natural History Museum of Los Angeles County